La corsa degli indipendentisti al voto in Catalogna

di REDAZIONE-
Il fronte secessionista catalano formato dai partiti che sostengono il referendum indipendentista del 9 novembre si è dissolto, ed ora ciascuna formazione difende la propria tabella di marcia, scrive “Abc”. Dopo il fiasco della consultazione, il presidente della Generalitat, Artur Mas ha proposto una lista unitaria delle forze indipendentiste per affrontare delle elezioni regionali plebiscitarie. I soci di Convergenza (Cdc) nell’alleanza Convergenza e Unione (Ciu) preferiscono però mettere immediatamente fine alla legislatura e non vogliono sentir parlare di una “dichiarazione unilaterale di indipendenza”. Per questo, spiega il quotidiano, stanno valutando una partnership con il Partito socialista catalano (Psc) per rompere con Sinistra Repubblicana (Er). Erc, dal canto suo, non vuole elezioni anticipate, perché punta a guadagnare territorio con le comunali di maggio 2015: l’indipendenza è la “conditio sine qua non” per concordare una lista comune.
Il coordinatore di Verdi-Sinistra unita e alternativa (Icv-Euia), invece, assicura che i due partiti non faranno mai parte di un lista con Cdc e ha concesso il voto libero sull’indipendenza, motivo per cui non può inserirla nel suo programma. Infine, scrive il quotidiano, Candidatura di Unità popolare (Cup) non pensa neanche minimamente a partecipare ad una lista congiunta con Ciu, ma opta per la disobbedienza civile e la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il panorama che si sta aprendo per la Catalogna, scrive “Expansion”, rientra in quello scenario sconosciuto che il presidente Artur Mas profetizzò prima della sospensione del referendum. La preoccupazione per le elezioni plebiscitarie e il processo decisionale unilaterale inizia a diffondersi tra gli imprenditori.
L’incertezza finanziaria circa la fine di questo percorso sta diventando una “paura palpabile”. Molte aziende ormai non sono più interessate a creare piani di emergenza, ma hanno iniziato a prendere delle decisioni concrete. Il motivo: il “piu’ che probabile crollo dell’economia catalana in caso di secessione”. Una decisione unilaterale di indipendenza, così “Expansion”, comporterebbe l’immediata uscita della Catalogna dall’Unione Europea, l’allontanamento dalla “protezione” da parte della Banca centrale europea (Bce) e la perdita della propria liquidità.
Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment