Sta fascia tricolore piace troppo ai sindaci del Carroccio

di TONTOLO

I grandi capi della Lega Nord dovrebbero avvisare tutti i militanti, ma proprio tutti, se davvero han voglia di battersi per l’indipendenza, perché altrimenti questi rompono le righe e corrono a bardarsi come “madre patria” li vuole: con la fascia tricolore.

Oggi, è la volta  di un vero e proprio combattente italico, il sindaco di Grignasco (nel Novarese) – Roberto Beatrice, che sulla sua pagina Facebook mette questa foto come copertina… E’ in cerca di voti per essere rieletto, ovviamente si nota subito dalla “mis” indossata che il suo fine ultimo è l’indipendenza della Padania.

A Cittadella, il primo cittadino ha deciso di non vestire la fascia italiana per protestare contro Roma ladrona e alzare il vessillo della sua veneticità. E’ stato preso in giro da un comico del Pd. Sicuramente, Beatrice non corre pericoli di questo genere.

 

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9 Comments

  1. Grazie Tontolo hai scritto una cosa giusta, questi sindaci Leghisti ma molto militonti, si presentono ancor oggi a qualsiasi incontro ufficiale copme tutti gli altri sindaci di diversa idea politica. Io ho sempre pensato e scritto che non devono aver paura di mettersi la fascia del proprio comune, non perdono la poltrona ma diventono veri uomini e non schiavi di roma.
    Rinaldo Cometti

  2. gigi ragagnin says:

    che fine ha fatto l’ape car ? l’ha venduta ?

  3. luigi bandiera says:

    Ho vinto contro i potenti ed ho perso contro l’ignoranza.

    Purtroppo in certi posti ci vanno degli ignoranti perche’ lì dovrebbero sapere cosa significhi avere la trakolla a tre kolori. Non sono certo colori Benetton.

    Quelli si bagnano tutti nell’indossare i tre kolori.

    La LN che non richiama sti elementi e’ correa.

    Che fatica a fargli mettere almeno il fazzoletto verde a certi amministratori che vinsero grazia ai voti LN.

    Matteo DEVE dire qualcosa di leghista a ti forse militanti LN.

    E’ come vedere suore senza il loro vestito, divisa. Mettiamo che vestino alla conigliette… vuoi che il capo LN non gli possa dire ma suora, siamo in chiesa… kax.
    E poi al militonto che sbaglia..??

    Pare di si o di no che questi venga richiamato..?

    In pubblico poi e’ una ERESIA avere quel cordame a tracolla…

    Andiamo sempre peggio. Anzi, vanno sempre peggio.

    E’ come su RPL che parlano a volte come se fosse una emittente talibana.

    Non e’ Radio Vaticana che adopera tutte le lingue cconosciute. E’ locale per cui deve parlare come i LOCALI. GLI AUTOCTONI.

    Va ben, dai, il tutto e’ per i benedetti e stramaledetti SSKEI..!

    Non per altri skopi.

    PSM

    • luigi bandiera says:

      Pensate che nel mio paese il sindaco fa uno spot: beh, si vede piu’ il trikolore che l’uomo. Sindaco di maggioranza di pensiero LV-LN.

      Cosa volete e’ sindaco di tutti, si, i TALIBANI.

      Allegriaaaa………..

  4. manuela cardini says:

    Adesso, per il digiuno di potere e di poltrone, la Lega salviniana di nuovo parla di indipendenza, per attirare con lo specchietto le allodole (i gonzi). Dopo le elezioni cambierà di nuovo la musica. Si può starne certi.
    Se ha coraggio, Salvini proclami anche il referendum per l’indipendenza della Lombardia. Altrimenti vada a ciapà i ratt.

  5. Paul Brembilla says:

    che tristezza …

  6. Pol says:

    “Un paio di sere or sono un Pisapia riesumato da mesi di naftalina dialogava di indipendentismo con la ritoccata più nota della televisione. Dal nulla la Gruber ha posto la domanda delle domande: “Ma anche in Lombardia potrebbe attecchire il separatismo?” Il sindaco di Milano ha tranquillizzato tutti: la Lega è in declino, ha sgovernato per anni e anni, tutti hanno sotto gli occhi il suo fallimento totale, fine dei giochi. Risposta errata: l’indipendentismo, potentissimo in Veneto e che cova sotto le ceneri in Lombardia, si nutre proprio della metastasi leghista. La Lega è l’equivoco, il vero ostacolo nei confronti dell’indipendenza delle aree produttive del Paese. La sua parabola, da lobby del Nord a Roma a partito romano nel Nord, si sta ormai concludendo. Un quarto di secolo di Lega ha reso Lombardia e Veneto lande desolate, spremute, dissanguate e sull’orlo del collasso produttivo. Gli ultimi dieci anni – due lustri di Lombardia retta da un’asse di potere CL + Lega – hanno visto sparire dalla nostra regione 550 miliardi di euro, oltre un quarto del debito pubblico italiano globale. Attraverso una fatamorgana chiamata Padania, entità immaginaria che nasconde due decenni di immobilismo assoluto, la dirigenza leghista ha voluto affermare che tutto ciò che riguarda indipendentismo, federalismo, regionalismo, devoluzionismo, autonomismo è affare della piccola cerchia varesotta e dei loro lacchè a levante. Il segretario Matteo Salvini trama con i nazionalisti francesi, chiede a gran voce l’uscita dall’euro (come se per la Lombardia fosse più dolce esser rapinata in lire o in talleri) e si dichiara, per soprammercato, pronto anche a reclamare un referendum per l’indipendenza della Lombardia. Cosa che sarebbe evidentemente il bacio della morte, se non un semplice modo per trasformare in pagliacciata l’unica realistica via d’uscita dal declino italiano.”

  7. carla 40 says:

    Grazie, Tontolo (ma si puo’sapere chi sei?). Sappi pero’ che ci sono anche sindaci LEGHISTI che non solo si bardano con la fascia tricoloruta, ma hanno festeggiato solennemente i 150 anni della unita’ d’italia cantando con la mano sul cuore la marcetta di Mameli, quella tanto cara a re Giorgio. Altro che Va’ Pensiero, vuoi mettere… Il ricordo va a Cesarino Monti, compianto Sindaco di Lazzate, che preferiva i colori del suo Comune. Altra tempra!

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