EVA KLOTZ: “FAREMO UN REFERENDUM PER SECEDERE DALL’ITALIA”

di SALVATORE ANTONACI

Dopo quanto accaduto nei mesi scorsi in Veneto e Sardegna con la raccolta di firme per l’indizione di un referendum consultivo sulla possibile indipendenza delle due regioni, (patrocinate, rispettivamente, dai partiti Veneto Stato e P.A.R.I.S) tocca ora alla Sued-Tiroler Freiheit di Eva Klotz annunciare un’analoga iniziativa  per quanto riguarda il territorio a maggioranza germanofono, ma facente parte dello stato italiano.

Il quesito sull’autodeterminazione coinciderà con un anno elettorale di grande importanza per Bolzano e provincia: si voterà, infatti, per il rinnovo del consiglio locale oltre che per il parlamento nazionale. La SF tenta di assestare un colpo da K.O. alla tradizionale supremazia politica ed elettorale sella SVP, il partito storico dell’autonomismo sudtirolese. Il momento  sarà, peraltro, piuttosto propizio all’intento visto il probabile abbandono della scena da parte dell’attuale presidente della provincia Durnwalder, lo stesso che, non più tardi di un anno fa, aveva polemizzato con il presidente italiano Napolitano circa i festeggiamenti per il 150 esimo anniversario dell’unificazione tricolore.

Il braccio destro della Klotz, Sven Knoll, ha espresso la convinzione che “il futuro dell’Alto Adige sarà il tema dominante della campagna elettorale”. Reazioni stizzite che di certo tradiscono il crescente nervosismo dai maggiorenti della SVP. Per tutti il capogruppo in provincia Pichler Rolle ha così tuonato: “Klotz e Knoll sanno benissimo che nell’anno delle elezioni non sono ammessi referendum. La volontà di disdire unilateralmente gli accordi sull’autonomia, senza che essi siano stati violati da Roma, è semplicemente irresponsabile”.

Come ovvio, la seconda parte della dichiarazione è la più importante perché tradisce la volontà politica di perpetuare l’attuale status quo aldilà delle velleità ed i distinguo espresse negli ultimi tempi dall’esecutivo e dalla maggioranza assoluta moderata. A completamento di quanto sopra, dobbiamo aggiungere che  già la SF, seppur nella scala assai più ridotta di un simile comune, aveva organizzato una consultazione locale dello stesso tipo. Accadde l’anno ad Ahrntal (in italiano Valle Aurina), un paese di circa 6000 abitanti a poca distanza dal confine austriaco. Per la cronaca pur in presenza di un’affluenza non particolarmente esaltante (attorno al 30%) vi fu un quasi plebiscito per l’opzione “Los von Rom” (95,24%). Se le cose dovessero ripetersi su scala maggiore l’anno prossimo o poco avanti per qualcuno abituato alle rendite di posizione, in loco e qualche centinaio di chilometri più in giù, sarebbero davvero dolori. Quasi una campana a morto visto l’attuale deliquio istituzionale e l’agonia economico-finanziaria in pieno irreversibile corso.

 

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29 Comments

  1. Pugliese says:

    Ciao!!!

  2. Infoteam says:

    Dai Eva che forse questa è la volta buona per fare implodere defiinitivamente la “repubblica dei fichidindia” frutto di squallide guerre di aggressione e plebisciti annessionistici farsa. Lo stato italiano è un fallimento politico istituzionale. La bandiera italiana è semplicemente “inutile”, anzi dannosa. Gli “italiani” si “identificano” con undici “fessi” (?) in maglietta, calzoncini e calzettoni. Il referendum non lo dovete minacciare, ma fare sul serio, perché il tirolo era ed è un territorio austriaco.

  3. Marco Pagani says:

    Secedere dall’Italia per annettersi all’Austria?
    E l’Austria è d’accordo?
    No perché qui mi pare si facciano sempre i conti senza l’oste. Come per quella tanto decantata petizione per annettere la Lombardia alla Svizzera senza curarsi dell’opinione della Svizzera (qualcuno la indovina?).
    Petizione, peraltro, dal successo strabiliante: 29000 firme su 10 milioni di abitanti (0.28%) malgrado il tam tam mediatico ricevuto.

    • fabio ghidotti says:

      c’è una “piccola” differenza.
      L’unico pezzetto di Svizzera appartenuto in passato alla Lombardia è il Canton Ticino, che era stato conquistato con le armi daille signorie milanesi. Sono d’accordo che il referendum lombardo-svizzero è solo un gioco.
      Qui invece si parla di un territorio tedesco da dodici secoli, che è stato occupato dall’imperialismo italiano recente dopo una guerra di aggressione fatta solo per quel motivo (alla faccia del principio etnico del cosiddetto risorgimento).
      Qualche anno fa quasi tutti i sindaci sudtirolesi avevano rivolto un appello al parlamento austriaco (che stava discutendo la revisione della Costituzione) per ricordare l’impegno morale dell’Austria a favorire in futuro (un futuro che si avvicina) la riunificazione del popolo tirolese.

