Basta buonismo dal balcone. Papa Francesco, che cosa fai?

di PIERO LA PORTAPapa_Francesco_Argentino

I centomila nel deserto di Ninive non possono essere salvati con un’omelia dalla finestra petrina, né da un telegenico minuto di silenzio, coi quali tutt’al più li si può accompagnare a morire muniti d’un conforto religioso a debita distanza. Quei poveretti hanno urgentissima necessità di almeno tre aiuti concreti: un intervento militare sul terreno che arresti l’assalto dell’ ISIS; una massiccia operazione di aviotrasporto che porti lontano dal pericolo i più deboli, bambini, donne e vecchi; una gigantesca operazione di soccorso umanitario sul terreno per nutrire, curare, dare un conforto a quanti non siano immediatamente trasportabili.
È sufficiente un rapido sguardo intorno per comprendere che tutto questo non avverrà.
Non può fare autonomamente nulla Putin coi grattacapi che ha in Ucraina né ha la possibilità di agire da solo su un così vasto problema.
Francesco, dove vai? Se mai la Merkel nutrisse una pur timida intenzione, essa patirebbe costrizioni analoghe a quelle di Putin.
Il vero problema è che, al di là di questi due personaggi, i rimanenti – a cominciare da questo telegenico pontefice Francesco – non sono capi carismatici bensì solo personaggi televisivi, incapaci di affrontare la realtà e portarla verso il bene comune. Il loro spessore è quello d’un Robin Williams qualsiasi: al di là del personaggio, quasi nulla.
Prediche, chiacchiere, parole, attacchi aerei da fiction tivvù, ma alla fine le Nazioni Unite, Obama e Francesco lasciano dietro di loro una realtà in preda al caos, alla violenza, alla morte.
La responsabilità più grave di tutti è di Francesco, il quale, invece di chiamare tutta la cristianità in soccorso dei fratelli nel deserto, insiste in una frolla esibizione di buonismo che non porta da nessuna parte e conduce alla morte i fratelli perseguitati.
Invece di farsi riprendere dalle telecamere nella mensa di Santa Marta, se non è in grado di animare una mobilitazione internazionale, Francesco almeno si porti nei campi e nelle mense, lì nel deserto, dove i suoi preti e le sue monache stanno improvvisando delle mense e degli alloggi col nulla che hanno.
Se teme per la sua vita ha ragione, ne ha ben ragione, visto quanto è accaduto a migliaia di fratelli nel frattempo; sarebbe tuttavia più dignitoso che egli lasciasse la scena da vescovo sul campo piuttosto che da Papa Francesco imboscato.

(http://www.pierolaporta.it/francesco-dove/)

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4 Comments

  1. lorenzo says:

    dal capo della Chiesa Cattolica, dal Vicario di Cristo in terra, dal sommo pontefice, principale testimone della fede cristiana e autorità della Chiesa mi sarei aspettato qualcosa di più forte e chiaro contro l’opera satanica dei demoni islamisti, non la solita molle litania: “basta con la guerra…”

  2. Anthony Ceresa says:

    Non facciamoci illusioni, la Chiesa é forte in casa propria dove per secoli ha edificato roghi e crimini vari con accuse che provengono persino dalle Nazioni Unite.
    Oggi la palla rimbalza ed é possibile che un giorno arriverà sino a Roma.
    La forza della Chiesa é la censura per mantenere pulita la facciata con le tante di anime in pena che corrono a riempire le piazze.
    La verità sta da un altra parte, forse un giorno verrà a galla.
    Anthony Ceresa.

  3. caterina says:

    la Chiesa è uno delle tante potenze che si muovono nella scena del mondo coi i suoi protocolli e i suoi interessi… non facciamoci illusioni, nessuno è in grado di decidere le sorti di nessuno, se non provvisoriamente e fin che dura l’effetto momentaneo di un’azione… ci sono in giro capi popolo pericolosi, despoti e minacciosi, quelli sono da fermare, gli altri che rientrano nelle categorie della civiltà, e dell’umana presenza nei propri territori, lasciamoli vivere e rispettiamoli… l’obiettivo di tutti i grandi conduttori dovrebbe essere quello di diffondere il rispetto dei popoli, delle comunità, infine ma soprattutto degli uomini… la pace è questo, nella diversità e nel rispetto… quanto alle credenze religiose ciascuno si tenga la sua ed è un errore delegare ai capi religiosi responsabilità che non gli competono, anche se loro credono sempre di parlare urbi et orbi…i media li aiuta, ma è il comportamento personale che fa testo.

  4. Rodolfo Piva says:

    Parole sacrosante !!!

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