State certi di una cosa: la pressione fiscale non scenderà!

di MATTEO CORSINI

Ha detto Enrico Letta: “C’è un intervento molto significativo quest’anno: nel 2013 abbiamo fatto 1,7 miliardi di tagli alla spesa pubblica. E’ una scelta significativa, importante”.

Ad ammettere che in cinque mesi l’azione più riuscita del governo che presiede sia stata quella di rimandare – prova ne sia che ancora oggi si discute di Imu e Iva, quando il governo, per bocca dello stesso Letta, si era impegnato a trovare una soluzione entro fine agosto – il presidente del Consiglio non ci pensa nemmeno. La cosa che a mio parere nessuna persona dotata di buon senso dovrebbe aspettarsi, tuttavia, è una riduzione del carico fiscale. Non a caso l’abolizione dell’Imu (ancora messa in dubbio, peraltro) sulla prima casa verrà (più che) compensata dalla nuova “service tax” (usando l’inglese probabilmente il governo pensa che gli italiani paghino più volentieri). Nessuna persona dotata di buon senso pensa debba aspettarsi anche ciò di cui l’Italia avrebbe maggiormente bisogno, ossia un drastico taglio di spesa pubblica accompagnato da riduzione del numero (oggi esorbitante) di consumatori di tasse. Letta, probabilmente senza rendersi conto di quanto sia ridicola la sua affermazione, annuncia con tono quasi trionfale di aver tagliato 1,7 miliardi di spesa pubblica. La definisce “una scelta significativa, importante”.

Peccato che nel frattempo abbia promosso l’assunzione/stabilizzazione di un numero imprecisato di cosiddetti precari della pubblica amministrazione, come se prima di tale decisione i dipendenti pubblici (un esercito che si aggira sui 3,5 milioni) scarseggiassero. Ammesso che il dato citato da Letta sia veritiero (e non è assurdo non ritenerlo tale), si tratterebbe in ogni caso di un non certo immenso 0,2 per cento della spesa pubblica annua. Dubito che chiunque si trovasse a dover far quadrare i conti di una famiglia o di una impresa potrebbe citare trionfalmente una limatura dei costi dello 0,2 per cento, partendo da livelli in proporzione simili a quelli della spesa pubblica italiana.

Con l’avvicinarsi della discussione della legge di stabilità, tra l’altro, dal ministero dell’Economia hanno già iniziato a mettere abbondantemente le mani avanti: dato che serviranno almeno 4-5 miliardi, non si faccia conto su tagli di spesa, perché ormai gli importi relativi al 2013 sono stati stanziati quasi per intero. Ricapitolando: il governo è in carica da fine aprile, ma Letta e colleghi in cinque mesi non hanno trovato altro che (forse) 1,7 miliardi su 800 da tagliare, e adesso dicono che per quest’anno tagliare spesa diventa ormai impossibile. Suppongo che, ammesso che sopravviva all’inverno, il governo troverà il modo di evitare tagli di spesa anche nel 2014. Nel frattempo, ovviamente, qualche nuovo balzello o innalzamento di balzelli già esistenti lo riusciranno a mettere. In quel caso la parola “impossibile” è assente dal vocabolario.

 

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9 Comments

  1. Castagno12 says:

    Rispondo a DAN – 26.9.2013 at 3:52 pm.

    La tua replica da forza all’azione dei Mondialisti che prendono atto che lo sfascio della scuola, da loro voluto, ha raggiunto risultati insperati.

    Da te non posso imparare proprio nulla perchè non riesci a capire quello che leggi.

    Prendiamo tre problemi che ho trattato.

    1) “Emissione di valuta a debito”.
    Solo per questo problema, che viene evitato da tutti, ho usato il termine “Nessuno”.
    La tua replica costituisce un budino di parole buttate a caso: il “Nessuno” è finito insieme alla “Disobbedienza”

    2) “Evasione delle tasse”, e “Disobbedienza civile”.
    Io non ho espresso alcun giudizio al riguardo.
    Mi sono limitato a ricordare che sono reati perseguibili per Legge. Stop.
    Nei miei commenti, ho scritto più volte: “Attualmente la tassazione si aggira intorno al 60%. Gli italiani, per reagire, aspettano che si arrivi al 100% ?”.

    Poi non vedo proprio come si possa pensare di realizzare la “DIsobbedienza civile” quando 5 Imprese su 8 chiedono in Banca soldi a prestito per pagare le inique tasse.

    Io non mi sono “reso complice di nessuno”.
    Ho solo incontrato un lettore inadeguato al mio scritto.

    3) Ho suggerito di tornare ad utilizzare il contante per le spese quotidiane, come si faceva in passato.
    Data l’entità della valuta fisica in circolazione, i risultati non potranno mancare.

    In conclusione.
    E’ cosa sbagliata, irrazionale e fuorviante il suggerire una azione irrealizzabile e in difetto di Legge quando è possibile operare profiquamente stando nel lecito.

    La verità è che voi, e siete in tanti, non avete voglia di fare niente di utile.
    Voi giovani fornite una spiegazione molto chiara del perchè ci troviamo in questa drammatica situazione.

    Per usare una tua espressione, tu nel cesso non hai buttato proprio niente.
    E non hai che l’imbarazzo della scelta !

    Ora replica pure da solo.

