Perdoni, amnistie e giubilei. Stato di diritto o Stato di delitto?

giustizia

di MARCELLO RICCI – Dracone Legislatore ateniese del 7° sec. a.C. fu autore del primo codice scritto  sui reati di sangue. Viene ancor oggi citato per la severità delle pene. Attraverso i secoli, mutatis mutandis, si è invertita la rotta, e lentantamente prima e poi con accelerazioni da formula uno, si è passati a depenalizzare alcuni reati, convertire le pene in ammende, ridurre gli anni di carcere per poi sostituirle con pene alternative che vanno dagli arresti domiciliari alla semilibertà, sino all’affidamento ai servizi sociali. Di riscontro alla comprensione per chi delinque, c’è la criminalizzazione di chi si difende e di quanti hanno il compito di tutelare l’ordine. Placanica docet. Le forze dell’ordine sono tra incudine e martello. Devono difendere i cittadini, ma non possono adeguatamente reagire nei confronti degli aggressori. Si assiste ad una incredibile mobilitazione nei confronti dei condannati che vede arruolato anche Bergoglio. Condannati e violenti coccolati e vittime ignorate. Rare, taciute e poco sponsorizzate le manifestazioni in difesa delle vittime, le cui sofferenze non commuovono più di tanto. I morti vengono seppelliti e Amen. E’ pur vero che la morale è espressione dei tempi e non servono citazioni o esemplificazioni.  La giustizia sia pure se con maggiore lentezza segue la morale. Opporsi o adeguarsi? La legittima difesa è sub judice, così come la proprietà privata.

La valutazione della gravità dell’offesa subita o temuta è sempre minimizzata rispetto all’azione di difesa che è sempre gravata da un pregiudizio di eccesso. Chi intende difendersi da un ladro o rapinatore dei essere molto attento e prudente. Per essere tranquillo se possiede  un’arma, non deve usarla preventivamente ma solo dopo che l’offesa si sia concretata. In termini reali da ferito ( meglio da morto) può reagire senza correre il rischio che un comprensivo P.M. lo incrimini. Si resta in attesa (non sarà lunga) che venga redatto un codice dei reati consentiti, non punibili, derubricati in modo da sottrarre la delicata materia all’arbitrio di P.M. e Giudici. Con estrema sintesi: dallo Stato di Diritto allo Stato di Delitto.

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1 Commento

  1. luigi bandiera says:

    Stato confusionale.

    Oggi si palpa che la democrazia ha fallito, come al tempo di Oliver Cromwell che gli inglesi vollero tornare col loro amato RE, il figlio del re decapitato.
    Ma qua di famiglie degne, almeno discretamente, non ce ne sono per cui non abbiamo scelta: dobbiamo morire con questo fallimento sulla gobba, ne con la democrazia e nemmeno col RE.
    Belle rivoluzioni davvero quella francese e quella russa: che avessero imparato dagli inglesi quando decisero di STACCARE LE TESTE DAL CORPO a tutti quelli di sangue blue..?
    Può darsi sia andata proprio cosi’. Beh, degli storici non bisogna fidarsi sicuramente, di palle ne hanno scritto anche fin troppe.
    Viva il Re (dinastico) o viva il cittadino sovrano (democratico)..?
    Mi sa che oggi serve una terza via, ma quale se l’intellighenzia e’ malata..?
    Doveva essere tra gli intellighentis il nuovo sistema di sovranita’: aho, fallita anche quella via.
    La scelta cadrebbe (obbligati a farlo per non cadere nell’anarchia) nelle due categorie della societa’ d’oggi: tra i ricchi e tra i poveri. Potrebbe essere che 4 anni governano i ricchi e 4 anni governano i poveri.
    Beh, in qualche modo c’e’ gia’ che i ricchi vanno a comandare e i poveri rimangono a pagare.

    L’homo, mai stato sapiens sebbene va su Plutone, e’ da sempre stato in confusione per cui ci dobbiamo rassegnare e tenerci l’andazzo.

    Buona fortuna.

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