Lo Stato deve fare tutto? Non lamentatevi della corruzione

di REDAZIONE

L’ennesima vicenda sull’uso “disinvolto” dei fondi attribuiti ai partiti, che vede coinvolto l’ex capogruppo del Pdl alla regione Lazio Franco Fiorito detto Batman, sta scatenando la solita irrazionale isteria di chi invoca da sempre la completa rigenerazione della classe politica. Ciò attraverso il totale ricambio dei rappresentanti del popolo a tutti i livelli, facendo in modo che a gestire la cosa pubblica vi sia finalmente una genia di integerrimi e onesti servitori del bene comune.   Evidentemente chi pensa ciò crede che la corruzione e la cattiva amministrazione del nostro Paese di Pulcinella dipenda essenzialmente da un problema di persone e non, come riteniano noi liberali, da un fatto sostanzialmente strutturale; nella fattispecie un eccesso di spesa pubblica all’interno di una cultura con un forte deficit di tasso etico. Secondo il ragionamento dei fautori del partito dei politici con le mani pulite un destino cinico e baro avrebbe fatto in modo di orientare la selezione dei quadri dirigenti degli attuali partiti verso una schiatta di amministratori incapaci e ladri, eliminando dal gioco democratico i soggetti più affidabili. Si tratterebbe dunque di cacciare in blocco gli attuali marziani della politica, sostituendoli con “nuovi” personaggi venuti dal popolo e totalmente abnegati nel fare i suoi interessi. Qualcosa di simile, per capirci, a quell’ideale di cittadino nuovo che il feroce stalinismo degli anni trenta dipingeva nella sua martellante propaganda. Una sorta di utopia in carne ed ossa che dovrebbe possedere solo pregi e virtù, all’interno di una esistenza specchiata e rivolta unicamente al citato bene comune.

Ora, in primis  non si comprende bene dove si potrebbero andare a prendere simili individui, visto che dal nostro tessuto sociale emana da sempre la classe politica che conosciamo. Forse setacciando i vasti deserti del pianeta si riuscirebbe a scovare qualche puro anacoreta a cui affidare, ad esempio, i fondi generosamente concessi ai partiti politici. Certo sarebbe una impresa molto difficile, ma per chi crede nella favola in cui qualcuno con i soldi degli altri possa fare solo gli interessi di quest’ultimi tutto è possibile. Per i fanatici sostenitori della politica degli onesti anche gli asini un giorno voleranno. Ma nel frattempo non sarebbe il caso di ridurre le tante occasioni che fanno ladri molti uomini pubblici abbattendo semplicemente i quattrini a loro disposizione, finanziamenti ai partiti compresi? In attesa che scendano dal cielo gli angeli mandati dal Padreterno -come nell’orrifico film “Legion”- per fare piazzapulita dei presunti corrotti alla Batman, l’unica strada per contrastare le pubbliche ruberie è quella di limitare il “portafoglio” della politica di professione. Tertium non datur.

di Claudio Romiti

Fonte originale: www.lagoccia.eu

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5 Comments

  1. Giuseppe C. Budetta says:

    GENI DI QUA E GENI DI LA

    Markus Gabriel è un ventinovenne professore ordinario all’università di Bonn, molto noto per alcune sue rivoluzionarie ricerche. Sarebbe interessante un valido paragone coi ventinovenni. nostrani ordinari. Per esempio, controllare il curriculum dell’ordinario d’oltralpe con quello di alcuni conterranei nostrani. A primo acchito, non emergerebbero grossolane differenze e potrebbe darsi che il curriculum di Markus Gabriel sia al di sotto della media di quelli degl’italiani di pari grado. Sono certo che ad un esame più attento effettuato da esperti del settore, le differenze di merito intellettivo emergerebbero. C’è il sospetto che molti saggi scientifici e letterari dei nostri ventinovenni ordinari dalle fulminanti carriere siano stati copiati, o riportino concetti trapassati, ma presentati come novelle idee.

  2. elpis says:

    chiedo agli ill.mi giornalisti:
    mi sorge un dubbio in merito alle dimissioni dell’unico (fin’ora) dimissionario del lazio-gate, Battistoni.
    Sembra che costui sia addirittura estraneo alla brigata ladrona e che, subentrando come responsabile di cassa, abbia effettuato alcuni controlli prima di diventarne ufficialmente responsabile. Queste verifiche tolgono il coperchio alla cloaka della precedente gestione, quindi, NON IL PRECEDENTE ED EFFETTIVO RESPONSABILE, MA CHI SCOPRE E DENUNCIA IL MALAFFARE VERREBBE COSTRETTO ALLE DIMISSIONI?
    Se ciò è vero, la cosa è ancor più grave: è palese che la spolverina fosse a conoscenza di tutto! Voler tenere nascosto quell’ignobile gestione,o chiedere di non denunciare tali ammanchi, invitando magari all’omertà,

    è una istigazione a delinquere?

    E tutto questo può essere motivo per dimissionare chi denuncia il malaffare?
    (o dobbiamo dare ragione ai mafiosi quando eliminano i confidenti?)

    D.On. Alfano, come stanno le cose??

    Urgono chiarimenti, precisi e dettagliati chiarimenti!!

    E perchè, d.on Alfano, la spolverina non dovrebbe dimettersi? Immediatamente??
    Non c’è molto di diverso dalla vicenda marrazo, quindi, ki sbaglia, e molto, deve andare a casa!!

  3. Giuseppe says:

    POVERINI

    Non pensate agl’imprenditori carichi di debiti. Non guardate ai giovani senza prospettive. A Roma, c’è la Polverini. Propongo una colletta e dare un po’ di soldi ai consiglieri della regione Lazio ed un poco anche a quelli di Sicilia. Poverini.

    Giuseppe C. Budetta”

  4. Fabrizio says:

    Limitare il portafoglio, bene ! naturalmente le leggi per limitarlo e risolvere la situazione le fa il parlamento. Quindi ?

  5. giancat says:

    Secondo il LOMBROSO basta guardare il viso e la conformazione del cranio di una persona e si puo’ sapere se la persona e’ raccomadabile ( o colpevole ) o meno
    sara’ una teoria semplicistica ma la “fccia” di Fioriti e di altri personaggi implicati in scandali recenti e meno recenti e’ una conferma clamorosa della teoria del grande studiosov medico-spichiatra di inizio secolo….

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