Sud arretrato? Frutto mentalità feudale. A quando il divorzio consensuale o unilaterale?

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di ROMANO BRACALINI – Non occorreva il recente disastro ferroviario in Puglia per capire come la burocrazia meridionale,con annessi servizi essenziali quali le ferrovie,sia incapace di gestire un paese moderno. Del resto non avremmo l’amministrazione pubblica più scalcinata d’Europa se la maggioranza di essa non provenisse dalle province meridionali.

Fu nel primo ventennio dell’unità, con la riforma Cerboni del 1877, che la famelica burocrazia meridionale, con i favori dei partiti della Sinistra storica, andata al potere l’anno prima, diede l’assalto agli organi dello stato sostituendo gradualmente l’onesta burocrazia subalpina; e da quel momento non ci fu più limite al clientelismo e alla corruzione.

Lo scrittore lombardo Carlo Dossi testimonia che nei ministeri romani si rubava di tutto: dalla cancelleria agli orologi a pendolo. A oltre un secolo e mezzo dall’unità, su un fatto si può concordare: che l’Italia così com’è non può durare.

Il Nord gallo-cisalpino è stanco di sovvenzionare un Sud inconcludente e passivo, che consuma più di quanto produce e dilapida i capitali in un quadro impressionante di corruzione e degrado. Interessi contrapposti tendono fortemente alla rottura dell’unità. Giovanni Sartori, con la consueta franchezza e onestà, ha scritto sul Corriere della Sera: “L’Italia è sempre stata divisa tra un Nord più ricco e pulito e un Sud clientelare e povero”.

Dal Sud proviene la maggioranza dei prefetti, dei magistrati, dei questori e dei questurini, carabinieri, militari di carriera; ed è il Nord a finanziare i mediocri servizi che essi rendono alla comunità. Secondo una indagine Lapolis-Demos-Limes il 60,8 per cento degli abitanti del Nord ritiene che il Mezzogiorno sia “un peso per lo sviluppo del paese” e la metà degli abitanti della penisola ritiene che “l’Italia non sarà mai una Nazione unita perché ci sono troppe diversità economiche e culturali”. Tutte ragioni, che insieme alla debolezza del carattere e allo spirito di divisione, ereditati dai secoli, hanno impedito un’idea comune di Italia, mentre, al contrario, cresce, al Centro-Nord, il senso di appartenenza territoriale.

Due Italie contrapposte e uno stato, specie al Sud, quasi inesistente in cui predominano le camorre, le mafie e le clientele sostituite alla sovranità della legge.

Un paese per metà europeo e per metà levantino, dove non funziona nulla (treni, poste, burocrazia).

Se l’Italia è tra i paesi dell’Europa occidentale ad avere la più alta quota di immigrati stranieri (in gran parte irregolari), la ragione non è nelle prospettive offerte, che restano limitate, ma nell’incapacità dello Stato ad amministrare un simile fenomeno in caotica e costante crescita senza regole: ed è questo un altro motivo di disaffezione e di polemica per una vasta opinione che al Nord spera nel federalismo politico ma non abbandona l’idea della secessione.

E tuttavia il divario crescente equivale già a una forma di secessione mascherata.Ma non è tanto il divario economico e morale che preoccupa i centralisti unitari quanto la tenuta dell’unità ad ogni costo.

Qualche tempo fa su Repubblica,Eugenio Scalfari, di cui non sono un mistero le idee vetero-nazionaliste e lo spirito imperiale e razzista manifestato-lui calabrese-durante il fascismo,avvalorando il timore che il federalismo (tradotto in “localismo”, come si trattasse della stessa cosa) manderebbe in frantumi l’Italia, ha titolato il suo sermone domenicale: “Ma l’unità del Paese è soltanto un ricordo”.

Sta di fatto che almeno la metà della popolazione del Centro-Nord non ritiene l’unità un valore assoluto. Ed è stato l’imbroglio unitario,con la coscienza della debolezza politica e statale che è derivata-specie tra gli ammolliti figli di Ausonia – a resuscitare nel paese nostalgie e rimpianti e da ultimo, specie al Nord, un crescente rifiuto, nel quadro della più grave crisi di identità di tutta la storia unitaria.

