Strelnikov: Persino la costituzione dell’Urss ammetteva la secessione

Pubblichiamo un documento d’archìvio sul tema dell’indipendenza, tratto dal blog di Liberiamoci, su autorizzazione dell’autore.russia

Il tema è: il secessionismo veneto, l’Europa. Intervista ad Andrej Strelnikov, esperto di storia dell’URSS e dei paesi socialisti, oltre che dei meccanismi di controllo del potere nell’UE.

 Professore, è lecito “secedere”?

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo cita esplicitamente il diritto all’autodeterminazione dei popoli. È legittimo richiamarsi a quel principio universale, può non essere lecito, cioè legale, in un determinato sistema giuridico, ma, in tal caso, c’è conflitto tra principi universali e legislazione particolare. La legittimità prevale sulla legalità in senso stretto.

Si spieghi meglio, per noi comuni mortali.

Il regime di Hitler era legale, perché avviato con regolari elezioni, ma illegittimo, perché in contrasto con i principi universali, vale a dire i diritti universali dell’uomo, quelli che, già per Sofocle, Antigone, vengono prima delle leggi particolari di una città e che prevalgono su queste ultime, perché “iscritte direttamente nel cuore dell’uomo”.

Però non mi risulta che molte costituzioni ammettano il diritto alla secessione.

La sorprenderà, ma la Costituzione dell’URSS, anzi, le Costituzioni, perché ce ne sono state parecchie, ammettevano esplicitamente il diritto delle singole repubbliche a secedere. Fu Lenin a volerlo, per segnare il distacco con l’imperialismo zarista. Rimase teoria, ma mai smentita in linea di principio, e, infatti, all’inizio degli anni Ottanta l’URSS si dissolse nelle repubbliche che la componevano.

E della situazione italiana che cosa dice?

La vostra costituzione prevede l’ergastolo per chi attenta all’unità della repubblica. È una delle più dure al mondo, dal momento che punisce la stessa “opinione”, e non solo le azioni fattive, legali o illegali che siano. Piuttosto stupisce, in Russia e non solo, che un partito come la Lega Nord, teoricamente secessionista – ma ha avuto per quasi otto anni il Ministero degli Interni, che controlla i servizi segreti e rappresenta attraverso il sistema delle prefetture l’unità dello Stato – non abbia mai fatto nulla per cambiare le cose, o, almeno i principi.

E che cosa avrebbe potuto fare?

Un osservatore esterno non può non rimanere colpito dal fatto che in vent’anni, di cui quasi dieci di governo, e con importanti suoi esponenti presenti nel Parlamento Europeo, la Lega Nord non abbia mai presentato un ricorso all’Alta Corte di Giustizia Europea contro l’Italia per una legislazione che punisce con l’ergastolo un reato di opinione. Eppure, nella democratica Unione Europea non dovrebbero esserci reati di “opinione” …

Già, questo dovrebbe far pensare circa il ruolo di questo partito politico, ma anche e soprattutto sui limiti della nostra “democrazia.

 In effetti l’Italia non è nella posizione migliore per dare lezioni di democrazia, magari proprio a noi. La Repubblica Ceca ha permesso senza troppi problemi la secessione della Slovacchia. Persino l’URSS ha trovato e permesso un accordo con e tra le repubbliche che ne facevano parte, magari un po’ frettoloso e bisognoso di qualche revisione, ma di accordo si è trattato. Poi, guardi, francamente è quasi ridicolo che uno Stato che si dice laico, cioè indifferente ai valori religiosi, consideri il proprio sistema politico come un dogma intoccabile, al punto da punire chi anche solo osi metterne in dubbio la “perennità” …

 

 

 

 

 

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