Squinzi l’ha capita e frigna: “Stiamo morendo di tasse, basta incentivi”

di REDAZIONE

Dagli Stati Generali del Nord organizzati dalla Lega al Lingotto, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, lancia l’allarme: ”stiamo morendo di fisco”. E al governo offre la disponibilita’ degli imprenditori ”a rinunciare a tutti gli incentivi in cambio di una riduzione della pressione fiscale a carico di imprese e famiglie”. Commenta Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd: ”Meno tasse sul lavoro e abbassamento dell’Irap in cambio della cancellazione degli incentivi: quella indicata oggi dal presidente Giorgio Squinzi e’ una ricetta da sempre indicata dal Partito democratico, ma davvero Confindustria e’ pronta?”.

Positivo il giudizio del Pdl: ”E’ una proposta coraggiosa – osserva Maurizio Lupi, vice presidente alla Camera – il governo vada rapidamente in questa direzione anche con un decreto. E’ l’unica strada per dare una sferzata forte per la crescita. Il Pdl la sosterra’ con convinzione”. Davanti alla platea della Lega, il presidente di Confindustria spiega che ”parlare di questione del Nord vuol dire: dateci un Paese normale, non accanitevi sulle imprese. La pressione fiscale sara’ necessaria per raddrizzare i conti dello Stato, ma la maggior parte del peso lo subiscono imprese e famiglie”. ”Secondo il rapporto Giavazzi su 30 miliardi di incentivi – osserva – alle imprese private ne arrivano solo tre. Sono il primo a dire toglietele in cambio di una sensibile riduzione del carico fiscale”.

Il leader degli imprenditori cita anche un recente rapporto di Confindustria, secondo il quale ”l’incidenza della pressione fiscale sulle imprese e’ del 57% mentre in Germania e’ venti punti a meno”. Una critica particolare va all’Irap, ”imposta maledetta che colpisce chi mette piu’ cervello nel suo lavoro”. Squinzi parla di ”segnali positivi nel decreto sviluppo” (”ci sono senz’altro, ma bisogna realizzarlo”), e indica le priorita’ per fare ripartire l’economia: investire in ricerca e infrastrutture, ridurre i costi superflui e le spese delle Regioni. ‘Da imprenditore che gira per il mondo vedo che fanno tanti sprechi. Al di la’ di quelli che leggiamo sui giornali delle feste in costume anche nella promozione delle imprese nel mondo ci sono sprechi inconcepibili”. Il presidente di Confindustria concorda con molti dei dodici punti del manifesto della Lega, presentato dal segretario Roberto Maroni: riduzione della burocrazia, dei costi della politica, interventi per i giovani. Dice no invece ai contratti territoriali (”quello nazionale e’ ancora importante perche’ recepisce specificita’ e autonomia di categorie diverse”) e non lo convince la proposta di tagliare un milione di dipendenti pubblici nelle regioni non virtuose. Quanto al Monti-bis Squinzi auspica ”che un Paese di 60 milioni di persone, la settima-ottava economia al mondo, sia capace di esprimere con il voto popolare un governo capace di governare. Non faccio questioni di nomi – spiega – se Monti si presenta e raccoglie la maggioranza per me va benissimo”.

L’IDEA DI GIAVAZZI CHE PIACE A SQUINZI

Stop a 40 agevolazioni alle imprese con l’obiettivo di garantire un fisco piu’ leggero. Il dossier Giavazzi, che piace al leader degli industriali, Giorgio Squinzi, punta a rimettere ordine nel mare magnum degli incentivi messi in campo dai diversi governi, dal 1959 al 2006. La scure dell’economista colpisce piu’ pesantemente gli aiuti alle Pmi ma tra i tagli c’e’ un po’ di tutto: dal Mezzogiorno al degrado urbano fino agli incentivi per l’acquisto di strumenti per pesare o alla normativa su cave e torbiere. In tutto, secondo il dossier messo a punto dall’economista, le agevolazioni, che sono costate 36 miliardi nel solo 2011, potrebbero far incassare 10 miliardi di euro. Si tratta, spiega lo stesso economista, di ”un esercizio di stima basato su una serie di ipotesi, talvolta eroiche” ma che ”produrrebbe nell’arco di 2 anni circa un aumento del Pil dell’1,5%”. E che, dovrebbero servire, spiega Giavazzi nella relazione che ha consegnato a Monti, a ridurre il costo del lavoro (leggi cuneo fiscale) e non a finanziare altre spese. Cio’, viene sottolineato, anche per far si’ che i risparmi conseguiti ”tagliando i trasferimenti ad alcune imprese siano redistribuiti a tutte le imprese creando quindi un ampio consenso favorevole a questi interventi”.

