Stangata fiscale sui soliti piccoli. L’arroganza del troppo Stato

di BRUNO DETASSIStaglio tasse

Per i “padroncini” sara’ un’estate all’insegna delle tasse. A seguito del taglio di 126 milioni delle deduzioni forfetarie per spese non documentate, i piccoli trasportatori di merci in conto terzi sono chiamati in queste settimane a corrispondere un carico fiscale aggiuntivo di pari importo. E’ quanto stima l’ufficio studi della CGIA, che ha calcolato come l’aggravio per l’anno in corso a cui sono sottoposte le 62.000 piccole aziende del settore (pari al 70% circa del totale degli autotrasportatori presenti in Italia) puo’ raggiungere una cifra oscillante tra gli 8.100 e i 13.600 euro circa. Una vera e propria stangata fiscale per tantissimi corrieri e piccoli trasportatori artigiani che usufruiscono per legge di queste agevolazioni. In particolare, se un “padroncino” opera all’interno della Regione di residenza e in quelle confinanti (ma oltre il Comune in cui ha sede l’impresa), il risparmio fiscale scende dai 56 euro previsti nel 2014 ai 18 euro di quest’anno. Se, invece, l’azienda trasporta le merci fuori dalle Regioni confinanti, il beneficio fiscale scende da 92 euro previsti l’anno scorso a 30 euro di quest’anno. Infine, per i piccoli padroncini che lavorano all’interno dell’area comunale di residenza, la deduzione passa dai 19,6 ai 6,3 euro. In linea generale, sottolinea la CGIA, il settore dell’autotrasporto ha subito una forte contrazione delle misure di sostegno stanziate dallo Stato: se nel 2013 le risorse complessive ammontavano a 330 milioni, nell’anno in corso sono scese a 250 milioni.

Le voci che compongono gli “aiuti” al settore dell’autotrasporto riguardano gli investimenti per la protezione dell’ambiente, la logistica e l’intermodalita’, la formazione professionale, la compensazione dei versamenti a titolo di contributo del sistema sanitario nazionale sui premi assicurativi Rc e le deduzioni forfetarie delle spese documentate. Dalla CGIA ricordano che la stragrande maggioranza delle imprese coinvolte da questa misura e’ senza dipendenti (il dato sfiora il 70% del totale). Pertanto, queste micro imprese non usufruiscono nemmeno dei vantaggi fiscali introdotti dal Governo per l’anno in corso in materia di riduzione dell’Irap, grazie alle maggiori deduzioni concesse ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato. Secondo la CGIA, con questa riduzione dei vantaggi fiscali il Governo rischia di dare il colpo di grazia a questo settore che da anni versa in gravi difficolta’. Con i costi di esercizio piu’ alti d’Europa, gli aiuti di Stato servono proprio a colmare il gap che l’Italia sconta con il resto d’Europa, soprattutto per le aziende ubicate nelle aree di confine (Trentino Alto Adige,Veneto e Friuli Venezia Giulia) che sono sottoposte alla concorrenza “sleale” praticata dai vettori dell’Est Europa.

Print Friendly

Recent Posts

Leave a Comment