Stati generali del Nord: Passera interverrà per il governo

di GIANMARCO LUCCHI

Roberto Maroni lo aveva anticipato in una delle sue prime conferenze stampa dopo l’elezione a segretario federale del Carroccio: agli Stati generali del Nord, in programma al Lingotto di Torino il 27 e 28 settembre prossimi è stato invitato anche il governo. Alla domanda dei giornalisti su quale esponente dell’esecutivo si puntava a far intervenire, Maroni aveva glissato facendo intendere che erano in corso dei contatti.

Ora si apprende, grazie all’anticipazione del sito www.lospiffero.com, che toccherà a Corrado Passera rappresentare il governo all’appuntamento torinese. Non sarà un compito semplice per il ministro allo Sviluppo economico, visto che il Carroccio è nettamente e convintamente all’opposizione di Monti. E tuttavia non sarà un processo in piazza, visto che gli Stati generali del Nord vogliono distinguersi nettamente dalle passate manifestazioni identitarie della Lega, e vuole essere un momento di confronto con con le forze economiche, sociali e politiche del Paese allo scopo di elaborare un’agenda di cose concrete da fare per il Nord, secondo il claim maroniano di “Prima il Nord”.

Dovrebbero quindi prevalere  i contenuti, e anche il luogo, il Lingotto appunto, come ha spiegato il neo segretario,  non è stato scelto a caso: «Un tempo era un luogo simbolo dell’avanguardia dell’industria europea e oggi è simbolo della crisi».

Maroni aveva detto di avere invitato anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il quale ha confermato di recente la sua partecipazione. Con Passera, altri capitani d’industria – tra cui il torinese Marco Boglione, patron di Robe di Kappa -, e personalità varie come Oscar Giannino (che ha fatto sapere di voler partecipare) si confronterà con le proposte che la Lega formulerà per rilanciare un’area oggi colpita dalla recessione europea e mortificata dalla disattenzione dell’establishment romano.

La vicenda Fiat, dimenticata dal Pd, che non ha riservato neppure un dibattito della festa provinciale ai timori sul destino di Mirafiori e della produzione in Italia, sarà invece al centro dei lavori del Lingotto che, proprio per offrire ampio spazio di discussione ha allungato il programma di un giorno, fino a domenica 30 settembre. Secondo rumors riportati sempre da Lo Spiffero  le diplomazie leghiste starebbero sondando la disponibilità di Sergio Marchionne a prendere parte a un dibattito, magari confidando sui buoni rapporti esistenti tra il governatore Roberto Cota e l’ad della Fiat. Sono voci che al momento hanno incassato solo smentite, ma che segnalano l’attenzione della Lega nei confronti della principale industria del Paese.

Insomma, gli Stati generali rappresentano una sfida decisiva per la Lega 2.0 di Roberto Maroni e della sua capacità di mobilitare forze diverse fra loro ma tutte interessate a ridare slancio a un’area, il Nord appunto, che diversamente rischia di venire inghiottita nel destino di declino generale del Paese. La sfida per Maroni non è facile e non potrà certo concludersi con una bella sfilata di personalità senza l’elaborazione di progetti concreti. Passa dunque dal Lingotto la sfida di dare un ruolo e una prospettiva nuovi a una Lega appannata dagli scarsi se non nulli risultati politici degli ultimi anni e dalle vicende interne degli ultimi mesi.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

9 Comments

  1. dario catti says:

    Ma dai? maroni a Torino a settembre? Gli autonomisti piemontesi ed il Movimento No TAV potrebbero andargli incontro per dargli il benvenuto e per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per il Piemonte e nello specifico per la Valle di Susa. E poi a settembre i pomodori sono belli maturi…
    Auguri…
    Dario Catti

  2. piero says:

    Io sono convinto che possa essere utile alla causa della secessione del nord. Inutile porsi sull’aventino o fare la gara a chi è più puro , se vogliamo – e vogliamo – la secessione si deve fare rete , unirsi per la causa comune. una volta raggiunta l’indipendenza ci si potrà tornare a dividere

  3. Alessandro Patelli says:

    Gli Stati generali del Nord, non devono essere solo un punto di vista di personalità, che direttamente o indirettamente, ci hanno portato a questa situazione, devono esserci anche proposte in positivo per l’uscita da questa crisi, inoltre è necessario prendere atto che, oltre alla questione Nord, esiste in parallelo una questione meridionale. Non deve certo competere alla Lega 2.0 di Maroni trovare la soluzione, ma nemmeno di pensare ad una ed una sola realtà territoriale in difficoltà.

  4. Filippo83 says:

    Il fatto che Maroni faccia gli Stati Generali nel luogo “più italiano” dell’intero Nord/Padania/Cisalpina, e che contemporaneamente è anche il più lontano dal modello sociale, economico e culturale dominante nei 2/3 di tale territorio (persino laddove spadroneggiano le Coop rosse), la dice lunga sulla confusione (voluta?) che regna nella dirigenza leghista.

  5. Giuseppe says:

    La partecipazione del governo agli Stati generali significa riconoscimento di una situazione che è ai limiti della sua comprensione nella struttura stessa dello Stato. A quest’ultimo spetta una risposta o un approfonditamente motivato rifiuto di proposte (che devono esserci) che possono essere avanzate. Strategicamente è una carta ben giocata, che però non va sprecata, riducendola a una inutile manifestazione di partito. Mi chiedo quale ne sia, a tutt’oggi, la preparazione contenutistica.

  6. sandro Migotto says:

    Visti i temi che verranno tattati nella conferenza degli Stati Generali del Nord, visti i partecipanti, un indipendentista serio, o convoca una contro-conferenza, o partecipa con un AK 47.

    Il resto non serve.

  7. Unione Cisalpina says:

    mi auguro ke i padanisti autentici la smettano di guardare alla Lega kome ad un movimento di liberazione…

    votare e sostenere kuesti italiani del Nord signifika viep+ mortifikare le speranze d’indipendenza e libertà dei cisalpini, da roma e dall’italia……

  8. Dan says:

    Va bene andare al Lingotto con dei contenuti invece delle solite urla ma Maroni deve anche ricordarsi che le trattative si svolgono sulla base de “se non fate questo noi facciamo quest’altro”.
    La lega 2.0 vuole distinguersi dalla passata, ma questo non vuol dire far calare i toni bensì tutt’altro. Vuol dire promettere azioni volte all’abbattimento di governo prima e stato poi nel caso le richieste del nord non vengano ascoltate.
    Fino adesso Maroni è andato in giro ad urlare “prima il nord” come un alcolizzato che deve scegliere tra tavernello e sangiovese, senza però mettere in chiaro nessuna reazione alternativa ad eventuali rifiuti giunti dall’altro.
    Quella è proprio la lega 1.0

Leave a Comment