Immigrati, istruirli a fare gli indipendentisti

di MARCELLO RICCIimmigrati

L’operazione “ Mare nostrun” è costosa quanto inutile perché non serve a risolvere le origini del fenomeno migratorio, ma finisce per essere complice di una tragedia double face. Da un lato c’è l’emergenza umanitaria che coinvolge anche donne e bambini, persone che mettono a rischio la vita e tutto quello che hanno in nome di una speranza che non esiste  e dall’altro le criticità molteplici, anche sanitarie che producono nei luoghi d’arrivo. Di fronte al dramma dei migranti e alle gravi sofferenze di chi li accoglie, si registra il mancato intervento dell’Ue  che non onora di certo il premio Nobel per la pace che gli fu conferito; Bruxelles  continua a ignorare una situazione di alta drammaticità come quella in essere, e le gravi conseguenze per tutti i soggetti coinvolti.
La migrazione forzata di povere genti ha anche analogie con le  navi negriere, con le aste di essere umani strappati dalla loro terra e con la non gloriosa nascita dello stato che si è proclamato guardiano del mondo, per divenirne padrone. Chi può colloquiare  con questi poveri esseri si rende immediatamente conto che non hanno la capacità di organizzarsi per migrare, non hanno i soldi per farlo e vengono sfrattati da terre che hanno ricchezze nel suolo e nel sottosuolo che vanno alle multinazionali.  Superpotenze indiscusse che sottobanco pagano gli scafisti.
Derubati e cacciati. Dal colonialismo dei governi, a quello degli stati merceologici. Materie prime a basso costo e manodopera sottopagata , sradicati dalla propria terra e trasportati nella vecchia Europa. Gli strumenti sono le guerre locali, innescate ad arte e combattute con armi  regalate o vendute in cambio di risorse , così come interi territori d’America furono pagati con specchi , perline e alcolici. Cambia la forma, la sostanza resta. Alla violenza sugli esseri umani, si aggiunge quella dello sfruttamento spesso senza regole dei territori. Eccessiva antropizzazione dell’Europa e sempre maggiore depauperamento del continente nero. Superaffollamento da un lato, desertificazione dall’altro.
Cosa fare?  Da un lato la necessità di accogliere e dall’altro la difesa di una società che è giunta al collasso perché invasa, destabilizzata e meticciata.Accogliere, istruire e rimandare indietro per tornare ad essere padroni e signori nelle loro terre. Debbono sapere i profughi-migranti che li hanno indotti a fuggire per derubarli, per offenderli nella dignità e per renderli schiavi. Chi li illude con promesse di cittadinanza diviene complice di ladri, assassini e commercianti di esseri umani.

Israele ha dimostrato che anche il deserto è coltivabile, non si racconti la panzana che l’Africa sub-sahariana è invivibile.
E’ invece doveroso illustrare la vera storia del grande stato a stelle e strisce, il reale valore del biglietto verde,  rendere noto che le materie prime sono prevalentemente in Africa e che vengono lavorate da altri schiavi, i cinesi,  vittime del comunismo, perfetto contraltare del capitalismo in versione yankee. L’ Europa deve affrontare l’impegno di creare Centri di Accoglienza, Istruzione e Rimpatrio per contribuire alla giustizia sociale, alla pacificazione dei popoli e per evitare che la delinquenza, continui a crescere in modo esponenziale.
Le potenti multinazionali, autentici stati merceologici, gestite in massima parte da USA e Inghilterra, hanno preso radici in questa irreale Unione Europea e la condizionano esclusivamente nel loro interesse. L’era coloniale  è solo apparentemente conclusa, in realtà si è  rivitalizzata ed agisce sotto mentite spoglie. Da un lato si deve spiegare che le rivalità tribali o le guerre, spesso a sfondo religioso, sono strumentali e servono per provocano gli esodi e parimenti deve essere ridotto il grande divario tra ricchi e poveri onde costruire una società migliore. Alle centinaia di migliaia di profughi deve essere raccontata e illustrata la emblematica storia di Jomo Kenyatta (Johnstone Kamau), che nella vecchia Africa Orientale Britannica, attuale Kenia, con l’aiuto dei missionari scozzesi, di cui aveva frequentato le scuole primarie andò a Londra dove si laureò. Nel 1946 tornato in patria, dette vita a una fervente attività indipendentista, che ebbe passaggi anche molto violenti (Mau – Mau); divenuto leader del principale movimento politico nero, liberò il suo paese dal colonialismo inglese. E’ importante diffondere la storia di Kenyatta, perché tra gli immigrati che vengono traghettati sulle nostre terre, per gli interesse della nuova versione del colonialismo (multinazionali), possano esserci degli emuli. Occorre impegno nel selezionare e addestrare tra loro chi ha attitudine e determinazione per tornare nelle terre di provenienza per lottare contro il colonialismo anche se veste la tuta mimetica delle grandi multinazionali. L’addestramento  dovrà essere prevalentemente storico, economico e politico . Le persone che saranno poi aiutate a rientrare nelle loro patrie e adeguatamente finanziate. Si ha la certezza che un’iniziativa del genere, porterà alla immediata diminuzione degli sbarchi. Susciterà rimostranze ed è facile immaginare da quali parti.
È un progetto che ha dei costi forse non lievi, comunque saranno un investimento molto redditizio. Considerando  che l’Ue  di questo vitale problema si è rifiutata di farsene e carico e che l’affabulatore Renzi  in questo semestre ne è il presidente , potrà fare la voce grossa, ed ottenere i finanziamenti, sempre che alla capacità di parola corrisponda quella di agire.
Sbaglia chi vuole contrastare i flussi migratori con la forza delle armi, se armi dovranno essere usate, siano esse usate dai migranti stessi per riconquistare quello che loro appartiene. È giunta l’ora che se guerre devono esserci siano vere guerre di liberazione, non del tipo  ”primavere arabe” che sono servite solo a proteggere determinati interessi commerciali a danno degli altri. L’Italia , governata  da autolesionisti o da traditori vi ha partecipato schierandosi contro i propri interessi e quelli dei popoli sono stati aggrediti in nome di una democrazia che è oggi per loro un miraggio ancor più lontano. Gli ingannevoli valori che non sono tali come l’accoglienza illimitata sono stati stigmatizzati anche dal Dalai Lama che recentemente ha dichiarato: ”Non è possibile pensare – che sia sufficiente l’accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire.”
Il colonialismo è un mutante, oggi non si chiama più Compagnie delle Indie, ma multinazionale o anche FAO ( ha  sede a Roma non molto distante dalla Città del Vaticano).
Papa Bergoglio, che della povertà  si occupa tantissimo mai parla delle cause che la determinano.

