Storti: Lombardia e Veneto, la strada dell’autogoverno è aperta. Percorrerla insieme col referendum come Scozia e Catalogna

di ALEX STORTIcollettivoavanti2

Aldo Moltifiori ha lanciato un appello a chi si batte per l’autogoverno della Lombardia – e del Veneto-. Il già Sindaco di “Monza Liberata” (correva il fatidico 1992 e confesso di ricordarlo con emozione), ci sprona tutti, oggi, a dar vita ad una confederazione di soggetti e movimenti per arrivare all’indipendenza del Lombardo-Veneto. Col rispetto dovuto ad un uomo simbolo del primo e cruciale leghismo, e con l’esperienza sul campo che mi deriva dalle molte avventure vissute nel sentiero del secessionismo, risponderò con franchezza e pragmatismo a quell’appello.

(http://www.lindipendenzanuova.com/lettera-aperta-agli-indipendentisti-e-autonomisti-di-lombardia-e-veneto/ e anche http://www.lindipendenzanuova.com/comencini-forse-il-caos-alle-porte-ci-svegliera/)

 

Caro Aldo, l’indipendentismo militante raccoglie oggi in Lombardia pochissime forze, specialmente al di fuori della Lega Lombarda – la cui natura resta contraddittoria e, nondimeno, caratterizzata dalla presenza, al proprio interno, di una diffusa area secessionista di militanti e amministratori -. È inutile negarlo. La popolazione lombarda è a dir poco tiepida di fronte all’opzione separatista. È già molto difficile mobilitare i nostri concittadini attorno a più modesti -ma non per questo meno ambiziosi- obiettivi autonomisti.

Chiedersi se l’attuale stato delle cose sia anche responsabilità di chi, avendone il potere politico, non l’ha adeguatamente esercitato in funzione del conseguimento di maggiori forme di autogoverno, oppure se esso sia responsabilità dell’ignavia e della propensione alla delega perpetua, sempre mostrate dalla popolazione, è esercizio forse ormai superfluo.catalogna2

Adesso bisogna agire. Ma bisogna farlo con estrema concretezza. Ciò significa che non è utile concentrare le poche energie, di cui noi indipendentisti disponiamo, sulla ricerca di forme aggregative fra persone e gruppi che hanno obiettivi comuni. Non è utile poiché già in passato, sia in Lombardia che in Veneto, questa strada è stata battuta, più volte, senza condurre ad apprezzabili risultati in rapporto al tempo impiegato. Prendiamo atto che percorrere pezzi di strada insieme non richiede, quale precondizione necessaria, l’atto di confederarsi e tantomeno quello di unirsi in strutture partitiche monolitiche.

Ciò di cui davvero abbiamo bisogno, adesso, è concentrarci su una cooperazione, aperta e fattiva, attorno ad obiettivi concreti, misurabili e condivisibili: anche e soprattutto da parte della popolazione lombarda – e direi pure veneta-, che di politica si occupa solo distrattamente. Per questo motivo, caro Aldo, mi associo al tuo appello alla collaborazione, trasformandolo però in un invito a prendere posizione chiara e netta nei confronti del referendum per l’autonomia differenziata, ai sensi dell’art.116 della Costituzione, previsto per la primavera del 2016.marcia catalogna

E quando parlo di collaborazione parlo non solo di prese di posizione, ma di mobilitazione militante. Parlo non soltanto di articoli e dichiarazioni, per quanto necessari e benvenuti, ma anche di dibattiti pubblici, volantinaggi e manifesti. Il referendum in questione è un’iniziativa istituzionale, ufficialmente patrocinata dalla massima entità giuridica comunitaria lombarda, la nostra Regione, la cui autorità legale non è in discussione di fronte ad alcuno. Si tratta di un percorso legittimo, già riconosciuto tale dalla Corte Costituzionale, nonostante l’opposizione del governo italiano. È un cammino condiviso con la quasi totalità delle forze politiche lombarde, è in linea con il sentire comune della popolazione e ci permetterà finalmente di sottrarre il fondamentale tema dell’autogoverno al monopolio di questo o quel partito.

Il referendum per l’autonomia differenziata è finalmente l’inizio di un percorso che sancirà la differenza fra la Lombardia e il resto della Penisola. Esattamente come accaduto in Scozia, con la devolution degli anni Novanta, e in Catalogna, con la costituzione autonomista postfranchista, anche qui comincerà un processo di progressivo distacco dall’autorità di Roma, che tanti danni ci ha causato. Cogliamo questa occasione. Anche a te Aldo, così come ai primari interlocutori della tua lettera aperta, i rappresentanti di Indipendenza Lombarda Giulio Arrighini e Roberto Bernardelli, e così pure a Fabrizio Comencini in rappresentanza della sezione veneta dell’Alleanza Libera Europea, dico: collaborate con la campagna referendaria – anche in Veneto, sì, perché la legge 15 che indice il referendum ha piena vigenza e basta una firma del presidente Zaia per convocare il voto-.

Noi di Avanti ci siamo già mossi per sostenere le ragioni della consultazione popolare regionale e da settembre aumenteremo il passo della propaganda attiva. Venite anche voi: la strada dell’autogoverno è aperta. Percorriamola insieme. Avanti.

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3 Comments

  1. giancarlo pagliarini says:

    Vedo che Aldo scrive “Tutto è fermo al referendum sull’autonomia in Lombardia o a quello per l’indipendenza in Veneto, tuttora in gestazione, presso le rispettive Istituzioni Regionali.” Tutto è fermo un tubo. Tutto è fermo se noi stiamo fermi o perdiamo tempo in chiacchiere. Il contenuto potrebbe essere migliore? Va be, ma se tutti i soggetti residenti in Lombardia andassero a votare…Impariamo dai Catalani!!! E ricordate che l’11 Settembre è il giorno della DIADA, da 301 anni. E che il 27 in Catalonia si vota. Tutti a Barcellona a imparare che chiacchiere e bla bla bla non servono a niente

    • Marco (*) says:

      Se è per questo, non serve a niente neanche la Diada, e neanche le elezioni anticipate. Per l’indipendenza, nel caso di Catalogna, Veneto e Lombardia c’è una sola possibilità di arrivare al traguardo: la guerra! Toglietevi dalla testa tutti quanti percorsi pacifici e democratici ed appoggi a livello internazionale.

  2. Toni says:

    Se il regio decreto relativo all’annessione del lonbardoveneto e stato cancellato ci sara un perche(gli altri regi decreti dellitalia non sono stati cancellati) ma nessuno ne parla mah. Poi adesso non hanno tenpo ce emergenza immigrazione. Appena avranno tenpo magari lasceranno fare il referendum sanando cosi lannessione per il risultato poi che vinca il si o il no non ho mai visto un referendum rispettato
    Dall’italia(non rispettano neanche le proprie leggi figuriamoci) ). Intanto tira a canpa e paga lo stato invasore.amen

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