STATO VENETO, MOVIMENTO PER L’INDIPENDENZA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

di VITTORIO SELMO

Le crisi sono sempre state risolte cambiando le istituzioni. Dobbiamo instaurare un nuovo modo di pensare. Una nuova mentalità. Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) registrato a Verona in data 8.6.2007 (DA NON CONFONDERSI CON IL PARTITO “VENETO STATO” FONDATO NEL 2010) persegue lo scopo dell’ autodeterminazione politica del Popolo Veneto e del suo territorio.

Non intendiamo eliminare l’attuale Autorità. Intendiamo sostituirla.

Nonostante il decorso di sessant’anni dall’avvento della Repubblica, di cui gli ultimi trenta spesi inutilmente dai Movimenti autonomisti nel tentativo di far attuare l’effettivo riconoscimento e promozione delle autonomie locali (art.5 della Cost.), le comunità locali rimangono tuttora in mano esclusivamente ai Partiti ed al loro sistema di gestione oligarchica, personalistica e feudale della cosa pubblica.

Il Popolo Veneto è stato penalizzato in modo particolare da questo sistema di effettivo arretramento della nostra civiltà politica e della nostra cultura amministrativa che, nei secoli e per tradizione, avevano, invece, istituzionalizzato sistemi pubblici di larga autonomia con riconoscimento dei poteri locali, mediante un rigoroso controllo delle amministrazioni nell’interesse superiore ed esclusivo degli amministrati e dei loro specifici territori.

Resi inutili tutti gli sforzi per correggere il meccanismo perverso della privatizzazione della cosa pubblica e dei pubblici uffici, di cui in realtà si sostanzia per i propri fini il Sistema dei Partiti, a noi Veneti non rimane altro che ripristinare la nostra indipendenza e sovranità per liberarci da una oligarchia incontrollabile e virtualmente assolta da ogni legge.

In particolare è inaccettabile per il Popolo Veneto di essere asservito anche al più recente strumento di potere oppressivo attuato dal Sistema dei Partiti, con la giustificazione apparente del monitoraggio fiscale, ma in realtà costituito da un’anagrafe telematica di penetrante verifica di qualsiasi movimentazione economica di qualsiasi tipo svolta da chiunque: vera e propria “dittatura informatica”, i cui dati, una volta incrociati e coordinati, di fatto risultano preordinati, tramite agenzie inconoscibili ed incontrollabili, all’orientamento del consenso popolare ed al dominio dispotico della libertà e della vita di ciascuno di noi.

 

1. Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) è un movimento politico, non un partito.

Ha lo scopo del ripristino della libertà, indipendenza e sovranità del Popolo Veneto, esclusa ogni forma di violenza.

L’acquisto della soggettività internazionale da parte degli Stati è legata alla reale manifestazione delle tre caratteristiche: popolazione, territorio e sovranità in capo ad una organizzazione.

Non esiste una istituzione od una procedura normativa o giudiziale di diritto internazionale che costituisca ed attribuisca la soggettività internazionale ad uno Stato, perché questa è lasciata alla libera iniziativa degli Stati ed agli accordi tra loro, ferma la protezione internazionale esercitata dalla Comunità delle Nazioni secondo il progetto mondiale che concerne e difende i diritti dell’Uomo.

Il riconoscimento della sovranità di uno Stato avviene mediante l’instaurazione di una situazione effettiva, comunque esistente indipendentemente dal riconoscimento degli Stati di diritto e deducibile anche dall’inizio di attività di diritto internazionale.

Nessuno può risolvere i problemi del Veneto se non gli stessi Veneti. Ma dobbiamo avere il potere di farlo.

Affermare e sostenere in modo pacifico il diritto del Popolo Veneto alla sua libertà, indipendenza e sovranità, non costituisce reato.

L’Italia è solo un’espressione geografica. E la Costituzione italiana non è un dogma.

 

2. Per l’attuazione dell’indipendenza del Veneto è necessario un censimento di ogni Veneto che dichiari la propria nazionalità e cittadinanza veneta.