Roma 03-07-2014.               Marcello Ricci

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2 Comments

  1. Schwefelwolf says:

    Inviterei l’Autore, Marcello Ricci, ad esaminare le statistiche e le previsioni dell’ONU sull’evoluzione demografica dell’Africa. Entro il 2050 l’Africa (prevalentemente nera) si avvicinerà ai 2 miliardi di abitanti: individui con facoltà di apprendimento scientificamente ascrivibili alla categoria del ritardo mentale e sostanzialmente capaci solo di riprodursi a ritmi da roditori (intendendo per tali soprattutto i conigli).

    Tutti i termini eufemistici introdotti negli ultimi tempi – “disperati”, “migranti”, “profughi” etc. – tendono a rimuovere un fatto tanto essenziale quanto elementare: i milioni di “compagni di lotta” di Kenyatta & Co. hanno cacciato, negli Anni ’60, i “colonialisti bianchi” massacrando a colpi di machete donne e bambini e rivendicando – con un’interpretazione storica in realtà assai arbitraria – l'”Africa ai neri”: senza peraltro essere in grado di gestire neanche le piú elementari forme di organizzazione statale e sociale, per non parlare di strutture produttive degne di tal nome (rivediamoci “Africa addio”). Il “continente nero” che hanno allora “ereditato” – una volta epurato dai bianchi – era stato, fino a quel momento, un continente certamente discriminatorio ma funzionante (scuole, ospedali etc.). In meno di vent’anni – e poi sempre peggio, sino ad oggi – i “neri” (e solo loro, finalmente padroni della “loro Africa nera”) lo hanno trasformato in una boglia dantesca: da cui adesso fuggono “disperati”. E sarà sempre peggio.

    I “disperati” negri, oggi, non sono centinaia di migliaia ma centinaia di milioni. E saranno sempre di piú. L’idea di “educarli” – per quanto molto cristiana – è, per noi, solo suicida. L’unico modo per salvarci è di guardare in faccia tutte queste realtà: saranno anche “disperati”, ma sono soprattutto invasori, e come tali vanno trattati, e fermati. Hanno voluto l’Africa? Se la tengano. Con pari (o migliori) ragioni teniamoci – noi – la nostra Europa. Ad ognuno il suo…

    • marco preioni says:

      Hai ragione. Basta buonismi beceri. Come prima misura da quest’ anno non ho più dato l’ 8 per mille alla chiesa cattolica. Glielo avevo sempre dato solo pensando alla bellezza delle antiche chiese ed arte sacra e sperando che i soldi servissero almeno in buona parte al mantenimento delle mura canoniche. Con papa Francesco mi sono scocciato. Purtroppo ho dovuto darlo allo stato gestito da Renzi. Ma non avevo alternative. Tutte le religioni sono dannose.

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