Tra sprechi e concorsi pubblici: “Mai dire poliziotto”

di GIUSEPPINA CURRIERI

A proposito di sprechi e di concorsi pubblici truccati. Mai dire poliziotto. «Non solo non si può vincere un concorso pubblico, se non si ha la fortuna o la conoscenza giusta, ma quando si partecipa con oneri non indifferenti e lo si vince, spesso, esso rimane una chimera irraggiungibile, in quanto non si sarà mai chiamati a coprire quella funzione o quell’impiego pubblico al quale si ha diritto – spiega il dottor Antonio Giangrande, presidente della “Associazione Contro Tutte le Mafie”, e scrittore dissidente che proprio sul tema dei concorsi pubblici truccati ha scritto un libro. Uno tra i tanti libri scritti dallo stesso autore e pertinenti questioni che nessuno osa affrontare. Inoltre egli ha aperto un gruppo Facebook “Abolizione dei concorsi truccati e liberalizzazioni delle professioni” al fine di sensibilizzare sul problema ed aggregare tutte le vittime di un sistema marcio di cooptazione – Io stesso ho partecipato al concorso per entrare in Polizia. Primo tra gli idonei agli scritti, paracadutista, disoccupato con moglie e figli, ma nelle fasi di selezione psico-fisiche e attitudinale qualcosa di avverso è intervenuto. La stessa cosa mi è successa al concorso per diventare autista degli automezzi speciali dedicati ai magistrati. Negli scritti (test a quiz) tra i primi, nella fase successiva qualcosa di avverso è successa. Potrei farmene una ragione e dire che è colpa mia, ma non posso tacere quanto capita ad altri poveretti. Esempio è la testimonianza, una delle tantissime, di una ragazza vincitrice di un concorso truffa in Polizia. Testimonianza di cui si rende pubblico conto.

“Gentile Presidente, con la presente vorrei sensibilizzare la sua Attenzione per una questione che mi sta particolarmente a cuore. Il 17 Novembre del 1997 ho partecipato con tanto entusiasmo  al Concorso di cui sopra riportando un punteggio di 7.14, risultando quindi idonea alle successive fasi di selezione psico-fisiche e attitudinale. E’ stato denominato anche “Il Concorso delle BEFFE”: Siamo stati abbandonati e mai arruolati nel ‘96 pur essendo idonei, al Concorso di 780 Allievi Agenti Polizia di Stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie Speciale “Concorso ed Esami” nr.101 del 20.12.1996. Oggi anziché avvalersi di quella che è la nostra graduatoria, il Ministero dell’Interno continua a indire concorsi riservati solo ai VFP, SPERPERANDO ancora una volta DENARO PUBBLICO, rifacendosi all’articolo 16, comma 1 della Legge n. 226/2004 la quale cita testualmente: Dal 1° gennaio 2006 e fino al 31 dicembre 2020 i posti messi a concorso sono riservati esclusivamente ai Volontari in Ferma Prefissata (VFP) in servizio o in congedo. Ma che senso ha tutto questo? Esiste anche un gruppo su Facebook il quale è stato fondato al fine di raggruppare tutti quelli che come me, hanno visto violati i propri diritti e le proprie attese. Tale gruppo si chiama “ 780 Allievi Agenti Polizia di Stato”.

Vogliamo dare voce a quest’ingiustizia. 

 

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2 Comments

  1. caterina says:

    fatevene una ragione… inventate qualcosa che non sia Mafia di Stato: ogni lavoro onesto anche ritenuto umile è più dignitoso e, se ci riuscite, non perdete il vostro tempo a inseguire posti statali sulla base di graduatorie sempre più obsolete, sia perchè col tempo cambiano i parametri di base sia perchè la tendenza è di serrare le fila di quelli che già si sono posizionati, ma anche considerate che, quando finiranno i soldi per pagare gli stipendi statali, questi saranno i primi a saltare, non quelli delle caste… vedi Grecia.

    • Oskar54 says:

      Esatto. Aprite un negozio, una fabbrichetta, fate i fornai o gli idraulici insomma cazzo ANDATE A LAVORARE veramente chè siamo pieni di forestali poliziotti carabinieri finanzieri e compagnia mangiante a ufo.

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