Stefanazzi: siamo per l’indipendenza. Chi non la vuole, esca dalla Lega

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Roberto Stefanazzi nato il 24 Maggio 1976 a Busto Arsizio (VA). Avvicinatosi  alla Lega Nord  nel 1993, tre anni dopo  tesserato per la prima volta al movimento leghista  come Socio Sostenitore Giovane. Militante dal 2000 e attualmente consigliere comunale e capogruppo della Lega Nord al Consiglio Comunale di Vizzola Ticino (VA), il primo Comune lombardo che lo scorso 30 agosto 2013 ha approvato una mozione, al pari di quella veneta, per richiedere al Consiglio Regionale l’indizione di un referendum sull’indipendenza della Lombardia. Si dichiara indipendentista da sempre.

Intervista

DOMANDA (D): Lei si dichiara apertamente indipendentista, se ha sentito il bisogno di proporre la sua candidatura vuol forse sottolineare che nessun altro contendente lo è?

RISPOSTA (R): Per prima cosa non sono a conoscenza di altre candidature “ufficiose” al di fuori della mia, in quanto ad oggi (25-10) il congresso federale non è ancora stato ufficialmente convocato da chi di dovere. Al momento quindi non posso che rispondere affermativamente: sì sono l’unico candidato indipendentista. Mi piace pensare che la mia sia una candidatura “collettiva”, per conto e in nome di tutte quelle migliaia di militanti e sostenitori che credono fermamente nell’indipendenza della Padania e non sono più disposti a compromessi al ribasso attendendo chissà quali aperture sulla strada delle riforme da parte di Roma. Dietro a me c’è una squadra coesa e decisa, che crede fermamente nel programma che abbiamo preparato: pochi fermi punti, tornare alla spirito leghista del 1996. La Lega oggigiorno ha accantonato questo spirito e ogni velleità secessionista sperando ancora in un possibile dialogo riformista con Roma: ma l’Italia è strutturata appositamente per esistere sfruttando le risorse della Padania, credere che si possa cambiare il sistema Italia è solo illusorio. 15 anni al governo a Roma senza il benché minino risultato lo dimostrano. La Libertà si conquista non la concede nessuno.

D:  In rete non si trova nessun informazione riguardante il congresso al quale intende proporre la sua candidatura, potrebbe aggiornarci lei?

R: Ho già parzialmente risposto. Ad oggi il congresso federale è stato annunciato solo attraverso una stringatissima intervista da parte del segretario federale dimissionario Roberto Maroni a la Padania. Successivamente si è svolto un consiglio federale sul tema del congresso, ma non è stato comunicato ancora nulla. Attendiamo tutti l’ufficializzazione.

D: Nel caso non vi fosse ancora nulla di ufficiale, troverebbe un eventuale inasprimento delle regole per la candidatura al congresso come un mettere il bastone tra le ruote a candidati scomodi? In questo articolo del giornale online L’INDIPENDENZA http://www.lindipendenzanuova.com/la-successione-democristoleghista/ si parla di militanti declassati a sostenitori, cosa farebbe se succedesse a lei?

R: L’aumento di democrazia è sempre positiva. Ma non deve essere solo di facciata o a favore di pochi per colpire altri…l’esempio in negativo viene dal PD. Non vorremmo che si arrivasse a tanto. Né vogliamo pensare che qualcuno possa essere così meschino da eliminare possibili scomodi candidati con il declassamento da Militante, che ha diritto di voto, a sostenitore, che non lo ha. Nel caso reagiremmo fermamente nelle sedi opportune.

D: Sarebbe disposto a ritirare la sua candidatura? Se ne fosse costretto, appoggerebbe qualche candidato o non voterebbe?

R: Non è all’ordine del giorno una soluzione del genere.

D:  E’ al corrente che il partito nel quale intende proporre la sua candidatura, in Sudtirol è alleato con FORZA ALTO ADIGE e avversario al partito di Eva Klotz?

R: Sì, ne siamo a conoscenza e ne siamo fermamente contrari. Il nostro programma prevede di allearsi con tutte quelle formazioni autonomiste e indipendentiste che combattono lo stato centrale occupante. ‘Forza Alto Adige’ non ci pare rientri nel novero delle formazioni autonomiste. Personalmente avrei cercato un’intesa con la patriota sudtirolese Eva Klotz. Se dipendesse da me, rinnegherei subito l’alleanza con Forza Alto Adige. L’Alto Adige non esiste!