Pertanto Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) ha istituito un “passaporto” sul quale, oltre ai dati anagrafici compare anche l’autodichiarazione della nazionalità e della cittadinanza veneta del richiedente.

Il passaporto dello Stato Veneto non è un tesseramento e non attribuisce lo status di appartenenza al Movimento politico Stato Veneto. Ma, lasciando a ciascuno piena libertà di professare il proprio credo politico, è preordinato ad aggregare i richiedenti al minimo comune denominatore dello scopo della libertà, sovranità e indipendenza del Popolo Veneto in vista dell’Autodeterminazione.

Il maggior numero possibile di autodichiarazioni di nazionalità e di cittadinanza veneta costituisce l’evidenza della Nazione Veneta e la conseguente necessità della sua organizzazione statuale nella libertà, indipendenza e sovranità del Popolo Veneto.

Le contemporanee relazioni internazionali che Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.-statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) sta nel frattempo avviando per un reciproco riconoscimento con altri Stati, sia esistenti che in via di autodeterminazione, sono preordinate a completare il processo di libertà, indipendenza e sovranità del Popolo Veneto.

 

3. Nuovo concetto di Stato

Un’autentica indipendenza dev’essere accompagnata da un contestuale rinnovamento del precedente sistema ed ordinamento.

Perciò Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) contemporaneamente apre anche un dibattito sulla formulazione di un nuovo concetto di Stato e di una riforma delle Istituzioni con critica anche della filosofia politica e dei principi che hanno portato al tipo di Stato attuale, assolutamente obsoleto ed inadeguato a rispondere ai bisogni più profondi ed alle aspirazioni più autentiche della persona umana.

L’interpretazione del mondo; del nostro posto in esso; come intendiamo la sua possibile ed auspicabile trasformazione; i limiti di essa; i rapporti fra gli uomini; come riteniamo che i veneti possano cambiare in senso loro favorevole il corso della storia presente; e verso quali finalità, è argomento fondamentale da includere nel nostro programma di costituzione di una scuola di pensiero cui sono fin d’ora invitati tutti coloro che, pur liberi di professare la propria ideologia, ma sgombri da ogni preconcetto e da forzature ideologiche, possiedano con noi il sincero desiderio, che è il minimo comune requisito, dell’affermazione e della valorizzazione dello Stato Veneto.

Dobbiamo instaurare un nuovo modo di pensare. Una nuova mentalità.

Nessuna crisi è mai stata risolta se non cambiando le istituzioni.

Il senso della contingenza storica, considera l’uomo concreto in sé, nella sua storia e nell’ ambiente in cui vive. Ogni essere umano è effettualmente in atto come uomo di una data civiltà e non finalizzato al solo, in definitiva, indifferenziato ed unico interesse economico. Non ci illudiamo in “momenti eterni” della storia come l’utopia marxista o quella liberale; ci avvertiamo e ci riconosciamo come forza in atto operante per sé e nella storia che creiamo, come in passato, continuatori della nostra civiltà.

Non intendiamo eliminare l’Autorità. Intendiamo sostituirla.

Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it)  persegue il rinnovamento delle istituzioni avendo intanto presenti i seguenti contenuti e finalità:

– l’autodeterminazione politica e l’autogoverno del Popolo Veneto, da realizzare per le vie democratiche nelle sedi internazionali di tutela dei diritti dei popoli, esclusa ogni violenza, per tornare ad essere il Veneto uno Stato sovrano, libero, indipendente e, nei rapporti internazionali, federalista, mediante referendum già fissato per la data del  12 maggio 2017 dal Comitato per il Referendum (www.statoveneto-referendumindipendenza.com) registrato a Verona in data 10 ottobre 2011;

– la costruzione di un nuovo ordinamento politico veneto non asservito all’ “economia di mercato”, che tenda alla giustizia sociale su basi, controllo e valori etnico-territoriali da elevare a dignità di Stato mediante apposite leggi;

– il rifiuto del sistema dei partiti che, per definizione, non possono riconoscere alcuna autonomia; gestiscono la partecipazione politica con accentramenti e metodi strumentali unicamente ai loro interessi.

