Bilinguismo, Lang: un diritto ancora calpestato

Riceviamo e pubblichiamotirolo
Il Presidente del Südtiroler Heimatbund ha inoltrato al Tribunale Amministrativo di Bolzano un ricorso contro una compagnia di assicurazioni, che gli ha spedito una lettera esclusivamente in lingu italiana. L’iniziativa è intesa ad accentuare il diritto all’uso della lingua madre.
Un reclamo inviato in precedenza al Comune di Terlano a norma dell’art. 8 del D.P.R. N. 574 del 15.7.1988, era rimasto senza risposta da parte della Compagnia di Assicurazioni che ha una filiale anche a Bolzano. Il ricorso sarà probabilmente trattato il 23 settembre.

L’ultimo ricorso di questo genere al Tribunale Amministrativo a norma dell’art. 10. secondo comma dell’art. 8 del D.P.R. N. 574 del 15 giugno 1988, è sato trasmesso e trattato nel 2004, quindi 10 anni fa.
Dal momento in cui le violazioni del dovere del bilinguismo da parte di uffici pubblici, banche, ma anche di strutture concessionarie, non sono di certo diminuite ma al contrario perfino aumentate, era diventato necessario richiamare che tale diritto esiste sicuramente ancora.
Uno dei fondamentali diritti di un gruppo linguistico in uno Stato straniero è l’uso della propria lingua madre. Ciò deve realizzarsi sia mediante la possibilità dell’insegnamento nella scuola sia dell’uso nella vita pubblica. Questo è un diritto garantito dall’Italia ai sudtirolesi! E’ nostro dovere morale valersene e, se necessario, pretenderlo.
Roland Lang
Obmann des Südtiroler Heimatbundes/Presidente del Südtiroler Heimatbund.

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2 Comments

  1. Stefano Chemelli says:

    Marco ha perfettamente ragione, storicamente è provato,

    mancano stranamente i nomi.

    Li aspettiamo dall’ormai mitico portale – trasparenza sui

    supervitalizi imbattibili della Regione Trentino Alto Adige.

    Più da Bolzano che da Trento, altrimenti andremo dalla
    signora Merkel.

    A settembre

    Stefano Chemelli – Trento

  2. marco says:

    Uno “Stato straniero” che però ha usato ben altri sistemi rispetto a quelli utilizzati dagli Austriaci nei confronti degli italiani del Trentino. E forse vale la pena ricordare a Lang che all’indomani dell’Armistizio, 2700 suoi compatrioti shutzen passarono con l’esercito nazista e che a distanza di 70 anni di loro non si conoscono i nomi. Razziarono e trucidarono popolazioni inermi. Per favore da certi pulpiti non vengano lezioni di morale. Grazie.

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