D: Cosa farebbe nei primi 3 mesi del suo nuovo, eventuale mandato?

R: Mi impegnerei a realizzare da subito il programma elettorale: passi concreti verso l’indipendenza della Padania, guardando all’Europa e non a Roma. Ritirando la delegazione parlamentare, lasciando quale presidio solo i capigruppo e chiedendo ai tre ‘Governatori’ leghisti di convocare già all’inizio del 2014 una riunione straordinaria congiunta dei tre consigli regionali per dibattere sul tema del referendum per l’indipendenza delle tre regioni.

D: Roberto Maroni è presidente della regione Lombardia, iscritto in un gruppo che non è quello del partito che rappresenta come Segretario Federale. In caso di sua vittoria, Stefanazzi, come si comporterebbe a riguardo?

R: Maroni è iscritto un gruppo consiliare diverso da quello della Lega autorizzato dal consiglio federale, ed è dimissionario dalla segreteria. Maroni e Stefanazzi sono prima di tutto entrambi militanti della Lega. Il problema non si pone.

D: Vuole riportare la Lega Nord su un binario indipendentista. Secondo lei, da quando questo partito non lo è più? E perché allora ha continuato a militarvi, nel frattempo?

R: La Lega è venuta meno al suo spirito indipendentista da troppo tempo, purtroppo. Io sono entrato in Lega nel 1993, ho trascorso l’epico periodo dell’indipendentismo, tutte le possibili alternative (federalismo, devolution, ecc.) ma in questo lungo periodo è andato perso l’entusiasmo: ci si era convinti che entrando nella stanza dei bottoni tutto sarebbe stato possibile, che il sogno si sarebbe realizzato. Non è stato così. Bisogna prenderne atto e tornare alla contrapposizione seria e dura con il sistema italiano. Sono rimasto perchè ho trascorso ormai 20 anni in Lega e questa volta voglio mettermi in gioco per primo, per difendere gli ideali di allora che vedo venire meno.

D: Non teme che il partito possa subire scissioni, se diventasse Segretario Federale? Potrebbe essere il Segretario Federale anche di Flavio Tosi, ad esempio? Cercherebbe una mediazione?

R: L’articolo 1 dello Statuto della Lega parla chiaro: “La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. Questa è la ragione sociale: a chi non va (più) bene, consiglio di scegliersi un partito italiano. Ce ne sono tanti. Questa è la Lega Nord, noi siamo “altro”. Salvare l’Italia non ci interessa.

D: Fin dove arriva la Padania?

R: Il confine è determinato unicamente dal consenso del popolo sovrano. Con le parole del grande professore Gianfranco Miglio: “Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi ad un altro paese, formarne uno nuovo”. Certo poi ci sono ragioni storiche, sociali, economiche da valutare.

D: Porterebbe avanti le sue proposte indipendentiste anche in quelle Nazioni (regioni) ove al momento il sentimento indipendentista è pari a zero? Pensiamo alla Liguria, ad esempio.

R: Ho già risposto sopra.

D: Come considera i partiti indipendentisti attualmente presenti in Lombardia, Veneto, SudTirol, Friuli? Quale sarebbe la sua politica nei loro confronti? Vi sarebbe qualche distinguo particolare? Da sentito e fiero indipendentista quale lei si definisce da sempre, l’ipotesi per la Lega Nord di non presentarsi mai più ad elezioni politiche romane, paventata a inizio 2013 dallo stesso Roberto Maroni e da Matteo Salvini, lei la considera determinante e nel caso farà parte del suo programma?

R: Bisogna avere la volontà, scevra da ogni preconcetto, di mettere tutti i movimenti autonomisti e separatisti dallo stato italiano attorno a un tavolo e iniziare un serio confronto: solo uniti nella lotta contro Roma possiamo vincere ! Mettiamo da parte le nostre acredini e rivalità, anche e soprattutto personali, e affrontiamo di comune accordo il gigante dai piedi d’argilla chiamato Italia. Il non partecipare alle elezioni politiche italiane è una ipotesi che appoggio, o in alternativa, come fecero i patrioti irlandesi, non partecipare ai lavori parlamentari, mandando nei palazzi solo i capigruppo. Stiano sul territorio e lavorino per le nostre terre da qui. Avrebbe più senso.

