Stamina, la lettera di un padre: ora che fine fanno i bambini?

cellulericeviamo e pubblichiamo
Cari media, vicini e lontani. No ho molte cose da dire, la vicenda la conoscete bene, anzi benissimo. Sono passati solo pochi mesi da quando nella vostra trasmissione, sui vostri giornali, era presente uno spazio dedicato all’argomento, dedicato ad ospitare famiglie, dedicato ad ospitare negazionisti e possibilisti. Da allora ancora altro è avvenuto, tanto altro e la questione è ancora aperta in questi giorni, anche se sembra orami scomparsa dai vostri interessi. Forse non farà più notizia o forse la notizia c’è ma non la si vuole guardare negli occhi.

Il tentativo di far sparire per sempre questa annosa questione sembra essere sempre sul punto di raggiungere il suo obiettivo se non fosse per l’intervento di alcuni medici e magistrati che, con sommo coraggio e resistenza, ancora tengono viva questa speranza, un barlume di speranza. Nuovo comitato scientifico, astensione dei medici, scambi di vedute e intimidazioni tra vari settori di potere, CSM, ordini dei medici, accuse tra ricercatori, denunce nazionali e transnazionali, insomma ancora tanta carne a fuoco solo negli ultimi mesi, con l’immancabile e palese intenzione della politica governativa, rappresentata dal nostro emerito ministro della salute, di chiudere la vicenda anche con un colpo di mano legislativo, presto, molto presto: forse in piena estate?.

E i pazienti? i bambini? quei 40 cittadini trattati fino a dicembre con il metodo Stamina? Fantasmi, come se non esistessero, anzi, come se non fossero mai esistiti. Stesso voi li avete avuti ospiti diverse volte, avete raccolto le loro testimonianze, avete appurato la loro serenità nel parlare di figli che stavano decisamente meglio, che non soffrivano come una volta, e che il trattamento stava apportando benefici, non dico felici ma un po’ più sereni. Oggi, dopo l’interruzione forzata di quei trattamenti, dopo l’ennesima trovata per bloccare le terapie in atto, l’astensione dei medici, ultima di una lunga serie di tentativi e di alibi, le famiglie, i piccoli pazienti, stanno perdendo gradualmente quei benefici, quei miglioramenti. E’ ritornata una sofferenza indicibile, difficilmente illustrabile, una straziante e lunga agonia contro cui ci si può solo difendere con un micidiale cocktail di farmaci utile solo a tentare di rallentare il corso della malattia ma con effetti collaterali devastanti: quello in cui il trattamento Stamina, invece, era riuscito e senza effetti collaterali. Oggi quei bimbi stanno peggiorando, Sofia, Joele, Celeste, Ginevra, Smeraldina e tanti altri che sono statti letteralmente abbandonati a se stessi; loro, in una sofferenza indicibile; le famiglie, nella disperazione di aver provato una cura, aver visto e constatato quanto faceva bene, e poi, l’essere stata loro negata, impedita. Cosa c’è di umano in tutto questo? Nulla. Quei bambini li avete conosciuti bene, , avete ospitato le loro famiglie, avete cavalcato l’onda della speranza insieme a loro, avevate promesso di starle vicino. Dove siete ora?? Dove siete ora che hanno più che mai bisogno di una voce? Abbiamo già pianto tante vittime innocenti in questa vicenda, quante ancora prima che qualcuno si preoccupi seriamente per questa sparuta minoranza di piccoli pazienti sfortunati?

Ridiamo voce a questi genitori che richiedono solo un po’ di umanità per i loro figli al di là del rispetto delle leggi e delle sentenze e senza entrare nel merito di vicende, che seppur scabrose, indecenti, incredibili, non hanno nulla a che fare con un diritto richiesto da queste famiglie, il diritto ad avere una possibilità.

Abbiate il coraggio di ridare voce a queste creature, abbiate il coraggio di voler veramente capire cosa sta succedendo, davvero. Fatelo voi un atto di compassione, quello di dare ancora voce a questi angeli e a queste famiglie se non altro per permettere loro, dopo anche gli ultimi eventi e le ultime evoluzioni della vicenda, di tentare ancora a scalfire qualche coscienza e qualche intelligenza che conta in questo Paese.

Non ho bisogno di indicarvi i loro contatti, li conoscete benissimo.

Vi lascio con una preghiera di Papa Francesco

Dove c’è la croce, per noi cristiani, c’è la speranza, sempre. Se non c’è la speranza, noi non siamo cristiani. Per questo a me piace dire: non lasciatevi rubare la speranza: Che non ci rubino la speranza, perché’ questa forza è una grazia, un dono di Dio che ci porta avanti guardando i cielo.

Grazie se risponderete a questo appello.

Un papà

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