Convegno sulla strage di Torino: la prima strage di Stato

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Storia Ribelle” e il “Centro Studi Cultura e Società” organizzano una giornata dedicata al tema “LA STRAGE DI TORINO DEL 1864”, che si terrà a Torino sabato 15 settembre prossimo, presso la Sala Conferenze di via Vigone 52. Ecco il programma:

– ore 16: Inaugurazione della mostra storica “Torino 1864”. Introdurrà il presidente di “Cultura e Società” dottor ERNESTO VIDOTTO.

– ore 17: Presentazione della nuova edizione del libro “La prima strage di Stato. Il massacro di Torino del 1864 “. Interverrà l’autore, Roberto Gremmo, i cui libri sono da anni molto apprezzati.

Questo libro, nello specifico, denuncia la strategia occulta messa in atto da alcuni ministri italiani assetati di potere. Costoro, per uno sporco gioco politico, non esitarono ad utilizzare provocatori prezzolati facendo degenerare pacifiche dimostrazioni di piazza. Per far crescere la tensione.  Puntualmente, intervennero polizia e carabinieri che spararono su mariifestanti inermi e sulla folla irmocente. Vi furono morti e feriti. Fu una Strage. Di Stato.

La stampa, foraggiata e pagata dal Governo condarmo la violeriza dei manifestanti ed invocò la maniera forte. Ma il gioco era troppo scoperto e le responsabilita dei politici nei massacri troppo evidenti. Lo scandalo fu enorme. I politicanti ‘stragisti‘ dovettero dare le dimissioni, pero mantennero intatto il loro potere. Iniziarono le inchieste per stabilire le responsabilita ma finirono in un nulla di fatto. lnsabbiate in fretta.

Un parlamentare e giornalista controcorrente non si rassegno a vedere impuniti i colpevoli, continuo con tenacia a chiedere la verita. Morì in circostanze poco chiare. “La prima Strage di Stato” sembra una cronaca del “Sessantotto”: gli scontri di piazza, la strategia della tensione, la manovalanza della provocazione, i servizi segreti deviati, i morti irmocenti, la repressione. E invece no. E la storia di uri episodio inquietante e pressoché sconosciuto dei primi armi dell’unita d’Italia: le ‘giornate di sangue’ di Torino del 1864. La ‘preistoria’ dei misteri e dei segreti d’Italia.

Non v’e da stupirsi se analoghi episodi tragici ed inquietanti, oscuri e violenti, caratterizzarono la storia d’Italia. Con la Monarchia, durante il Fascismo e nella Repubblica democratica. Varia la forma ma la sostanza repressiva del potere non é mai cambiata. Non puo cambiare.

Il libro sarà disponibile durante la presentazione.

 

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5 Comments

  1. caterina says:

    a questa notizia ho inviato un commento che erroneamente ho posto sull’altro articolo che riguardava i pic nic piemontesi. mi scuso.

  2. silvia garbelli says:

    Suggerirei a Gian, oltre ad aggiungere il proprio cognome, di approfondire meglio la biografia e le tematiche di Gremmo, la cui produzione non è quella di un ‘agit-prop comunista’, come sembra si voglia qui insinuare, ma, oltre a ogni ideologia, di ricerca e diffusione di un patrimonio culturale piemontese, che molti, anzi troppi e di tutti gli schieramenti, LN per prima, fanno a gara per disperdere o addirittura cancellare.

    E se Gian volesse presenziare all’incontro di sabato 15 a Torino, avrebbe l’occasione di porre domande….oltre ad avvvalersi di wipedia.

  3. dario catti says:

    Un sabato interessante a Torino, un sabato per pensare e per riflettere, un sabato per guardare al futuro e per lavorare per non morire italiani.
    Un grazie a Roberto Gremmo, che da sempre lotta per la difesa del Nostro Piemonte, un grazie ad un vero autonomista che non si è mai sporcato le mani con gli italiani della Lega Nord.
    Piemont Lìber e No TAV
    Dario Catti

    • Gian says:

      sei sicuro? su wikipedia la storia la raccontano un po’ diversamente:

      “Portato dalla propria formazione politica ad una completa adesione a gruppi comunisti marxisti-leninisti[5], alla fine degli anni settanta, contemporaneamente alla collaborazione con Bossi, Gremmo inizia a maturare idee autonomiste”.

      • dario catti says:

        Lo so che su Wikipedia c’è scritto quella frase e non solo… ma siccome è una “enciclopedia libera” contiene parecchie inesattezze.
        Tre brevi battute: negli anni 60-70 chi non è stato comunista? I blocchi (tranne l’MSI che se ne stava in un angolino al caldo parlamentare) erano sostanzialmente due, per cui o si era comunisti o si era democristiani;
        Se riesci, fai un salto a Torino, così se ne parla direttamente con l’autore;
        Se ti va, firma per intero le tue affermazioni.
        Buona giornata.
        Dario Catti

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