D:  Quale è il suo pensiero riguardante l’abolizione delle province e i continui accorpamenti dei Comuni ?

R:  Aboliamo prima l’Italia, il vero “mostro” che depreda le nostre risorse, i nostri soldi dagli stipendi, dalle pensioni, dai fatturati !

D: Cosa ne pensa dei doppi incarichi di qualsiasi genere? Per esempio trova giusto che un segretario federale sia nello stesso momento anche parlamentare o europarlamentare o consigliere regionale? Nel suo programma ci stanno delle proposte per non permettere questo?

R: Nel nostro programma non solo è prevista l’incompatibilità tra poltrone politiche e dirigenziali ma anche il cumulo di cariche nel “sottobosco” dei CdA, fondazioni, consulenze, enti: anzi chiediamo che siano periodicamente resi noti i nominativi e le relative indennità di chi ha, a qualsiasi titolo, un incarico a nome, o per conto, o su indicazione del Movimento. Inoltre riteniamo opportuno che tutti i candidati siano estratti a sorte fra chi abbia superato una selezione costruita sui curricula e che gli incaricati rendano poi conto del loro operato, attraverso una commissione d’esame. Infine, riteniamo opportuno fissare un tetto massimo alle indennità percepite e la parte eccedente sia versata al Movimento allo scopo di rivestire nella costruzione di consenso. In una frase: Basta Italia! Più Padania, Indipendenza, Identità e Libertà.

Intervista di LUCA ZILETTI – ( IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE)

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31 Comments

  1. giancarlo pagliarini says:

    Roberto sono il vecchio Paglia. nel Novembre 2006 avevo mandato a Bossi, segretari nazionali e compagnia bella queste raccomandazioni. Ma ormai la Lega non c’era più. Ho fatto taglia e incolla e te li rimetto qui: magari ti possono servire. Ciao Congressi provinciali
    Questi sono alcuni punti che mi pare sia opportuno discutere ai prossimi congressi provinciali, e successivamente a quelli nazionali ed a quello federale.
    Sarebbe interessante se i vari candidati esprimessero pubblicamente la loro posizione sui punti esposti qui di seguito.
    Paglia

    1. Per le elezioni politiche di Aprile 06 la Lega ha accettato il programma elettorale della CDL nel quale 1) Nella sezione “Fisco” non c’è nessun riferimento al federalismo fiscale (Tremonti a casa di Bossi aveva garantito che la sezione “fisco” del programma elettorale della CDL avrebbe avuto il federalismo fiscale al primo posto. Presenti, oltre al sottoscritto, Bossi, Calderoli, Giorgetti e Brancher). 2) Nella sezione intitolata “SUD Piano decennale straordinario per il superamento della questione meridionale” si prevede un “Federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo (compensativa) a favore delle aree svantaggiate”. Questo vuol dire che se la CDL avesse vinto le elezioni avremmo dovuto trasferire ancora più quattrini dalle nostre Regioni a quelle del Mezzogiorno! 3) Nella sezione intitolata “Finanza pubblica” si prevede di ridurre il debito dello Stato tramite la vendita di patrimonio pubblico, che per la maggior parte non è di proprietà dello Stato ma è proprietà delle nostre Regioni e dei nostri Comuni. Quando l’ho letto non potevo credere ai miei occhi. Credo che questo sia un argomento da discutere ed approfondire ai congressi della Lega. Anche e soprattutto per evitare che si ripeta.

    2. Ricostruire i criteri di gestione del Movimento su basi di democrazia e di trasparenza: i dirigenti, selezionati tra i militanti, non devono essere “a vita” ma a rotazione. Penso che il principio della rotazione sia realmente importante.

    3. Consentire e, anzi, stimolare il più ampio e libero dibattito politico e culturale.

    4. Rinunciare a prendere posizione su argomenti e temi che non siano strettamente collegati con le finalità statutarie del Movimento e che contribuiscano a creare divisione e sconcerto nella base, a maggior ragione quando non c’e’ la possibilita’ di ascoltare e recepire le diverse posizioni che emergono in seno alla base.

