Suicidi per crisi economica, una tragedia causata dallo Stato

di FABRIZIO DAL COL

Dopo aver letto l’editoriale dal titolo “Gli imprenditori suicidi non fanno notizia. Vuoi mettere i “migranti”…” del direttore  de L’Indipendenza  Gianluca Marchi, non ho potuto fare a meno di rilevare le sue forti ragioni. Ragioni, quelle descritte nel pezzo pubblicato, che bene ha fatto il direttore a manifestare con uno scritto “senza peli sulla lingua”. Non solo critiche, ma anche accuse più che giustificate, sacrosante, e alle quali io personalmente intendo continuare a dare voce, per un giusto rispetto di coloro che sono giunti al gesto estremo.  Chi ha responsabilità se le assuma, e faccia in modo che sia posta  la  parola fine a una catastrofe causata volutamente dallo Stato.  Queste le parole forti del direttore : “Per tutte queste persone, in particolare coloro che si sono suicidate, qualche politico si è stracciato per finta le vesti, qualche giornale ha fatto una macabra contabilità, e poi il velo dell’oblio è sceso su di loro”.

Questo  invece, è il titolo  dell’intervista concessa a Panorama.it  dal collaboratore de L’Indipendenza  nonché  deputato  Giorgio  Stracquadanio: “Sui suicidi Monti è senza pietà umana”, l’accusa di Stracquadanio http://news.panorama.it/politica/Sui-suicidi-Monti-e-senza-pieta-umana-l-accusa-di-Stracquadanio

Uno Stato che vuole essere democratico, non può lasciare che molti imprenditori e dipendenti di imprese creditori nei suoi confronti, (ci sono ben 100 miliardi di debiti dello Stato verso le imprese) finiscano per compiere il gesto estremo a causa dei suoi mancati pagamenti, quando invece,  i debiti statali potrebbero essere pagati senza compromettere neppure i conti pubblici.  Ecco che, questo altro passaggio dell’articolo del direttore : “i suicidi da crisi economica, compresi i tanti che si sono ammazzati per aver perso o per non riuscire a trovare lavoro, non è stato speso un decimo dell’indignazione che l’intero sistema italico (compresi giornali e televisioni) ha riservato alle centinaia di immigrati extracomunitari morti annegati nel tentativo di sbarcare sulle coste italiche. E’ una tragedia, non lo metto in dubbio, e nemmeno dico che quanto accaduto non debba muovere ciascuno verso un’umana sofferenza. Epperò mi chiedo perché questa stessa umana sofferenza non sia mai stata dedicata, soprattutto da certe parti politiche, verso gli imprenditori e i lavoratori che hanno deciso di farla finita per via della crisi economica, oltre che per il comportamento delittuoso delle banche e dello stato aguzzino. Per dirla tutta non mi pare di ricordare parole di partecipazione così incisive nemmeno dall’attuale Pontefice, che per altro suscita qualche simpatia quando mette in riga la Curia romana.”,  diventa un messaggio vero, un messaggio che trasmette in concreto cosa ancora possa significare la parola umanità. E giusto per dare valore alla parola concretezza, e  a far sì che nessuno di loro sia dimenticato, un gesto nobile del governo sarebbe il minimo:  si impegni affinché questi “caduti di Stato “possano avere la giusta onorificenza e il giusto ricordo,  designando  “la giornata della memoria”  in loro onore. E invece abbiamo i funerali di stato per i “migranti” e il nulla per i tanti suicidi da crisi economica, forse perché pesano su alcune coscienze…

 

 

 

 

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    C’è una burocrazia parassitaria, strettamente legata ai partiti ed ai sindacati, che ha passato ogni livello di sopportabilità e sta demolendo economicamente l’Italia.
    La storia è quella della coperta troppo corta.
    Se la disperazione resta nelle province, i sindacati la gestiscono in modo che essa vi rimanga confinata e non faccia danni.
    Se avvenissero quelle scelte coraggiose mai specificate, la disperazione passerebbe al corpo monolito ben presente nella capitale, i sindacati tutt’uno con esso non avrebbero alcun interesse a cherarne la rabbia ed i politici avrebbero seriamente a temere per la loro stessa integrità fisica.
    Per arrivare a dei cambiamenti di rotta è necessario o arrivare al totale fallimento del levitano o che imprenditori e dipendenti, la classe dei produttori sparsa lungo la penisola, cessi di disperarsi isolatamente, ma vada a Roma senza sindacati di sorta e faccia valere le sue ragioni.
    La crisi in cui ci dibattiamo non viene dall’Europa, ma dai parassiti interni che agiscono in piena legalità secondo le leggi che loro si sono fatti.
    Far valere le proprie ragioni significa agire nella illegalità.
    Tertio non datur.

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