  2. Castagno12 says:

    E’ scontato La pressione fiscale non scenderà perchè nessuno intende denunciare, affrontare e risolvere il poblema N.1: “L’EMISSIONE DI VALUTA A DEBITO”.
    Il termine “NESSUNO” comprende il “Vecchio” e il “Nuovo” della politica italiana.

    Ovviamente ci sono poi altre voci che incrementano il Debito Pubblico, quindi la tassazione: sperperi, furti. abusi, stipendi fuori norma, pensioni e lavori fasulli, ecc.

    Riguardo a questi ultimi segnalo che il 9 Settembre c.a. Radio 24 (il Sole 24Ore) ha comunicato che la Guardie Forestali che ha la Sicilia, sono il doppio di quelle che ha tutto il Canada.
    Aggiungo: ” … Ma resterà il macigno putrido della burocrazia italiana, grande e costosa quanto quelle di Spagna, Francia e Germania messe insieme.” da “Basta con questa Italia” di Marco Della Luna – pag.274 – edizione Marzo 2008.

    E i burocrati inutili, che non producono ricchezza e non forniscono servizi, hanno anche l’improntitudine di vantarsi dichiarando che loro pagano le tasse. Sì, su compensi che non dovrebbero nemmeno ricevere !

    Comunque anche la continua denuncia delle italiche porcate, oltre ai danni quotidiani (alla salute e al portafoglio), non produce reazioni ed azioni utili alla nostra difesa.
    L’indolenza e la rassegnazione degli italiani si mantengono su valori stabili.

    Non capisco l’ostinato suggerimento di “evadere le tasse” e di “disobbedienza civile”, reati perseguibili per Legge, quando è consentito, per l momento, utilizzare il contante per le spese quotidiane.
    Due mesi di prova, tornando alla vecchia abitudine, li può affrontare anche il “minaccioso” Leone di San Marco !
    Il suggerire azioni irrealizzabili serve solo a mantenere il popolo nell’atteggiamento della lamentela fine a se stessa, senza fare niente di utile, di concreto.

    • Dan says:

      Uhh sono reati, poi arriva la guardia e ti fa tè tè.

      Se vuoi essere veramente libero e degno della vita che hai, impara a distinguere le cose legali dalle cose legittime.
      Se una cosa legale cerca di sopprimere una cosa legittima, prendi la cosa legale e scagliala nel cesso.

      Come hai detto, nessuno vuole risolvere il problema ma andare contro chi invoca la disobbedienza civile equivale a rendersi loro complici e di conseguenza quel NESSUNO non si limita più solo alla politica ma anche a noi tutti.

      Io però il problema lo voglio risolvere e se gli altri tentennano, allora si fottano

  3. Dan says:

    La gente nonostante tutto continua a rifornire di cibo il moloch, le imprese addirittura entrano nel giro dell’usura bancaria per continuare a farlo: perchè cambiare abitudini allora…

  4. Albert Nextein says:

    Ci vuole una bella faccia di bronzo ad andare in america a propagandare quel cesso dell’italia quale paese affidabile.

    Noi che ci viviamo sappiamo che succede.
    Anche le classifiche mondiali, per quanto imprecise, forniscono un’idea chiara di come girano le cose qui.

    Già in america sono nella padella.
    Di certo non saltano nella brace.

    • Dan says:

      Perchè faccia di bronzo ?
      In fin dei conti tavoletta va solamente dai suoi padroni a far vedere quanto è bravo a tenere il guinzaglio. Va a riportare semplicemente che, sì, c’è qualche cane che abbaia (grillo, noi, qualche libertario) ma di non preoccuparsi perchè alla fine siamo tutti bravi quadrupedi che scodinzolano ed eseguono gli ordini compreso quello di lanciarsi nel fuoco per loro.

      Del resto grillo è in piena fase di sdoppiamento della personalità (ieri: facciamo la rivoluzione il conto alla rovescia è iniziato, oggi: ma noi siamo gandiani, domani: pubblica la foto di un folla e la ghigliottina…) e quindi poco concreto, noi altri ci riempiamo tanto la bocca di parole e concetti ma siamo sempre al palo dietro a referendum e raccolte firme del cazzo ed i cosiddetti libertari alla fine non stanno facendo altro che cercare di crearsi una greppia su misura.

      Lo dico ai vari soros d’oltre oceano: abbiate paura perchè qui la palle non mancano, soltanto che si chiamano coglioni

  5. Aquele Abraço says:

    E’ la fisiologica agonia di un paese statalista in fallimento. I primi a cadere nella povertà sono stati i pensionati, oggi sono le micro, piccole e medie imprese con i titolari (quelli che non possono delocalizzare) che resisteranno finché non avranno consumato del tutto i loro risparmi e i dipendenti del settore privato che resisteranno finché lo stato potrà pagare loro la cassa integrazione in deroga. Solo poi, nella terza fase del tracollo, inizieranno le riduzioni di stipendio e i licenziamenti nel pubblico. Le grandi multinazionali già da tempo hanno implementato strategie di disimpegno (si direbbe in ambito militare) fatte di chiusure d’impianti effettive e promesse di nuovi impianti illusori. Gli alti apparati dirigenti statali e parassitari difenderanno fino all’ultimo i loro fedeli servitori, convinti così facendo di preservare se stessi nel loro potere e resisteranno a lungo avendo già avuto l’opportunità di esportare le loro ricchezze nei paesi più sicuri per questo scopo, dove eventualmente si recherebbero qualora il paese sprofondasse nel caos.

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