Non appartiene alla nostra storia veneta il sistema dei partiti che spogliano lo Stato del suo potere e lo spartiscono di fatto tra le loro segreterie, con autofinanziamenti miliardari.

Contestiamo i “progetti autonomisti” fin qui perseguiti dalle altre forze politiche, perché privi di un proprio concetto di stato, inidonei, stemperati, confusi e sostanzialmente spenti nel sistema dei partiti, sistema che proviene dalla concezione liberale dello Stato, incentrata unilateralmente sull’economia, funzionalmente alla quale le attuali forze politiche “autonomiste” sono irreversibilmente anch’esse strutturate in analoghi contenuti, programmi, metodi e forme inaccettabili di finanziamento.

Opponiamo la nostra critica, analisi e metodo per il superamento della concezione liberale e partitica dello Stato, perché i tentativi dell’autonomia amministrativa da instaurare entro il suo ambito sono falliti, ed anzi sono  stati attratti e compromessi nel sistema di governo, e nel sistema stesso dei partiti di cui il governo centralista italiano si nutre. I “progetti autonomisti” risultano adoperati per aggregare emotivamente l’elettorato con il richiamo ad un’ “autonomia” e ad un “federalismo” peraltro vaghi, indeterminati ed irrealizzabili, poichè funzionali, in definitiva,  proprio a quel sistema di potere che nega l’affermazione dell’autentica autonomia e del solo federalismo possibile, mistificando negli elettori la portata ed il significato del loro voto per finalizzarlo al mantenimento della compagine partitica al potere, ormai asfittica e senza ricambio.

Contestiamo che il massimo risultato conseguito dai tentativi di autonomia in trentasei anni dalla nascita del movimento autonomista (1980), è consistito solo in una mistificatoria dislocazione di oneri e di strutture amministrative dal centro alle regioni che, in tal modo, rimangono solo e comunque ripartizioni amministrative, in base a leggi che si limitano a delegare poteri e nelle quali è pur sempre presente la clausola dell’ “interesse superiore” del governo centralista a sostituirsi nella legiferazione delle singole regioni (devolution);

– l’eliminazione della rappresentatività nei termini e modi in cui è oggi istituzionalizzata, preordinata, com’è, ad espropriare le persone della propria effettualità di decisione politica. E sostituirla, invece, con la rappresentatività diretta entro le Municipalità; e quindi con la rappresentatività delle Municipalità entro lo Stato Veneto(www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it).

Non appartiene alla storia e tradizione veneta intendere e far funzionare la rappresentanza politica dentro un sistema dei partiti, in modo esclusivo come rappresentanza dei soli interessi economici, perché la rilevanza pubblica dell’esistenza umana non si esaurisce nel solo fatto materiale dell’ economia;

– la riformulazione del concetto di Stato, secondo un’interpretazione non agnostica che, avendo chiaro il senso della contingenza storica, tenga conto dell’Uomo e della sua vita in un dato luogo e nel suo tempo, con particolare considerazione della diversità e dell’irripetibilità di ciascuno;

– della mentalità, intesa come insieme di “giudizi di valore” differenti e distinti per latitudine che, con la cultura, incorporano l’insieme coordinato delle conclusioni definitive sui contenuti e sui significati dell’esistenza umana, individuale e sociale, elaborate da un popolo in una certa epoca ed in un determinato luogo.

Non appartiene alla nostra storia veneta la forma dello Stato costituzionale, perché le costituzioni sono state concepite e tramandate come limiti al potere assoluto, prima dei sovrani e poi delle tre funzioni legislativa, esecutiva e giudiziaria di impianto rivoluzionario massonico francese (1789), assolutismo mai conosciuto dai veneti, repubblicani da sempre.

Non appartiene alla nostra storia veneta il sistema del compromesso e la forma bicamerale per la formulazione delle leggi, di origine e di impianto anglosassone.