    5. Trasparenza. Per il passato, rendere pubblici tutti gli incarichi assegnati e fatti assegnare dal Movimento, con i nomi dei beneficiari, le funzioni, gli emolumenti percepiti e le quote versate. Fermo restando che in futuro la Lega Nord non vorrà interferire nella assegnazione di incarichi operativi in aziende ed enti ma pretenderà che le selezioni avvengano solo sulla base delle qualifiche professionali necessarie nella circostanza e in modo indipendente dalle eventuali simpatie politiche dei candidati.

    6. Obiettivo: Roma non è importante. Ogni Euro che rimane nelle nostre regioni è un Euro in meno che va nelle Regioni meridionali a finanziare assistenzialismo e pensioni non coperte dal versamento di contributi sociali. Dunque c’è una cosa che è matematicamente sicura: tutti i partiti, da FI ai DS, da AN a Rifondazione, eccetera che cercano voti nelle Regioni meridionali non approveranno mai e poi mai un serio federalismo fiscale. Non lo hanno fatto fino ad oggi e non lo faranno mai. Questo è certo. Noi non possiamo e non dobbiamo contare sulla loro collaborazione e sui loro voti per una riforma federale né per recepire in modo serio l’articolo 119 della costituzione. Per questo noi dobbiamo porci l’obiettivo di diffondere queste idee e avere la maggioranza nelle Regioni del Nord. Dobbiamo chiedere voti per ottenere più autonomia per le nostre Regioni. Esempio di un modello da imitare: il nuovo statuto di autonomia della Catalogna. La Catalogna non è una invenzione e non è sulla luna: è qui, a pochi kilometri da noi. Dobbiamo avere la forza (i voti) per realizzare un progetto che preveda che gradualmente, io dico entro cinque anni:
    6.1) almeno l’80% di tutte le imposte e tasse e dei contributi sociali resti nelle Regioni che li pagano, e venga statuito che:
    • le Pubbliche Amministrazioni di ogni singola Regione devono coprire almeno l’80% di tutte le loro spese, incluse quelle previdenziali, con fondi generati nella loro Regione, e che
    • solidarietà e perequazione possono coprire il rimanente 20% , ma solo in assenza di sprechi e di significativa evasione fiscale nelle Regioni che ricevono la solidarietà dalle altre Regioni.
    6.2) le Regioni che lo desiderano abbiano l’autonomia necessaria e sufficiente per:
    • ridurre la presenza diretta e indiretta dello Stato e dei partiti politici nel loro sistema economico
    • regolamentare il diritto di sciopero,
    • imporre obblighi di trasparenza e di rendiconto ai sindacati
    • passare gradualmente dall’attuale, assurdo sistema pensionistico “a ripartizione” a un più razionale e responsabile sistema “a capitalizzazione”.

    7. Indicazione dei responsabili della vicenda della CrediEuroNord. Intraprendere iniziative per rimborsare agli azionisti le somme investite. Discutere, chiarire e capire i motivi del voltafaccia della Lega nei confronti dell’ex governatore Fazio e accertare che le due cose non siano collegate (il caso contrario, a mio giudizio, sarebbe grave. Ecco perché credo sia opportuno discuterne e capire cosa sia realmente successo).

    8. Discutere, chiarire e capire le effettive condizioni patrimoniali e di liquidità del Movimento (nell’ultimo bilancio pubblicato su LaPadania e altri giornali risultavano più di 9 milioni di Euro di liquidità non utilizzata) e la situazione delle società a esso collegate.

    9. Valutare se è utile oppure no applicare il principio della rotazione anche agli attuali responsabili dei mezzi di comunicazione del Movimento e, in ogni caso, porsi l’obiettivo di aumentare in modo significativo il numero di lettori del quotidiano e di utenti della radio e della televisione, anche al di fuori dei nostri simpatizzanti. Aumentare la quantità dei prodotti della casa editrice.

    10. Creare una rete di comunicazione e confronto con le formazioni autonomiste presenti in Lombardia e studiare un fronte condiviso di iniziative.

