LA STORIA D’ITALIA A CARTONI IN DUE MINUTI

di DAVIDE IPPOLITO

Come andarono davvero le cose nel 1861. Un cartone animato che spiega in soli due minuti gli scempi compiuti dai Savoia per unire l’Italia.

I veri volti di Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II che defraudarono il sud Italia con brigantaggio ed eccidi riducendo il glorioso regno delle due sicilie in quello che oggi è il sud e costringendo i meridionali ad emigrare. In occasione dell’anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia è giunto il momento di tirar fupri la vera storia di come andarono le cose 150 anni fa.

di Davide Ippolito spk di Claudio Boschi.

 

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15 Comments

  1. Gino (AT) says:

    Quoto la sig.a Garbelli in tutto. Basterebbero due click sul web per capire chi erano i Savoia e che di piemontese non hanno niente.
    Cavour poi … lasciamo perdere … un grande inciucione massone che non era mai stato più in giù della Toscana. E’ pure rimasto secco dopo un mese dall’unità d’Italia avvolto da un alone di mistero (sembra che gli abbiano dato la “paga”). I veri piemontesi hanno avuto la loro bella disgrazia con questi bei personaggi e, ultimo ma non di meno, gli Agnelli.
    Leonardo dice che è satira. E’ vero, ma intanto se si gira sul web è sempre la solita storia: i piemontesi sono falsi e cortesi, il veleno del mondo, quelli che sono razzisti e chi più ne ha più ne metta. Siamo talmente razzisti che per individuarci sul territorio ci va il detector ma la colpa è nostra perchè non sappiamo tutelarci e l’unica vera occasione che abbiamo avuto con Gremmo, l’abbiamo gettata alle ortiche. Il primo passo nel nostro territorio piemontese, è quello di contarci e isolare la nostra schiuma locale per la serie medice cura te ipsum.

  2. silvia garbelli says:

    Statalisti e nazionalisti chi ? Che confusione esiste ancora fra Piemontesi e la dinastia dei Savoia ! E’ così tanto difficile distinguere fra i Cittadini del Piemonte e una monarchia di cui si sono subite scelte non desiderate ?
    Ecco perché è fondamentale arrivare presto a un dibattito frutto di revisionismo ed evitare ogni inutile
    ‘scherzosa satira’. Così facendo si rischia di cadere nella solita trappola del ‘diivide et impera’ romano.

  3. silvia garbelli says:

    Insisto : la satira dovrebbe far sorridere, questa versione risulta troppo scorretta nella sua approssimazione, e ribadisco, solo a danno dei Piemontesi. Ben venga una
    lettura revisionista anche in cartone animato, ma senza conclusioni affrettatamente di parte. Per i Piemontesi è ora di pretendere quella dignità da troppo tempo
    calpestata !

    • Antonio Baldini says:

      Tutta la dignità del mondo. Basta che la finiscano di essere i più nazionalisti e statalisti di tutti. I Savoia erano ladri, massacratori, imbroglioni, saccheggiatori delle ricchezze altrui e complici del più bieco nazionalismo. Sarebbe ora di rivedere la storia piemontese.

  4. silvia garbelli says:

    Insisto, la satira generalmente dovrebbe far sorridere , q

  5. Maciknight says:

    Tra i commenti mi sento di confermare e rimarcare il fatto che le maggiori vittime nel lungo periodo della cosiddetta unità d’Italia furono proprio i piemontesi, di cui si ha scarsa o nulla consapevolezza. Da allora in circa un secolo ne emigrarono molti di più di quanti non ne risiedano oggi nella regione, si stima che siano circa sette milioni i piemontesi all’estero contro i 4,3 che abitano la regione, un’emigrazione che non ha pari nel resto d’Italia. A rimarcare il fatto che a beneficiare dell’operazione politico militare furono solo i Savoia ed il loro entourage, la popolazione piemontese fu penalizzata, ad iniziare dalla perdita della capitale e poi dell’inasprimento fiscale e del declino economico, del resto di una dinastia di cui si vantano delle durata millenaria, i veri leader si contano sulle dita di una mano, per il resto erano degli iniqui ed inetti e debosciati

    • Albert says:

      D’altrone lo disse Cavour che avevano fatto l’Italia senza conoscerla ma allora se si fa una cosa senza conoscerla vuol dire che te la sei inventata….un Italia politica unita è l’invenzione di un malato di mente.

  6. Trasea Peto says:

    L’ex Regno delle due sicilie(senza Sicilia…) è la vera italia.
    E’ giusto restituire loro tutte le bandiere tricolori, Prefetti, Carabinieri ed Enti vari insieme a tutti i dipendenti che in maggioranza provengono dall’italia, l’ex Regno di Napoli.
    E’ roba loro, è giusto dare agli italiani quello che è degli italiani.

    • Albert says:

      E invece no perchè il tricolore è nato a Reggio Emilia e a Milano le terre del sud non c’entrano nulla.

      • Trasea Peto says:

        Si ‘o sò, ‘a xe nata dai carbonari come bandiera dea Republica Cixalpina ke anca Napoleon ga ciapà in man par derfàr la Republica de Venesia.
        Ma se deso la xe el sinbolo dei taliani eora ghe ‘a asemo. El xe un regàeo.

  7. Albert says:

    Valanga di stupidaggini raccontante in modo capzioso…

    • Leonardo says:

      FORSE NON VI SIETE ACCORTI CHE LA RUBRICA è LA SATIRA?

    • floriano says:

      Dovremmo aver paura dei personaggi politici che si susseguono dopo i 147anni (veneti) dall’u-ni-tà d’itaglia, che coprendosi dietro lo sventolar della bandiera, per il semplice fatto di essere stati votati dal popolo sovrano si attribbuiscono la licenza di lucrare liberamente, con azioni di truffa e corruzzione, mentre il popolo annaspa in un mare di merda!!!!

      w San Marco

      w L’autodeterminazione dei popoli

  8. silvia garbelli says:

    Eh no ! No grazie! Troppo semplicistico, troppo meridionalistico e troppo facilmente antipiemontesista questo cartone animato; ‘animato’ anche da una volontà eccessivamente vittimista che rischia di creare una interpretazione storica peggiore di quella ufficiale abbondantemente impostaci negli anni a seguire la forzata unificazione. Il consiglio a Davide Ippolito è dunque quello di non esagerare perché a chiedere una dovuta revisione storica e relative scuse ‘morali’ per quanto fecero i Savoia sono semmai i Cittadini Piemontesi, che da 150 anni continuano a esserne i principali danneggiati. Il sugggerimento è supportato dallo studio dei principali storici inglesi, come McSmith o il più recente professor Duggan, ma, si eviti, per favore, di commettere altri torti e danno a danno : ci basta la realtà quotidiana ! Semplicemente e seriamente indignata.

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