Tutti gli stanziamenti a favore delle imprese confluiranno nel ”Fondo unico per l’incentivazione” presso il ministero dello Sviluppo e a vagliare sulle agevolazioni sara’ un Comitato tecnico che sara’ istituito e disciplinato da un Decreto del presidente del Consiglio. Stando al dossier, sparirebbero poi gli incentivi per le zone piu’ in difficolta’: un sussidio a un’impresa, si legge infatti nella relazione, e’ efficace solo se induce attivita’ addizionali, cioe’ non finanzia attivita’ che la societa’ farebbe comunque. Questi effetti addizionali sono piu’ evidenti per le attivita’ di ricerca e sviluppo ”ma solo per le Pmi e le start up” e invece ”non emergono per altri tipi di sussidio”, tra cui quelli per le ”aree in ritardo di sviluppo”. Aree dove, evidenzia tra l’altro Giavazzi nella sua relazione, e’ piu’ forte ”la possibilita’ che i contributi pubblici vengano intercettati dalle Mafie tramite la costituzione di imprese fittizie e la corruzione dei funzionari pubblici e del personale bancario”.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

7 Comments

  1. mario says:

    Siamo già in coma da fisco! Tra 3 mesi il decesso definitivo…AMEN! Chissà chi andranno a spolpare per garantire i privilegi agli statali….magari faranno una confisca forfettaria a qualcuno fuori dalla politica e senza santi in paradiso….

  2. Miriam Trevisan says:

    Squinzi è un povero idiota messo in quel ruolo per fare il giullare di corte.

  3. Paolo Romanello says:

    Molto deprimente ,capire che tutti, dico tutti gli esponenti della vecchia politica, si accorgono delle difficoltà che ha l’ Italia. Strano,molto strano, sarà mica la paura, di perdere il posto?Avranno mica paura di un certo M5S, mah? che dire, tutti dicono che sarebbe auspicabile un Monti bis, tutti loro, dubito che gli Italiani la pensino allo stesso modo. E il caro Passera, ha detto:” premiare le regioni virtuose,punire quelle che speculano e sprecano”, certo per coerenza, forse, dovrebbe dimettersi, qualcosa ,forse, ha speculato anche lui, o ,no? Bah! Un caro saluto a tutti! Paolo buon.

  4. Alberto Gramaccini says:

    Le tasse vi fanno morire? Sopravvivete pagando una volta per tutte la vostra quota di debito pubblico e così non ci saranno più storie. O no?
    Il problema sembra essere conoscere il creditore dal momento che al Ministero dell’Economia e delle Finanze non rispondono alla domanda diretta dopo che mi sono recato colà per pagare e hanno detto che non è possibile perché il debito è “astrattamente a carico del singolo cittadino.
    E alùra?

  5. Giacomo says:

    Dovete essere comprensivi con Squinzi. Solo ora capisce che lo Stato è un aguzzino perché lui è appena sbarcato sulla terra da Marte, dove ha trascorso gli ultimi trent’anni.

  6. Gian says:

    Sembra come per magia che tutti si siano messi a leggere l’imdipendenza, movimento libertario, rischiocalcolato, ecc… Ma andate tutti a cagare!

  7. riccardo says:

    E bravi ,sarebbe ora di smettere di foraggiare organizzazzioni e pseudo società costituite solo per intercettare finanziamenti con la scusa di aiutare e promuovere le imprese artigiane, Come ad esempio in toscana la società Artex dedita ormai da anni a incassare finanziamenti in nome degli artigiami sfigati per organizzare attività di promozione di cui nessuno ha mai valutato obbiettivamente l’utilita e il ritorno economico per le imprese artigiane stesse, Una cosa è comunque sicura: per questo tipo di organizzazioni il “ritorno” è immediato e garantito!!!!!!

Leave a Comment