L’affare miliardario degli F24 tra Banche e Agenzia delle Entrate

La CICALAF24

Leggendo il rapporto di ABI ( l’Associazione delle Banche Italiane) del giugno 2014, mi colpisce quanto descritto nel capitolo dei rimborsi tra lo Stato italiano e le Banche e Poste spa in merito al servizio di accettazione delle deleghe F24 e F23.
Giova ricordare che il servizio è regolato da una legge ( la 241 del 1977) che regola con apposite convenzioni e accordi questo “servizio”. Il servizio non è obbligatorio, ma praticamente tutte le banche lo erogano e vediamo perché: sono oltre 477 miliardi di euro i soldoni incassati dal sistema bancario che poi li riversa all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni lavorativi.

Non male, visto i tassi del sistema bancario di utilizzo per questo tempo di somme enormi…..(parliamo di oltre 950 mila miliardi di vecchie lire…). Ma vediamo quanto lo Stato riconosce alle banche per ogni delega: 2 euro per ogni delega cartacea alla cassa e 1,40 euro per ogni delega telematica, se poi aggiungiamo che le deleghe F24 sono state oltre 132 milioni, stiamo parlando di alcune centinaia di milioni di euro introitati dalle Banche per le sole deleghe F24. Mica male.

Discorso diverso per le deleghe F23 (questo servizio è regolato dalla Legge 237 del 1997) che riconosce lo 0,075 % per ciascun codice tributo presente in delega con un minimo di 1,55 euro ed un massimo di 15,49 – naturalmente per delega!
In questo caso però le banche devono entro il 3 giorno lavorativo riversare i soldi incassati agli agenti di riscossione che provvedono poi a riconoscerli all’erario. Di quanto sia il ritorno alle banche per gli F23 l’ABI non lo dice e pertanto presumo che sia una bella cifretta visto che l’Agenzia delle Entrate sta spostando i tributi sugli F24 ( a loro dire più comodi e veloci ??!! ), io penso invece che sia solo una questione di risparmio!! Altro che velocità…

“Un’economia di servizi è buona cosa, ma eliminate la manifattura e diventate una nazione di banchieri, camerieri e guide turistiche.”
Chris Anderson

La Cicala

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4 Comments

  1. Andy says:

    L’agenzia delle entrate riconosce:
    1,2 € per ogni f24 allo sportello
    0.8 € per ogni delega telemetica
    0,5 € per ogni delega I24 ( trasmessa con supporto telematico dell’agenzia delle entrate.
    Vorrei farvi notare che le banche , che di magagne ne hanno tante, effettuano sottocosto queste transazioni. Ci sono costi per il mantenimento del software, per le quadrature contabili, per la compilazione da parte di sportellisti di parte di deleghe incomplete e via dicendo. Inoltre la banca ha in carico il rischio di una compilazione errata da parte del cliente. In pratica lavori rischiando, sottocosto.

  2. luigi bandiera says:

    Credo che in pochi sanno che ci sono “signori” che vivono sulle spalle degli altri. Solitamente i PEONES.

    E cosi’ ricordiamolo:

    BRIGANTI, RAPINATORI, SASSINI E MANTENUTI SI SONO ISTITUZIONALIZZATI.

    AL SOLO SFIORAR LORO LE VESTI TI FANNO METTERE IN GALERA.

    Purtroppo e’ l’ennesima ripetizione, ma fin che non cambia l’andazzo e’ consona, la ripetizione.

    <b<URKA?

    Ah gia’. L’URKA… ma nessuno ci crede, tranne me.

    E ma non parliamo dell’ISLAFRITALIA un’altra realta’ piuttosto palpabile… solo che nessuno la VUOLE PALPARE..!

    Non e’ una donna per cui si puo’ PALPARE e non passate per SCOSTUMATI..!

    Fatevi coraggio..!

    PALPATE LA SITUAZIONE SE VOLETE INORRIDIRE CON ME..!!!

    Salam

    • Dan says:

      Ti sbagli, sono in tanti a saperlo ma hanno paura a cambiare abitudini perchè vedono che da questa parte ci sono solo tanti tipi ciarlieri che al momento del dunque si squagliano come neve al sole.
      Uno sciopero fiscale per poter funzionare veramente bene non può limitarsi a prevedere una sospensione a tempo indeterminato del pagamento delle tasse ma anche l’eventuale reazione fisica all’aggressione con la quale risponderà lo stato nei confronti dei partecipanti.
      Noi che siamo ingenui pensiamo che basta che tanti smettono di pagare le tasse e quelli “capiscono” e “si danno una regolata” ma la realtà è che quelli risponderebbero con una deliberata aggressione alle proprietà alla quale fino adesso non hanno incontrato una reale e concreta resistenza.
      Fino adesso hanno visto tanti che si sono appesi per il collo e qualcuno che si è buttato ma poi finisce lì: di gente che abbia reagito male contro equitalia, quanti ?
      Un paio di decine ?
      Una nonna di 80 anni che si è messa a sparare dal balcone della cascina col fucile una volta, un tizio che piuttosto che consegnare la casa l’ha fatta saltare in aria: cosa si vuole fermare in questa maniera ?
      Lo stato “capirà” quando su dieci persone almeno 5 non pagheranno apertamente le tasse in maniera totale e di questi, dai tre o quattro reagiranno sparando ad eventuali tentativi di sequestro, del proprio e soprattutto del proprio vicino.
      Finchè lo stato non vedrà fallire il concetto di divide et impera continuerà ad imperare impunemente

  3. Dan says:

    L’affare miliardario consiste nel fatto che ci sono ancora troppi pecoroni che li pagano questi F23 e 24.

    Quando hai la certezza che un altro coprirà sempre i tuoi debiti e sistemerà sempre i tuoi pasticci, non importa quante rinunce e quanto sangue dovrà sputare lui e far sputare ai propri figli lì capisci che stai facendo un ottimo affare.

    Attaccarsi ed essere fedeli al carrozzone dello stato è il miglior affare che si può fare perchè i pantaloni pagatori non finiscono mai.

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