SQUINZI: LA RIFORMA DEL LAVORO E’ UNA BOIATA PAZZESCA

di REDAZIONE

Giorgio Squinzi dà un giudizio severo alla riforma del lavoro che definisce “una vera boiata” ma da accettare perché “dobbiamo presentarci il 28 giugno al Consiglio europeo con una riforma approvata”. “Poi, aggiunge il presidente di Confindustria, spero ci sia l’occasione di tornare nel merito per dei correttivi”. Quanto alla crisi, conclude, c’è “una situazione di grande preoccupazione che si colloca in un quadro politico sconcertante”.
E rincara la dose: “Sulla riforma del mercato del lavoro e sul decreto per la ripartenza stiamo cercando di moderare i nostri toni, perché in un momento complicato non vorremmo aggiungere ulteriori complicazioni. Però la riforma del lavoro, come è stata fatta, è una vera boiata, ma non possiamo fare altro che prenderla così”.

“Ma ci allineiamo”
“Il momento è talmente difficile – sottolinea -. E’ chiaro che il testo cha va alla fiducia alla Camera non è quello che noi speravamo, però il momento è talmente difficile che ci allineiamo”, ma auspicando che “quando torneremo a discutere di questi problemi, si possano anche trovare delle soluzioni in tempi successivi”.

“Troppo rigore”
“I problemi grossi sono in Italia, altre aree stanno riprendendo un percorso di crescita – ha detto ancora Squinzi -. Il problema siamo noi in Italia perché abbiamo voluto rientrare dal deficit in maniera troppo rapida, sproporzionata alle nostre forze” sul fronte dei conti pubblici, deprimendo i consumi. Basta guardare, aggiunge, alla produzione dei rifiuti in Italia, che, dice, “è calata del 30%: questo vuol dire che gli italiani hanno veramente tirato la cinghia, non solo noi del settore edilizio. Tutti hanno meno soldi da spendere e il terremoto che ha colpito zone molto produttive del Paese ha fatto il resto”.

“E’ un momento veramente complicato, come tutti noi che abbiamo come riferimento il mondo dell’edilizia ben sappiamo – ha detto rivolgendosi all’assemblea degli industriali del settore dei laterizi -. Noi che facciamo chimica per l’edilizia abbiamo avuto un inizio d’anno veramente disastroso: una situazione di questo tipo nella mia azienda non l’avevo mai vista in 60 anni”, aggiunge riferendosi alla sua esperienza personale di imprenditore. E sottolinea: “E’ una situazione tipica di questo Paese, in altri non vediamo questi numeri”. E proprio sul settore edilizio, Squinzi ha detto che ha vissuto un inizio d’anno disastroso. “Il mercato italiano – ha avvertito – è in calo di oltre il 25%”.

“Quadro politico sconcertante”
La crisi economica continua a mordere e c’è una “situazione di grande preoccupazione e un quadro politico sconcertante – riprende -. Sono stato dal presidente del Senato, Renato Schifani e ho sentito preoccupazione per l’incertezza del quadro politico nel breve tempo. Ci auguriamo tutti che si possa superare questo momento senza ulteriori traumi”.

“Punto di svolta il vertice Ue del 28 giugno”
“Il momento è cruciale: sicuramente siamo in un momento decisivo. Il summit europeo del 28 giugno è un punto di svolta, la cartina tornasole della situazione – avverte il numero uno di Confindustria -. Sono stato a Bruxelles la settimana scorsa, noi siamo estremamente preoccupati, ma anche decisi a far passare un messaggio ai nostri politici, perché veramente si vada nella direzione di un’Europa più avanzata”.

Il leader di Viale dell’Astronomia ha poi commentato l’eventualità che Berlino possa puntare ancora i piedi davanti alle misure a sostegno della crescita, dicendo: “Sicuramente la Germania gioca un ruolo molto importante. Mi auguro che alla fine ognuno cerchi il colloquio e non si vada allo scontro”. Poi, facendo riferimento all’esito delle votazioni in Grecia favorevole all’Europa (pur con una parte rilevante non a favore), ha aggiunto: “Auguriamoci che in un momento così difficile il buon senso, la voglia di fare un’Europa più coesa, prevalga su tutte le altre considerazioni”.

“Sostegno al debito”
L’Unione Europea dovrebbe istituire un “meccanismo di sostegno” che intervenga sui debiti pubblici nazionali che superano la soglia del 60% sul Pil, secondo il presidente di Confindustria. I debiti nazionali oltre il 60% andrebbero “garantiti solidalmente dai 27 Paesi che formano l’Ue”.

“La politica faccia la sua parte”
Deve tornare una politica vera, ha sollecitato Squinzi, aggiungendo che un governo di tecnici non può governare per sempre. “L’Italia non può prescindere dalla politica, ha bisogno della buona politica, della politica vera – ha detto – che dia un futuro e che risolva il problema della crescita e della disoccupazione giovanile. Eravamo in una fase in cui non c’erano alternative a questo governo. Un governo di tecnici non può gestire a lungo il nostro Paese”.

Quanto a chi propone di uscire dall’euro e tornare alla lira, Squinzi ha detto che si tratta soltanto di “provocazioni, che da imprenditore non condivido e non accetto per il futuro. Noi dobbiamo restare nell’euro e arrivare in tempi ragionevoli alla creazione degli Stati uniti d’Europa. Anche perché oggi la sfida della competività non si gioca più tra nazioni ma tra grandi aree geografiche”.

“Sviluppo, decreto tutto da interpretare”
“Il decreto sviluppo è ancora tutto da interpretare – ha detto criticando il dl di Corrado Passera -. Quello che contesto è la mancanza di incentivi per la ricerca, innovazione e per lo sviluppo”. Il ministro Passera mi ha detto che aveva inserito dei capitoli per questo e che ci rimetterà mano. In generale il decreto è ancora tutto da valutare e bisogna capire se ci saranno delle variazioni nel dibattito parlamentare. Qualche idea valida c’è ma è ancora presto per dare un giudizio pienamente positivo”.

E Passera risponde: “Interverremo sull’innovazione”
“E’ una priorità, nelle risorse che troveremo, la destinazione verso l’innovazione”, dice il ministro Corrado Passera rispondendo all’invito di Squinzi a intervenire sul “discorso della ricerca” che, invece, “manca” nel decreto sviluppo. “Quello dell’innovazione – ha detto Passera – è un tema chiave per assicurare crescita alle nostre imprese. Non abbiamo ancora trovato risorse per finanziare un segmento più ampio di incentivi all’innovazione. Dobbiamo e vogliamo trovarle. E’ chiaro che non faremo iniziative che mettano a rischio gli obiettivi di finanza pubblica, però data l’importanza, come dice Squinzi, dell’innovazione nel nostro Paese, è una priorità”.

Fonte originale: http://www.tgcom24.mediaset.it

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Ok.
    E lui che provvedimenti prende in merito?
    Abbassa la testa dopo aver ringhiato a vuoto, ed esegue?
    Oppure organizza una protesta in merito al pagamento di tasse, e al sostituto d’imposta?
    Questo non è diverso da chi l’ha preceduto.
    Alle poche parole,anche giuste, non segue alcun che.

  2. max says:

    E’ da quando questo “governo”Berlusconi 4,che qualsiasi italiano,che sa far di conto inveisce contro questi incapaci,ma nonostante tutte le proteste,si continua su questa linea di tasse e solamente tasse,senza un idea di rilancio delle imprese.
    Per fortuna questo signore Squinzi è stato messo dai suoi colleghi al posto della suffragetta mercegaglia,e se dio esiste non c’è andato Bombassei.

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