  4. vittorio says:

    Tirolo indipendente , Repubblica Veneta Serenissima, Megaregione(Carinzia-Veneto-Slovenia-Dalmazia,promulgata da Haider), Austria…………a me va bene tutto, …..ma facciamo qualche cosa.

    un Friulano

  5. giannarcixo says:

    Penso sia vero che non volevi schiafeggiare (anche se lo meriterebbe) il tuo direttore (il marchi di turno), ma dicendo la verità hai messo in luce il tendenzioso e sibillino.
    Stavo pensando di publicizzare la mia attività attraverso l’indipendenza, ma ora cercherò altri canali, non dico che siano favorevoli a INDIPENDENZA VENETA, ma quantomeno neutrali.

  6. lafayette says:

    Nessuna imtenzione da parte dell’autore di propinare schiaffi ad alcuno. Questi strumenti di politica futurista meglio lasciarli da parte. Per quel che riguarda la bega tra gli indipendentisti veneti non intendo metter becco. Resto convinto che non riuscirà a frenare il naturale processo di emancipazione. non un auspicio, ripeto, ma una certezza.

  7. sandrino speri says:

    Cara Eva-ngelista,l’adunata del 12 maggio a Bozen non è una provocazione degli alpini,che sono un pò come i leghisti(miles-tonti) che vanno dove li mandano, ma lo è sicuramente dello Stato Italiano che va sempre dove c’è da opprimere qualcuno ed è dello stesso genere di quelle che tu hai personalmente sperimentato. Durante la frequenza dei corsi estivi dell’università patavina a Brixen, conobbi molta persone del Tirolo tutte ottime persone (e anche te personalmente quando ero nella Liga fronte veneto).La realizzazione pacifica del diritto di autodeterminazione è annoverata fra i diritti umani fondamentali internazionalmente riconosciuti ed ha prevalenza rispetto alla costituzione Italiana. In caso di contrasto fra diritti umani e diritti degli stati sono i primi a prevalere.Il diritto all’autodeterminazione ha una virtualià permanente finchè c’è popolo c’è questo diritto.Bisogna solo scegliere le modalità di attuarlo ed evitare le sempre presenti provocazioni Italiane.Finiti gli esami mi trovai a fare il militare alla Huber a Bolzano.Era il 1968 e la tensione era alta,specie quando si era in O.P.Gli ordini scritti formalmente ineccepibili dati dagli ufficiali erano spesso accompagnati da osservazioni a
    voce che ne cambiavano completamente il senso,in senso provocatorio verso i residenti locali naturalmente. IL disprezzo verso il mosaico di popoli che fanno parte dell’Italia è stato sempre totale da parte dello stato italiano . E’ anche per questo che io Veneto,non italiano,ho marciato insieme a tanti altri alpini Veneti,alla marcia per l’autodeterminazione del popolo Tirolese il 14 aprile.La vostra libertà e anche la nostra libertà .Il 25 Aprile festa di San Marco tanto per rimanere in tema,provocazioni,il questore di Venezia ha vietato ad alcuni movimenti Venetisti la processione di San Marco in Piazza San Marco che è stata fatta ugualmente.Nessuno può fermare due popoli in cammino. W SAN MARCO.
    Sandrino Speri M.L.N.V movimento liberazione nazionale popolo veneto

  8. giannarcixo says:

    Cesare deve ancora scoprire che la costituzione italiana deve sottostare alle norme sancite dall’ONU sull’autodeterminazione dei popoli.
    Ringrazio l’autore di questo articolo anche per lo schiaffo morale che dà al direttore Gianluca Marchi riconoscendo l’enorme lavoro svolto da INDIPENDENZA VENETA ex Veneto Stato sulla raccolta firme.
    Il nostro detrattore (il Marchi di turno) mette in discussione la nostra linea politica?
    Si preoccupi piuttosto di essere coerente con quello che dice e di evitare palesi quanto fastidiose contraddizioni e risponda alle domande che gli vengono poste, che riformulo:
    1) Non ti sembra che quanto espresso dall’avv. Selmo sia in palese contrasto con l’ammucchiata di Jesolo che vai decantando?
    2) Come spieghi che uno dei relatori di Jesolo (proff. Bernardini) sia tra i maggiori collaboratori di INDIPENDENZA VENETA?

    • Massimo says:

      il referendum secessionista è il sogno di una notte di mezza estate,non lo si farà mai perchè c’è l’art.5 della costituzione di mezzo.

      • fabio ghidotti says:

        rispondo alla risposta di Massimo.
        ho già spiegato un’altra volta che l’art. 5 della Costituzione non c’entra (anche perchè parla dell’Italia, e qui siamo in Tirolo)
        L’appartenenza attuale del SudTirolo allla repubblica italiana è frutto di accordi internazionali postbellici. Poichè le condizioni internazionali sono completamente mutate, i Tirolesi solleveranno il problema in sede internazionale. Non ho informazioni dirette, ma penso che quando Eva Klotz parli di referendum intenda uno di tipo consultivo che sia la prima tappa di una serie di mosse successive.

  9. Giorgio Milanta says:

    Vorwärts Eva! Wir wollen eine Zukunft ohne Italien.