  2. Allmore says:

    Bravo Stefanazzi,

    Sono convinto che la base della lega, dal Veneto alla Lombardia, per buona maggioranza, abbracci l’ideale indipendentista.

    Questa generazione di leghisti idealisti, è sempre stata boicottata dai vari Bossi, Maroni, Speroni, Tosi, Zaia, perchè nel caso di fattispecie, non veniva consentito loro d’esprimere opinioni distinte, da quanto ufficialmente sostenuto dall’esecutivo di via Bellerio.

    Oggi gran parte dei leghisti di base, alzano la testa, stanchi di abbarbicarsi al caporione di turno, cercando invece di dare voce al loro popolo e al loro elettorato.

    La loro richiesta : Lombardia e Veneto distinti dall’italia e sovrani.

    Offro il mio personale plauso a uomini come Stefanazzi, che non conosco di persona, sempre più numerosi e sempre più coraggiosi rispetto ai leghisti asserviti all’ideale del ” capo “.

    • Gianfrancesco says:

      “Oggi gran parte dei leghisti di base, alzano la testa, stanchi di abbarbicarsi al caporione di turno, cercando invece di dare voce al loro popolo e al loro elettorato”.

      Vero!

      “La loro richiesta : Lombardia e Veneto distinti dall’italia e sovrani”.

      Tua personalissima opinione tutta da verificare.

  3. Nico says:

    Povero Stefanazzi…evidentemente andando in giro per il suo paese non si rende conto che ci sono ormai quasi solo arabe di velo vestite sforna-islamici ,albanesi ,marocchini,pakistani ecc ! Svegliatelo per favore e ditegli che il tempo delle mondine che cantavano “sciur padrun” e della vedetta lombarda sono è finito da un bel pezzo !

  4. Piero says:

    Questi sono specchietti per le allodole e favolette per i creduloni…la verità è che in Veneto Zaia, eletto col 35% di voti leghisti e con lo slogan “prima il Veneto” in 3 anni non ha fatto NULLA per ottenre “prima il Veneto”, ma anzi, da buon politicante non ha fatto neanche nulla per approvare il referendum sull’indipendenza. Maroni invece è ancora li a cianciare sulla macroregione (ovviamente italiana) del Nord…ma di cosa parliamo??

  5. Lombard says:

    Finalmente verrà sfatato il mito della fantomatica “base indipendentista” della lecca nodde.
    Questo che si propone a chiare lettere come indipendentista prenderà lo 0,x%

  6. Jacopo says:

    Chi non sa chi è Stefanazzi sicuramente è da poco in Lega Nord. E’ stato uno dei primi a metterci la faccia a differenza di altri che hanno sempre e solo parlato a vanvera. “processo guardie padane” basta cercare su Google. Maroniano? Beh… ve lo ricordate Maroni che si è fatto fotografare sul VOTO PER ARRESTO A COSENTINO? Diceva : MAI CON IL PDL. a TRADIRE è STATO QUALCUN’ALTRO. Forza Roberto, Militante Ignoto. Siamo con TE.

  7. franko says:

    Basta con queste “storielle” sono vecchie di VENTI ANNI !

  8. Good cop bad cop.
    In iTagliano si chiama anche specchietto per le allodole. O per gli allocchi.

    • Nene says:

      esatto…

    • Gianfrancesco says:

      o forse sei tu che sei decisamente prevenuto? Mi sembra un processo alle intenzioni, un no per principio, non capisco perchè si debba generalizzare così tanto, non conosco Stefanazzi, magari è solo un impostore come pensi tu, ma quello che ha detto è in larga parte condivisibile e auspicabile.

      • simona says:

        conosco stefanazzi. è una brava persona e sincera. lo giudichi chi lo conosce e non chi cerca sempre il marcio negli altri. come si è si pensa. poi da qui a ottenere il risultato che si spera la strada è lunga, ma qualcuno invece di parlare cammina.

  9. AUVERNO says:

    Che mestiere fa, stava con Maroni, entra ed esce dalla Lega… e la madonna…

    Anche se non ho speranze in un ravvedimento della Lega fa piacere che nel partito ci sia qualcuno con queste idee che non abbia paura a portarle avanti.

