Buco di 700.000 euro in Lega: Stefani consegna tutto in procura

di REDAZIONE

«Altro che milioni spariti, altro che super paghette al Trota. Certo, i conti non tornano, ma ci sono partiti che hanno fatto di peggio». Il deputato vicentino, Stefano Stefani, tesoriere della Lega Nord, conferma il buco nel fondo del Carroccio. «Si tratta di quasi 700 mila euro. Ma adesso chi ha rubato, pagherà».

SCANDALO. Ne è fermamente convinto Stefani che anche davanti allo scandalo che ha portato la Procura di Milano ad indagare il Senatùr, Umberto Bossi, ha sempre dimostrato un forte scetticismo. Sì, perché «in Lega non si ruba». Adesso che la società di revisione “Price Water House Cooper” ha terminato l’analisi dei conti, non gli resta che arrendersi all’evidenza. Ma aumenta la voglia di giustizia, La società di consulenza ha evidenziato «alcune criticità legate alla gestione pregressa», cioè alla gestione dell’ex tesoriere Francesco Belsito. Il legale del Carroccio, Domenico Aiello, venerdì ha incontrato il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e il pm Paolo Filippini, titolari dell’inchiesta che vede indagati Bossi per truffa ai danni dello Stato. Spiega Stefani: «In effetti, mancano delle giustificazioni ad alcune voci di spesa tra il 2010 e 2011. Ci sono assegni strappati e bonifici effettuati che non hanno un beneficiario e di cui non si conosce motivazione. Il valore? Tra i 600 e 700 mila euro». Stefani continua: «In realtà, magari le giustificazioni ci sono, solo che noi non le abbiamo a disposizione. Molti documenti infatti sono stati messi sotto sequestro. Ora la magistratura indagherà e si saprà se qualcuno ha rubato. Se sarà così, andrà in galera. Comunque sia chiaro: le cifre non sono quelle sparate dal centro sinistra. I milioni semmai li avranno rubati loro. In Lega, no». Come a dire: se c’era una mela marcia, ora non più.

TERREMOTO. Era il 17 maggio quando la Guardia di finanzia è entrata nella sede di via Bellerio a Milano. Bossi era in ufficio quel giorno. I militari hanno consegnato un’informazione di garanzia per un presunto sperpero di denaro pubblico. Una cifra che, secondo l’accusa, si aggirerebbe sui 18 milioni di euro. L’indagine vedrebbe coinvolti non solo il leader Umberto Bossi, ma anche il figlio più giovane, Renzo. Nei guai è finito anche il tesoriere del Carroccio di allora, Francesco Belsito, che è stato subito “licenziato”. Le accuse della Procura non hanno leso la fedeltà dei “big” della Lega che hanno sempre difeso a spada tratta Bossi conoscendone le doti di serietà e onestà. Tuttavia, l’indagine ha portato a una rivoluzione interna al partito con le dimissioni di Bossi, divenuto presidente, e l’elezione del triumvirato di reggenza pro tempore di cui faceva parte anche la vicentina Manuela Dal Lago. A Stefani, figura storica del movimento, il delicato compito di tesoriere del Carroccio, dopo l’era Belsito. Quindi, l’elezione del nuovo leader, Roberto Maroni.  Intanto, il legale del Carroccio ha depositato in procura una serie di querele per diffamazione a firma di Maroni e Calderoli. La relazione tecnica sui conti sarà depositata in Parlamento domani.

di Cristina Giacomuzzo

FONTE ORIGINALE: http://www.ilgiornaledivicenza.it

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment