Stato boia, 45 miliardi di tasse. E poi non serve l’indipendenza per arrivare a fine mese?

boiadi GIULIO ARRIGHINI

Comprendiamo che a fine mese quando si fanno i conti, a parlare di indipendenza si rischia di essere mandati a quel paese. Allora facciamo anche noi due conti, perché lo Stato che ci fa morire di fame, prima ancora di arrivare alla terza settimana, è lo Stato boia italiano: oltre 45 miliardi di euro di tasse in più in cinque anni. Lo sapevate? Le entrate tributarie nel nostro Paese correranno molto più del pil e aumenteranno, complessivamente, tra il 2014 e il 2018, di 45,7 miliardi. Il gettito raggiungerà quota 487,5 miliardi alla fine di quest’anno e crescerà costantemente negli anni successivi fino a raggiungere i 531,6 miliardi del 2018. Sono i dati che peschiamo da un’analisi del Centro studi di Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 30 settembre dal consiglio dei ministri, ci dice che il peso del fisco è destinato a salire molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.

Rispetto al 2013, alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 1,6 miliardi in piu’ da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 487,5 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,34% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dello 0,3% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi.

Il gettito tributario nel 2015 arriverà a 493,7 miliardi in aumento di 6,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita dell’1,27%, mentre il pil dovrebbe salire solo dello 0,5%. Nel 2016 lo Stato incasserà 507,9 miliardi di euro con un incremento di 14,1 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte e’ pari al 2,88% che va raffrontata con lo 0,8% della crescita economica. Nel 2017 la situazione è sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 11,1 miliardi sul 2016, il gettito tributario arriverà a 519,1 miliardi in aumento del 2,19% e col pil in crescita dell’1,1%. Chiude il conto il 2018, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 531,6 miliardi in aumento di 12,5 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,42% e pil più lento all’1,2%. Nel quinquennio 2014-2018 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.540,1 miliardi di euro.

E adesso che abbiamo letto e diffuso l’analisi, dobbiamo ancora chiederci che tipo di Stato vogliamo?

Giulio Arrighini, segretario Indipendenza Lombarda

 

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2 Comments

  1. Orini Giancarlo says:

    Mi auguro che tutti quei dati, e tutte quelle percentuali vadano “a farsi benedire” quanto prima, perché non vi é alcun rimedio con uno stato canaglia italiota e una manica di governanti ancora più canaglia, incapaci e malvagi. Vedo, mi auguro prima e molto prima del 2o18 la polverizzazione di questa Itaglia “una e indivisibile”, ogni regione indipendente a mio avviso é la soluzione di tutti i mali di questo povero popolo italiano.

  2. marino.biagini says:

    Questi sono i veri problemi. Non le boiate dei servi di questo regime di estorsori e di ladri.
    Basta Zaia! Facci votare! Fra qualche anno ti ricorderanno tutti. Altrimenti finirai fra gli illustri dimenticati. Indiopendenza!!!

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