 

 

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10 Comments

  1. Castagno 12 says:

    1) Il DIVORZIO consensuale o unilaterale non è neppure pensabile fino a quando l’italia resterà nella gabbia dell’Ue. L’italia, priva di SOVRANITA’, non può approvare niente, non può fare concessioni.
    E’ anche inutile rivolgersi alla Commissione europea o agli Organismi Internazionali: sono tutti in mano al Governo Mondiale.
    2) Non si può definire “unità d’italia” L’IMPOSIZIONE DI UN AGGLOMERATO DI PAESI ETEROGENEI.
    3) “Nel Sud predominano camorre,mafie e clientele” che, grazie all’immigrazione interna si sono insediate anche nel Centro-Nord causa IL SILENZIO-ASSENSO DELLE POPOLAZIONI AUTOCTONE.
    Per dirla chiara, queste, pensando che la cosa portasse vantaggi economici, HANNO CALATO LE BRAGHE, HANNO TOLLERATO E SUBITO.
    4) “L’Italia così com’è non può durare”. CERTAMENTE. Ma DOBBIAMO INTERVENIRE SUBITO per tentare di scappare dal’lUe, prima della fisiologica fine dell’italia dovuta a marcescenza. Qui al Nord, fra le presenze della malavita, l’enorme numero degli invasori, le tante imprese passate agli stranieri e con la SOVRANITA’ DA ACQUISIRE (in che modo ?) NON VEDO COSA POTREMO SCEGLIERE O DECIDERE SE ASPETTIAMO ANCORA.
    5) “Lo Stato non deve amministare il fenomeno immigrazione”. Ma lo Stato non l’ammInistra per niente.
    LA SUBISCE PERCHE’ CI E’ STATA IMPOSTA QUALE ELEMENTO DESTABILIZZANTE.
    6) “Federalismo politico”. Sarebbe a dire ? Federalismo comprensivo di tutte le Regioni italiane ? NO, E’ DA ESCLUDERE, saremmo punto e a capo.
    Federalismo con chi e a quali condizioni ?
    Per aver aspettato tanto, SENZA REAGIRE, SENZA FARE NULLA DI CONCRETO, ora ci troviamo a dover affrontare tanti problemi, tutti di GIGANTESCHE PROPORZIONI E SIAMO PRIVI DELLA MATERIA PRIMA: IL POPOLO.
    Se c’è qualcuno che pensa si possa ottenere la SECESSIONE, senza prima uscire dall’Ue, per favore si faccia sentire indicando la procedura e le persone affidabili che la possano mettere in atto. Grazie.

    • Padano says:

      La Catalogna pensa di uscire dalla Spagna restando nell’UE.
      La Scozia, pensa di uscire da UK pur di restare in UE.

      • Castagno 12 says:

        E ALLORA ? Guardi che io non sono interessato alle scelte dei tremebondi che avvertono la necessità di essere intruppati. Più il gregge è grosso, meglio è.
        Ma nel nostro caso l’Ue NON NUTRE, MA TOSA, ANZI SPOLPA.
        Chi non capisce i miei commenti, chi vuole sottostare ai dettami della Commissione europea (ANTIDEMOCRATICA E CHE NESSUN POPOLO HA ELETTO), chi è contento dell’invasione, chi gradisce il comtinuo incremento delle tasse dovuto all’aumento del Debito Pubblico principalmente condizionato dalla Emissione di Valuta (BANCARIA) che crea Debito (per lo Stato), chi “apprezza” che le Imprese italiane passino agli stranieri, chi, PER CARENZA MENTALE, non riesce a capire l’Articolo 104 del Trattato di Maastricht (vedi LIBERA EMISSIONE DI VALUTA DA PARTE DELLE BANCHE), E’ GIUSTO CHE GRADISCA RESTARE NELL’UE.
        L;ei, CON SCORRETTEZA, non segnala che, nell’area Ue ci sono cinque o sei Paesi che si apprestano a chiedere di uscire.
        Evidentemente la comprensione di tutto l’attuale contesto le riesce impossibile.
        Lei non ha alcuna possibilità di contestare neppure una delle mie segnalazioni, quindi mi rompe le scatole per segnalarmi, inutilmente, la sua “SCELTA SUICIDA – RESTARE NELL’UE”.
        Ma faccia quello che le pare, io non sono assolutamente interessato a conoscere il suo pensiero (si fa per dire). Crede che la Catalogna e la Scozia siano nel giusto ? Le segua, si trasferisca.
        Ma lei ragiona con la sua testa o approva – per simpatia – LE SCELTE BALORDE DELLA MAGGIORANZA ?
        SAREBBE GIUSTO RESTARE NELL’UE PERCHE’ LA MAGGIORANZA DEI PAESI INGABBIATI NON CHIEDE DI USCIRE ?
        Per favore, NON SI FACCIA PIU’ SENTIRE. Grazie.

