Sud Tirolo, per i giornali quello della Klotz è un referendum farsa

di ALTRE FONTI

Al referendum-farsa organizzato da Eva Klotz e Sven Knoll in tutta la provincia, con oltre 115 seggi aperti e 150 volontari mobilitati, hanno risposto finora solo 10 mila altoatesini. Ieri l’affluenza è stata modesta nelle città e più elevata in periferia ma nel conto bisogna mettere anche i 1.300 voti della valle Aurina, le centinaia di sms e preferenze online espresse dai più giovani e le 5 mila lettere arrivate alle Poste di Bolzano e girate a Südtiroler Freiheit. La consultazione, che per i partiti italiani «è pura propaganda, di pessimo gusto, alla vigilia delle elezioni», proseguirà domani a Innsbruck (Hotel Sailer) e mercoledì alla cantina dei dodici Apostoli a Vienna. Tra l’altro si potrà votare, con i messaggini e su internet, fino al 30 novembre e c’è chi spera di raggiungere quota 20 mila. «A molte famiglie – spiega Werner Thaler – non è neppure arrivata la lettera a casa, quindi confidiamo di vederci recapitare ancora parecchi tagliandi».

Italiani ingannati. Ma c’è anche chi, ieri, ha confessato di esserci “cascato” per le modalità scelte dal partito della Klotz per pubblicizzare l’iniziativa. Una signora sui 40 si è presentata alla «Kolping», in piazza Domenicani, pensando si trattasse di un referendum vero. Una settantenne ha confessato di aver rispedito la lettera con un bel «no», pensando però di prendere parte ad una consultazione in piena regola e non ad una mezza farsa messa in piedi alla vigilia delle elezioni provinciali per fare leva sulla voglia di distacco dall’Italia che sembra accomunare ventenni e ottantenni sudtirolesi. Marco Pistelli, 39 anni, ammette di aver votato in buona fede. «Solo dopo ho capito che si trattava di una provocazione. Ho cancellato il messaggino dal cellulare, ma serve a poco. Ormai mi sono prestato al gioco della Klotz pur sapendo che non la voterò. È riuscita a prendermi in giro». «Io – confessa un ventenne – ho votato solo per vincere uno dei due viaggi in Spagna e Scozia».

Gli irriducibili. Arthur Obexer, 85 anni ben portati, sogna un Alto Adige come San Marino o il Liechtenstein. «Quello dovrebbe essere il modello. La Svp parla di autonomia piena, ma sono solo chiacchiere perché così dipenderemo sempre da Roma. Pensiamo all’ex Jugoslavia e riflettiamo».

Maia Mayr, 68 anni, ammette di trovarsi bene con gli italiani ma di volere l’autodeterminazione. «In città l’integrazione è buona, ma dovremmo staccarci da Roma. Purtroppo molti hanno scambiato le lettere di Südtiroler Freiheit per propaganda elettorale e hanno buttato tutto nel cestino».

Adesivi anti-italiani. Al seggio l’apparato di Südtiroler Freiheit ha dato il meglio di sè – o forse il peggio, almeno dal lato italiano – visto il numero di adesivi distribuiti a chi votava. Oltre al solito «Südtirol ist nicht Italien», c’erano «Autodeterminazione 2013», «Sudtirolo libero» (con la firma degli Schützen) e il classico «Los von Rom» abbinato ad un nuovo «Good-bye Italy». Già, perché l’inglese è sempre meglio dell’italiano. Ma c’era anche l’aquila vicino alla scritta «Freiheitskämpfer», combattenti per la libertà.

Gli slogan. Non è mancata la propaganda anti-italiana. «Siamo in uno Stato malato, il referendum è la nostra salvezza e migliaia di sudtirolesi hanno aderito nonostante l’invito della Svp a boicottare la consultazione. In Scozia si voterà il prossimo anno, poi toccherà alla Catalogna e a noi. Solo in Valle Aurina sono andati alle urne in 1.300, a Termeno hanno votato oltre 100 persone».

Klotz radiosa. «A chi dice che faccio propaganda sorrido: mi batto per il distacco dall’Italia da 36 anni, ovvero da quando non è più reato farlo. I viaggi in palio? L’idea è stata dei nostri giovani e l’ho subito condivisa. Qualcuno vedrà Spagna e Scozia a nostre spese. Siamo già a quota 10 mila voti ma saranno molti di più». Già, peccato che sia una farsa. «È stata tradita la buona fede della gente – commenta Casolari di Scelta Civica – e la Klotz l’ha fatto per salvare la poltrona in consiglio. Altro che referendum».

FONTE ORIGINALE: http://altoadige.gelocal.it

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11 Comments

  1. Salice triestino says:

    L’articolo dice anche “Non è mancata la propaganda anti-italiana”, e tutto quello che segue riguardante l’Italia è “Siamo in uno Stato malato”. Tutta qua la propaganda anti-italiana? Non è forse vero che è malato? Certo che l’articolista è proprio permaloso.

  2. Gianfrancesco says:

    appoggio la piena indipendenza del sud tirolo ed è quasi inutile che lo ripeta, però non condivido l’idea dei due viaggi in palio, anche se li mandano i scozia e in catalogna, però me erano da evitare.

    Io voto per la libertà, mi basta quella, non servono ricchi premi e cotillon

  3. claudio says:

    Sono completamente a favore dell’autodeterminazione della provincia di Bolzano. Voglio vedere come faranno senza i ricchi trasferimenti economici da Roma e dovranno accontentarsi dei poveri bilanci delle regioni austriache. Non sarà più consentito un loro ritorno!!

    • Salice triestino says:

      Considera che i Land austriaci hanno più autonomia di quella che ha il Sud Tirolo in Italia, per cui non avranno alcun problema e non sentiranno mai la mancanza dell’Italia, altro che ritorno, anche perchè per loro è prima di tutto una questione di soddisfazione morale e culturale che va ben oltre quella che è la situazione economica.

  4. CAMUNIA NASCIU' says:

    w Eva klotz ! sud tirol libero !!!!!!!!!!!

  5. Ludo says:

    colonizzatori che sfottono e prendono a male parole i colonizzati….chi ha scritto l’articolo dovrebbe vergognarsi!!!

  6. Heinrich says:

    Propaganda scrive il giornalista…come se un qualsiasi occhio imparziale ed obiettivo non cogliesse la becera faziosità e l’acrimonia nazionalista del giornalista stesso autore dell’articolo.
    Un degno pennivendolo di regime.

  7. Giuseppe says:

    Lo Stato nazionale italiano non regge più: alles ist könntlich

  8. Silvia says:

    Scelta civica? Salvare le poltrone?

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