Prima l’immunità, adesso lo stipendio ai parlamentari corrotti

di GIOVANNI D’ACQUINOla_casta_N
Senti che silenzio….. E che schifezza. Prima il tacito accordo, quello sull’immunità parlamentare, difesa a spada tratta da tutti tranne che dai grillini. Adesso, la seconda mossa della casta a ranghi serratissimi, respinge la richiesta di sospensione dello stipendio ai parlamentari in galera. Poi arriva Padoan, il ministro che vuole farci morire al lavoro, con la sua faccia da tecnico rugoso, perché in pensione si può andare a 80 anni. Che coraggio.
Sia nel primo che nel secondo caso, ad alzare la bandiera del rigore morale e del rispetto dei cittadini sono stati i parlamentari 5 Stelle. E non è la prima volta. Sentite cosa scrive Luigi di Maio:
“In Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo discusso il nostro punto all’ordine del giorno: “sospensione dello stipendio ai parlamentari arrestati”. Il motivo è semplice: se Genovese (Pd) è agli arresti domiciliari i cittadini che lo pagano a fare? LA PROPOSTA È STATA BOCCIATA! Tutti contrari, tranne il Movimento 5 Stelle e un astenuto. I cittadini italiani stanno pagando lo stipendio ad un politico agli arresti domiciliari e a tutti quelli arrestati. Chiedo agli elettori di Pd, Forza Italia, etc. cosa ne pensano. I partiti hanno dato un pessimo esempio al Paese. Gli stessi partiti che si riempiono la bocca con la “lotta alla corruzione”. Non quella intellettuale.”
Allora, non c’è molto da girarci attorno. O si è d’accordo o si vota per la casta, e chi vota per la casta ne è dentro fino al collo, dal Sud al Nord, compreso bene sciura Maria? E bravi i nostri capitani coraggiosi padani.

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