        • Castagno 12 says:

          Attualmente risulta che:
          1) La Gran Bretagna è uscita dall’Ue e non deve più sottostare agli ordini della Commissione europea, imposta e guidata dal Governo Mondiale.
          2) Nessuna Regione dell’area europea ha ottenuto l’Indipendenza.

          Se le cose non stanno così, PADANO, ci faccia sapere, ci tenga aggiornati SUGLI ESITI DELLE RICHIESTE IN ATTESA DI RISPOSTA.
          La Gran Bretagna ha deciso, domandando al popolo, NON A LORSIGNORI.
          Le risulta ?.

          • Castagno 12 says:

            Non posso sapere quali saranno le future mosse della Catalogna.
            Sicuramente ne fa una alla volta.
            In quanto alla Scozia, la Massoneria è di casa, quindi le può andare bene la gestione dell’Ue.
            Ma è mai possibile che andate a cercare i quesiti più inutili è non vi riesce mai di suggerire qualcosa che assomigli anche vagamente ad una legittima reazione ?
            Non fornite una informazione valida, un’analisi che segnali un pericolo, una procedura truffaldina per noi pericolosa.
            NON FATE NIENTE, NIENTE DI UTILE. E credete di essere attivi perchè vi occupate di quello che fanno gli altri, vedi Catalogna e Scozia.

  2. caterina says:

    il Sud è stato stuprato dall’inizio del processo unitario e poi si vendicato.. l’alta borghesia baronale si è piazzata presto nei posti di potere, il popolo si è fatto furbo e anziché proseguire, come han fatto i Veneti poi, a emigrare lontano, di là dell’oceano, hanno trovato che era molto più comodo spostarsi coi treni all’interno della penisola, anzi, hanno imparato presto la strada per infilarsi in tutte le burocrazie statali, post sicuri e ben pagati ferie abbondanti comprese, fatica zero… sicuramente vo sicurato al proprio padrino.. e siamo all’Italia di oggi.
    I disegno di chi? della massoneria inglese dove Cavour era di casa, non certo della gente del sud, che ai tempi aveva un’economia pari al nord, la mafia non esisteva, nessuno moriva di fame e in prigione c andavano i malfattori e non erano neppure così malvage come gl’inglesi interessati solo a denigrare i re degli altri e mai i propri volevano farci credere…
    L’Italia unita è diventato il motto degli intellettuali pagati o di quelli che sognavano, che un po’ è il difetto nostrano… come quelli che a Ventotene sognavano l’Europa unita, eredi di quelli che prima avevano sognato l’URSS…
    Sarebbe ora che finalmente i popoli della penisola si rendessero conto di essere stati manipolati all’infinito e si svegliassero dall’incantesimo.. un moto d’orgoglio e di dignità: da soli sono riusciti a far molto meglio nel corso dei secoli… ne hanno le caratteristiche e le capacità, che li hanno resi grandi e ammirati da tutti i contemporanei! continuando a stare obbligatoriamente insieme si annullano a vicenda…gli va bene solo ai politici e ai papponi di stato!
    L’indipendenza è obbligatoria per tutti se vogliamo salvarci e sopravvivere!.