Intendiamo la formulazione della Istituzione dello Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.-statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) in conformità ai valori:

– della “qualità della vita”, ritenuto che l’esistenza umana non si esaurisce nell’economia;

– della “politica”, non più come l’arte di ogni cosa probabile e possibile in un mondo di certezze non assolute, bensì quale sviluppo di tutto il naturale fatto in sociale, cioè di tutto ciò che appartiene alla persona umana per natura finalizzato alla socialità, in opposizione alla unilaterale dottrina e legislazione di tutela del solo individuo;

– dei “Diritti di Libertà”, intesa non come fine a sé stessa, ma quale condizione per l’attuazione dei valori dell’Uomo e delle Comunità.

Diritti di Libertà” non già fondati sull’originaria e necessaria “autolimitazione” dello Stato, ma da intendersi preesistenti allo Stato. (Denunciamo e contestiamo la “dittatura informatica”, la quale, con la giustificazione della pubblica sicurezza e delle esigenze fiscali, in realtà risulta funzionale alla sistematica raccolta dei dati di ciascuna persona, fatti confluire in banche dati centralizzate, virtualmente a disposizione di poteri mimetizzati e di fatto incontrollabili, dati la cui conoscenza è già utilizzabile per dirigere tanto il consenso popolare in generale, quanto per l’effettuale controllo della vita anche privata ed individuale di ciascuno); dati che, una volta incrociati e coordinati, di fatto risultano preordinati tramite agenzie inconoscibili ed incontrollabili al dominio dispotico della libertà e della vita di ciascuno di noi;

– dell’ “autorità”, da intendere e collegare in modo permanente al concetto e criterio di servizio;

– del “potere”, con critica alla tripartizione settecentesca dei poteri dello Stato: legislativo-esecutivo-giudiziale, poiché “potere” è da riconoscere prima di tutto ai diritti costituiti dalle posizioni ed organizzazioni delle Comunità e degli enti sociali di cui lo Stato è uno; enti sociali da includere nell’ordinamento giuridico e da elevare alla stessa dignità dello Stato, dato che la tripartizione dei poteri, presuppone ed insiste sopra la contrapposizione del popolo all’assolutismo monarchico (concezione assolutistica dello Stato) che fa parte di situazioni storiche tradizionalmente estranee al Veneto e comunque da tempo definitivamente superate, che non sono mai appartenute al popolo veneto, repubblicano da sempre;

– dell’ “autonomia”, quale principio di responsabilità delle Municipalità del Veneto, ciascuna dotata di poteri propri, quale cardine del sistema amministrativo del Veneto per i valori propri di ciascuna, consapevoli  che sono queste unicità che vanno tutelate per le loro irripetibilità;

– dell’ “assetto territoriale” dello Stato, da riorganizzare funzionalmente alla tradizionale municipale, in relazione alla situazione geografica; alle specifiche comunità; al contenuto e significato profondo e decisivo di appartenenza di ciascuno alla propria comunità;

– delle “istituzioni”, le loro finalità da stabilirsi secondo nuove metodologie e concezioni dialettiche di autonomia/antinomia/coordinazione tra le forze sociali in atto, con riforma nel campo organizzativo avversa alla concezione settaria, unilaterale, elettoralistica e solo materialista del partito politico (efficacia parziale, limitata azione a compiti elettorali, parlamentari, legislativi; centro di “interessi”; parzialità; monofocali ideologie; lottizzazione; ideologicamente compresso in schemi chiusi al “divenire”; crea e favorisce correnti; congreghe di potere; massoneria; mafia; camorra; ‘ndrangheta);

– dei “corpi rappresentativi”, strutturati in modo da consentire l’effettiva e diretta partecipazione, l’immediato controllo popolare ed il ciclico ricambio dei suoi componenti;

lingua “nazionale italiana: è incapace di esprimere le esigenze popolari, onde tuttora nelle quoti-dianità prevalgono i dialetti, che il centralismo sopprime; (Toponomastica) e che sono da valorizzare, poiché incorporano, anche simbolicamente, la storia ed il significato profondo delle relazioni tra le realtà umane dalle quali proviene ognuno di noi;

