Stato ladro: 215 mila imprese aspettano soldi e rischiano di fallire

di REDAZIONE

Sono oltre 215mila le imprese italiane che vantano credito con la pubblica amministrazione. E per ciascuna di esse la media degli arretrati dei pagamenti e’ pari a 422mila euro. Questi i dati di un rapporto del Centro studi di Unimpresa sulla questione dei debiti della Pa, che, secondo quanto si legge in una nota, ”dovrebbe essere sbloccata in parte domani con un decreto legge varato dal Governo”. L’analisi di Unimpresa, basata su dati Istat e Banca d’Italia, mette in luce i dati sulle imprese che vantano credito con la Pa settore per settore.

Nell’industria e’ pari all’1,2% la quota di imprese in credito con lo Stato: vuol dire che ci sono 5.436 aziende che aspettano a di veder saldata una fattura. Nel comparto delle costruzioni (edilizia e ristrutturazioni) la quota di imprese in fila d’attesa e’ pari al 16,2%, che equivale a 100.926 aziende. Il record e’ nei servizi: sono 109.131 (il 3,3% del totale del settore) le imprese a cui lo Stato centrale o gli enti locali e territoriali (regioni, province e regioni) devono riconoscere un corrispettivo. Complessivamente, dunque, sul totale delle imprese italiane (4.383.000) il 4,9 e’ creditore della pubblica amministrazione: 215.493 aziende, insomma, ”corrono il rischio di licenziare i dipendenti, di chiudere in perdita un bilancio, di avviare una procedure di crisi, di trovarsi in una pericolosa condizione di insolvenza o, ipotesi peggiore, di imboccare la strada del fallimento”, prosegue la nota.

Intanto proprio oggi il parlamento ha compiuto il primo passo per dare via libera al decreto per lo sblocco della prima tranche di pagamenti pari a 40 miliardi di euro. Adesso la palla torna al governo.

UN ALTRO SETTORE IN AMBASCE

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2 Comments

  1. Castagno12 says:

    In base a ciò che i piccoli e medi imprenditori dicono, fanno ed organizzano a difesa della loro sopravvivenza, si deduce con certezza che la maggior parte di loro non conosce la reale situazione nella quale si trovano.
    E neppre sospettano il nefasto programma che Lorsignori hanno preparato per loro.

    Segnalo quindi il libro “CIMIT€URO” – di Marco Della Luna – Arianna Editrice – € 12,90.

    Le denunce e le analisi dell’Autore trovano riscontro nella realtà.
    Non si tratta di opinioni personali dell’Avv. Maco Della Luna.

    Segnalo in particolare il capitolo “IL MES E L’€urolager” – da pag.158 a pag.162.

    Da pag. 150 ricopio:
    ” …. non pochi sospettano che il piano sia appunto mandare all’aria il sistema-Paese per poi proporsi come salvatori … “.

    Da pag.148 ricopio:
    ” …. indurre a emigrare gli imprenditori più attivi, a chiudere quelli meno forti (soprattutto la sacca di resistenza dura a morire delle piccole e medie imprese dell Nord-Est), per poter poi …. Questa ipotesi di drastico abbattimento economico spiega le scelte demolitive per l’Italia da parte di Angela Merkel, di governanti nostrani, di top managers industriali e bancari (o chi dietro essi) e altri. Tutto quadra, tutto ha una sua coerenza …. La leva fiscale è usata per indurre imprese, capitali e cittadini capaci a emigrare, a lasciare libero il territorio …”.

    Spero che anche ALBERTO PENTO e altri della LIFE si leggano con tanta attenzione detto libro, si regolino di conseguenza e poi agiscano (come viene suggerito nel libro).

  2. Silvano says:

    La pubblica amministrazione paga i debiti????

    Sto cazzo!!!

    Li paghiamo sempre NOI!!!!

    Loro fanno debiti, il costo è triplo per tangenti e ritardi.

    Per i 20 miliardi che forse delibereranno il 31/12, ci raddoppiano irper comunale e ritoccano in su imu sui
    capannoni.

    E’ arrivata l’ora di sparare per leggittima difesa.

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