  3. Castagno 12 says:

    Non ho capito se le due citazioni “Raccontare le verità nascoste” e “Raccontare le cose come stanno” si riferiscono alla VERA Storia riguardante l’Unità d’italia oppure alla lunga e interminabile lista delle PORCHERIE che hanno stroncato ciò che di buono è stato allestito su questo teritorio chiamato “italia”.
    Ritengo più importante il primo problema (la VERA Storia), le cui verità spiegano l’inevitabile insorgenza del secondo (le PORCHERIE).
    E chi vuole essere informato, senza procurare processi o perdita del posto di lavoro a dei giornalisti, può acquistare dei libri attualmente in vendita. Li legge, cerca di capire quello che legge, memorizza il contenuto, si segna i passaggi più significativi, passa parola, prende delle decisioni e AGISCE.
    PER IL MOMENTO, tutto ciò è fattibile, senza trasgredire la Legge.
    Segnalo:
    1) Romano Bracalini – “Brandelli d’italia – 150 anni di conlitti Nord-Sud” – Rubbetio Editore – € 19,00
    2) Giovanni Fasanella e Antonella Grippo – “1861 La Storia del Risorgimento che non c’è sui libri di Storia” – Sperling & Kupfer – € 18,50
    3) Fabrizio Rondolino – “L’Italia non esiste (Per non parlare degli italiani)” – Mondadori – € 18,50
    4) Giordano Bruno Guerri – “Il Sangue del Sud” – Oscar Mondadori – € 11,50
    Qualche tempo fa, avevo fatto analoga segnalazione suggerendo ai gestori dei vari Movimenti Indipendentisti, dei Fronti e di altre Compagnie. “Dividetevi le letture, segnatevi i passaggi più significativi, preparate una sintesi, realizzate uno stampato (uno o due fogli) da distribuire ai vostri iscritti e militanti sollecitando il passaparola”. Perchè L’INFORMAZIONE COMPLETA E’ FONDAMENTALE, evita l’insorgenza dei sogni infantil e DELLE SPERANZE FASULLE.
    Come non detto. TUTTO INUTILE. NON HANNO FATTO NIENTE.
    I Dirigenti dei vari Movimenti, ecc., producono scritti che trattano il gossip della politica: “quello ha detto, l’altro ha fatto”.
    Il progetto politico di questi Dirigenti consiste nell’intrattenimento dei lettori in attesa che, in italia, subentri la nuova gestione, quella “Islamico-Cinese”.

  4. giancarlo says:

    Quando i giornalisti si ribelleranno ai loro editori per poter raccontare le verità nascoste del ” bel paese”???
    Quando saremo liberi di sapere in quale schifo di paese stiamo non vivendo ??
    WSM

    • Stefania says:

      Non si ribelleranno. Perché se racconti le cose come stanno hai due possibilità: o vai contro l’editore, e quindi perdi il lavoro (e non glielo ritrova certo il lettore che sputa sentenze e giudizi) oppure si fa carico di una o più querele per diffamazione, magari e soprattutto temerarie. Se va bene, al giornalista, resta un editore che gli para il culo (scusi l’espressione) e che affronta l’iter di un processo. Se gli va male, se ne fa carico dall’inizio alla fine. E siccome in un processo per diffamazione il pubblico ministero può chiedere (e succede, mi creda) anche il massimo della reclusione, con 6 anni e mezzo di carcere, per aver espresso un’opinione, magari pure fondata, in Italia non possiamo parlare di libertà di stampa. Per fare inchieste non basta essere bravi e avere voglia di scavare. Occorre avere tanti soldi per affrontare i costi di 10 anni di tribunale. Sono stata sufficientemente chiara?

  5. lombardi-cerri says:

    Ogni tanto salta fuori un meridionale che fonda un partitino “per l’indipendenza del Sud ” .
    Indipendenza da chi ?

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