  10. Ele says:

    Ho letto l’intervista con grande attenzione e sono certo che questo candidato non ha alcuna speranza di raggiungere il suo scopo. Essere indipendentisti, in lega, è ormai da molti anni un difetto da nascondere e non certo da sbandierare. Se poi entriamo nel merito delle varie questioni esposte (alleanze, doppi-tripli-quadrupli incarichi, ecc…) beh, salta sicuramente il banco. Mi spiace per lui ma non ha nessuna speranza.

    • (chiedo scusa: non c’entra con la discussione in essere)
      Per favore, sarebbe così gentile da spiegarmi come ha fatto ha pubblicare l’immagine di fianco al Suo nik, qui sopra?

      (california80@hotmail.it )

  11. Nene says:

    idee interessanti, io però direi di finirla con sta Padania (progetto fallimentare in partenza perchè visto come qualcosa di artificiale), ma semmai arrivarci dopo che le realtà regional-nazionali saranno diventate indipendenti.

    • Sandrone says:

      Anche perché nessuno ha ben capito in cosa consiste questa fantomatica Padania…

      • Nene says:

        D: Fin dove arriva la Padania?

        R: Il confine è determinato unicamente dal consenso del popolo sovrano. Con le parole del grande professore Gianfranco Miglio: “Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi ad un altro paese, formarne uno nuovo”. Certo poi ci sono ragioni storiche, sociali, economiche da valutare.

        ah beh, quindi nella Padania, se lo volesse, potrebbe entrare anche Napoli stando a questo assunto..
        Persa un’occasione per definire che cos’è la Padania…

      • Gianfrancesco says:

        per forza tu, perchè tu non hai la benchè minima voglia di capirlo e sei qui solo a provocare.
        chi ha voluto capire cosa sia la Padania, lo ha fatto da anni ad esempio seguendo e studiando quanto offerto da Oneto e dalla Libera Compagnia Padana…
        chi non vuol capire non vuol capire.

        • Nene says:

          deve essere al massimo un progetto futuro, non di sicuro “una nazione senza stato” come ci volevano far credere…
          La “libera compagnia” ricordo che dice anche che il Veneto non fa parte della Padania lingustica; ma non ne ha bisogno, dal momento che ha una plurimillenaria storia alle spalle…quindi di cosa parliamo?

        • Nene says:

          ti ricordo inoltre che i “capi” non hanno mai contribuito a fare chiarezza, cambiando i confini della fantomatica Padania a seconda della convenienza elettorale: a volte solo Piemonte, Lombardia e Veneto, altre volte anche Emilia e Romagna, più spesso addirittura regioni che di padano non hanno neanche un capello (Toscana, Marche, Umbria e addirittura nord del Lazio)….qualcuno addirittura parlava di “grande Padania” includendo appunto gli ex territori etruschi….insomma, una gran pagliacciata…quindi il progetto “Padania” può dirsi belle che sputtanato e da chiudere al più presto

  12. Sandrone says:

    Ma scusate…che mestiere svolge questo Stefanazzi?

  13. alfredo says:

    Stefanazzi! ma chi è?
    per caso è quello che esce ed entra in lega quando vuole boooo o forse quello che a Milano faceva parte dei bobo boys,o forse uno dei barbari sognanti, sii è un maroniano!

    • Marco says:

      Molti sono stati maronian per forza di cose. Davanti a quanto accadde negli scorsi mesi di fronte allo scandalo del Cerchio Magico, Trota e “badante”

  14. Marco says:

    Ecco un candidato serio per la Lega.
    Non da lega cadrega.

  15. druides says:

    Bravo Roberto. Moltissimi iscritti, espulsi, fuiriusciti per delusione o perchè traditi nei principi in cui credevano, o anche semplici elettori simpatizzanti, avrebbero risposto alle domande come hai risposto tu.
    Sarebbe interessante sapere come risponderebbero i possibili candidati alla possibile successione del deludente governatore della Lombardia, alla carica di segretario federale della LN.
    Perchè lIndipendenza non ci prova?
    Anche perche se aspettiamo di vedere un dibattito dei questo genere sulle pagine del fallimentare giornalino di partito, …… scordiamocelo.

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