Stampa, politici, dove avete lasciato l’etica?

statoeticodi ROSANNA MARANI – Se non recuperiamo l’etica e la morale, la rinascita della società, non ci sarà. Solo tramonto per i nostri giovani che sono all’alba della loro vita. Noi, anziani, siamo colpevoli di immobilismo. E’ la pratica dell’etica che conduce una società alla presa di coscienza e di responsabilità della sua condotta e che regolamenta le convivenze e dunque è quella pratica che ci si attende dalla politica onesta e dunque è quella pratica che ci si attende dai media liberi e dunque è quella pratica che ci si attende da un governo attento ai bisogni materiali e spirituali di coloro che governa.

E’ l’etica allora che indirizza la morale dei cittadini. Insomma uno specchio in cui il cittadino che si sente tutelato sia dalla trasmissione di valori espliciti che contraddistinguono ed esaltano la cultura del bene comune sia dalla equità e dalla giustizia della applicazione delle leggi, riflette a sua volta, il proprio comportamento personale. L’etica necessita di modelli incorruttibili a cui ispirarsi e in cui ritrovarsi, la morale invece è la guida personale che insegna all’individuo diventata persona, a seguire quel modello. Dunque, se il modello è un esempio furbo, cialtrone, ipocrita, laido e di mero potere, chiaro che per emulazione della mediocrità esibita e solo apparentemente vincente, spinge l’uomo ad applicare la strategia del ladro per non sentirsi.. derubato.

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2 Commenti

  1. luigi bandiera says:

    Verissimo.
    Senza quei valori la societa’ umana l’e’ bel che morta: non serve un medico a farci su la diagnosi o la certificazione di morte avvenuta..!
    Pero’ e’ da tanto tempo che stanno lavorando per demolire sti valori.
    Partirono un po’ prima della presa della PASTIGLIA… oh kax, ho sbagliato: volevo dire BASTIGLIA. In Inghilterra (1640 in poi circa) con Oliver Cromwell… duro’ poco quella DISTRUZIONE ma fece proseliti in Francia quanto basta… perche’ rispuntasse per avviare il CAMBIAMENTO. Meglio DISTRUZIONE e non rivoluzione.
    .
    L’intento era di fare una rivoluzione, appunto, ma in effetti fu una DISTRUZIONE, DEI VALORI. Per tutti gli appunti.
    .
    Si, certamente, qualcosa non funzionava bene a quel tempo (1789 circa) ma ne segui un vero DEGUELLO tanto quanto se non peggio di quello che questi CITTADINI fecero. Dicevano per la legalita’, la uguaglianza e la fraternita’: BALLE..!!
    SUPER BALLE..! Il mondo d’oggi docet.
    .
    Tutto quel che era del passato veniva fatto passare sotto la LAMA CADENTE.
    E, CONTINUA…
    Certo, oggi la lama non cade piu’ ma i distacchi delle teste ci sono lo stesso e la societa’ cambia proprio per questo: l’intellighenzia piano piano si e’ ammalata.
    Chi puo’, oggi, trovarne l’antidoto..? La cura..?
    Se non si rimediera’ al male che hanno fatto le conseguenze di tale DISTRUZIONE sara’ da ridere, per non piangere.
    .
    Ieri:
    “La Rivoluzione francese scoppia nel 1789 e termina nel 1799.
    Vigilia della rivoluzione
    Nel 1789 in Francia la popolazione era divisa in:
    1) nobiltà,che aveva il monopolio delle cariche pubbliche e numerosi privilegi economici e fiscali
    2) il clero
    3) il terzo stato composto da borghesi, commercianti ed artigiani, proletariato urbano e contadini, che era lo strato più numeroso e vario della popolazione. ”
    Copiato qua: http://ripassofacile.blogspot.it/search/label/assemblea%20costituente
    .
    DITE, cari partigiani komunisti: e’ cambiato qualcosa..??????
    A me pare di no…
    Il monopolio delle cariche esiste ancora.
    Il clero pure.
    Il terzo stato, ma vala’, pure quello.
    Quindi..??
    TUTTO INUTILE.
    Siamo al punto di partenza e peggio, con l’intellighenzia molto malata e da curare.
    Sara’ dura rimettere le cose al loro posto, in ordine.
    Gia’, perche’ non siamo aiutati da nessuno (sono ammalati?) e in piu’ abbiamo l’incalzare degli INVASORI..!!
    .
    Se tutto andra’ bene saremo rovinati..!!!
    La BANDA DEI QUATTRO NON HA PIETAS…

  2. renato says:

    Giusto. Quindi: più rispetto reciproco. Quindi educazione civica insegnata seriamente nelle scuole.

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