  10. paolo says:

    Molto bene. Siamo con voi.

  11. PAOLOPADANO says:

    Ohne Rom in die Zukunft !

  12. Salice triestino says:

    La Klotz è magica, bravissima!
    E per gli italiani di Bolzano, beh, direi che dovranno rasssegnarsi a seguire le sorti del Tirolo, non appena anche il Tirolo trentino si staccherà dalla bestia.

  13. Cesare says:

    Un referendum pro secessione anche qualora fosse indetto, non avrebbe alcun effetto giuridico, perchè contrario alla Costituzione vigente. Ovvio che in campagna elettorale si dicono molte cose, ma nella pratica queste iniziative che utilità hanno? Si potrebbe pure scoprire che i sudtirolesi favorevoli alla seccessione pura e semplice sono meno del previsto. Giacché ora vivono anche con i nostri soldi: la Provincia di Bozen si trattiene circa il 90% delle entrate fiscali, quindi vuol dire che riceve i servizi (sia pure scarsi) statali senza dare praticamente nulla. A spese nostre, questa storia sarebbe bene finisse!

    • Umberto says:

      Forse non sai che la Costituzione italiana, oltre ad essere un documento superato e ormai di utilità quasi nulla (ma questo è un altro discorso), non è la fonte giuridica suprema. Col trattato di New York del 1966 (a cui l’italia aderì), si sono affermati i diritti fondamentali dei popoli (tra cui l’autodeterminazione). Questo trattato fa parte delle cosiddette fonti internazionali, che possono derogare le Costituzioni dei singoli stati nazionali.
      Quando il vostro Presidente OrsoNapo Allitan disse che non si sarebbe esitato ad arrestare chi avrebbe attentato all’unità nazionale, disse una cosa che andava contro il diritto fondamentale dei popoli all’autodeterminazione. E’ un pò come quando Nikita Chruscev faceva arrestare i leader dei movimenti indipendentisti delle repubbliche baltiche.
      La verità è che la Repubblica delle banane è in realtà una dittatura che si regge molto bene sull’ignoranza dei suoi cittadini, convinti invece di essere persone libere.
      Sto dalla parte dei Sudtirolesi e della loro autodeterminazione, e auspico un tale referendum un giorno anche nella nostra amata patria veneta.

      • Cesare says:

        Forse non sai che è la forza a fare il diritto.
        Il Trattato di New York non vale la carta su cui è stampato. Peraltro scommetto che se Venezia volesse secedere dalla “patria veneta” il movimento a cui ti rifai non sarebbe d’accordo, sbaglio?

        La Cisalpina esiste di per se stessa, non ha bisogno di autodeteminazione, così come l’Irlanda non ha dovuto votare per stabilire di essere una Nazione, e cercare di sciogliersi dal giogo inglese.

        Il Veneto è parte della Cisalpina.
        Amen

    • fabio ghidotti says:

      completo la risposta di Umberto.
      1) che valore morale ha il rispetto dei valori giuridici, se l’appartenenza del Sud Tirolo all’italia è il frutto di una guerra di aggressione?
      2) se la provincia di Bozen trattiene il 90% delle entrate fiscali, significa che i servizi se li paga da sola, non che li riceve dallo Stato italiano!

  14. marco says:

    Ma magari domani ve ne andaste.. andate andate con gli austriaci, vediamo come vi trattano.
    Lo minacciate da anni ma col fischio ve ne andate davvero. Provate a cambiare minaccia, questa è vecchia, la usava già il padre della gentile signora in foto.

    • fabio ghidotti says:

      di che cazzo di minaccia parli, italione? Lo sai benissimo che fino a ora i Tirolesi non sono stati liberi di andarsene, e che l’italia è piena di fascisti pronti a sparare loro addosso se ci provano…

    • Heinrich says:

      di certo meglio di come sono trattati dagli italiani, ignorante

  15. lafayette says:

    Speriamo ce la facciano… e che sia la miccia, dal Salento alle Vallée d’Aoste, dal Friuli alla Sicilia

  16. Giacomo says:

    Grande Eva. Los von Rom!

  17. Riccardo Zanconato says:

    purtroppo a Bolzano sono più italiani che sud-tirolesi, l’adunata è andata bene, applausi a non finire, qualche urlo di viva l’italia, viva gli alpini e troppe, per i miei gusti, bandiere tricolorate.

    • Trasea Peto says:

      se I fà na festa taliana davanti caxa mia te sentirè dir “viva l’italia”, ma no vegnarà fora da’a me boca, ma da ki ke se ga meso davanti caxa mia par l’ocaxion. El problema xe ke co I fà bueade del jenere riva teecamere e jornaìsti a dir ke tuti i di ‘a xe cusita guaìvo, invese caxa mia “viva l’italia” xe na bestema.

  18. luigi bandiera says:

    DAI EVA..!!!

    DAGHE DRENTO..!!

  19. Luporobico says:

    Credo che l’adunata provocatoria di qualche giorno fa in terra Tirolese abbia ulteriolmente aizzato i sentimenti di libertà di questa terra……
    Avanti Tirolo,sono con te…..

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