– del sistema legislativo, da riformulare avendo presenti i principi propri della tradizione giuridica veneta;

– della nuova classe amministrativa e giudiziaria del Veneto, da riformare avendo presente l’irrinunciabile principio del servizio,  proprio della storia e della tradizione amministrativa e giudiziaria del Veneto;

– del “lavoro” da intendere e valorizzare quale fattore di civiltà per la conservazione e l’incremento del patrimonio tradizionale e complessivo delle specifiche comunità;

– della “sofferenza umana”, che ha determinante significato per educare alle difficoltà dell’esistenza; sofferenza la cui condivisione sociale elimina la solitudine, neutralizza il senso di abbandono ed integra i loro portatori nel contesto di ricchezza delle relazioni umane e della socialità; fonda e comporta il valore durevole della responsabilità reciproca e, per estensione, della responsabilità sociale;

 

4.. Inoltre Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it) riserva una particolare attenzione ai seguenti obbiettivi e progetti prioritari:

– del rimpatrio e del reinsediamento nel Veneto degli emigrati veneti e dei loro discendenti, da agevolare con apposite disposizioni e provvidenze economiche;

– della reintegrazione  entro lo Stato Veneto dei territori, quantomeno della penisola italiana, facenti parte dello Stato Veneto fino al 1797;

– del recupero delle opere dell’arte e della cultura sottratte al Veneto con decorrenza dalle spoliazioni napoleoniche del 1797 e degli altri successivi occupanti;

– del ripristino della toponomastica veneta;

– dell’insegnamento della lingua veneta nelle scuole di ogni ordine e grado, poiché essa incorpora, anche simbolicamente, la storia ed il significato profondo delle relazioni tra le realtà venete dalle quali proveniamo;

– dell’aggregazione in senso federale dei movimenti politici veneti, ciascuno mantenendo la propria specificità ed autonomia, aventi finalità non contrastanti con lo scopo comune della riaffermazione dello Stato Veneto (www.statoveneto.com; www.statoveneto.eu; statoveneto@hotmail.it), sua sovranità, indipendenza e libertà.

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3 Comments

  1. Questa sera a Vicenza riunione congiunta per varare il primo Governo Veneto Provvisorio che il MLNV ha inteso condividere con tutte le forze indipendentiste che vogliono libera al più presto la propria Patria, la Serenissima Repubblica Veneta, dall’occupazione straniera italiana. Basta con le rivendicazioni di sovranità e di legittimità, basta reclamare ciò che già ci appartiene, basta elemosinare attenzione, non ci interessa salire su nessun palcoscenico mediatico del sistema italiota, passiamo concretamente ai fatti… abbiamo così tanto da fare e così poco tempo per farlo, che invitiamo tutti i cittadini Veneti e che si ritengono tali, di provvedere al più presto all’iscrizione all’anagrafe congiunta del Popolo Veneto… fatto questo, basta tasse allo stato straniero italiano, basta andare a votare a elezioni straniere italiane.
    NON CREDETE AI PARTITI POLITICI,
    BASTA PARTITI,
    BASTA ITALIA!
    Sergio Bortotto Presidente del MLNV

  2. Gianluca says:

    Concordo pienamente, fintantoché no se fa una union de tuti i partitei, movimentei ecc. ecc. no rivaremo MAI all’ obietivo de la nostra INDIPENDENSA!

  3. ingenuo39 says:

    Sono d’ accordo! però se tutti questi movimenti, che vogliono tutte le cose giuste per il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, ecc. , non si mettono assieme e d’ accordo per un movimento unico indipendentista, non si caverà un ragno dal buco. Perchè cosi sparpagliati si è è si rimane solo degli asini che ragliano alla Luna, a meno che di queste situazioni singole si approfitti per fare l’ interesse personale di qualcuno, allora è un altro caso. Spero sia valida la prima.

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