Spread si, spread no: il Tassator Cortese tutto fumo e niente arrosto

di RODOLFO PIVA

Relativamente alla situazione economica dello stato italiano nel quadro più ampio europeo e mondiale si può osservare un aspetto veramente stupefacente e degno di nota.
Oltre agli addetti ai lavori che si occupano, professionalmente, di economia a vari livelli e modalità, c’è una pletora di personaggi: mestieranti della politica, portaborse, uomini di spettacolo, guitti, ballerine, nullafacenti ecc. ecc. che sulle diverse reti televisive si improvvisano conoscitori della materia: parlano e straparlano sollevando solo un gran polverone in presenza di un conduttore il cui primo obiettivo è di fare audience indipendentemente dal fatto che, quella montagna di chiacchiere, sia di qualche utilità per i cittadini italiani vessati dal Tassator Cortese (Mario Monti) e preoccupati per il loro futuro e quello dei loro figli.
Facciamo un passo indietro, a circa un anno fa. Nel novembre 2011, a fronte di uno spread che galoppava verso quota 500 ed una situazione critica per il governo Berlusconi a causa dello stato comatoso dell’economia, causato da Berlusconi stesso secondo i suoi detrattori e dalle sue vicende personali, il Cavaliere fece un passo indietro quando l’Inquilino del Quirinale “forzò la mano” imponendo un governo tecnico la cui formazione e composizione era avvenuta , tramando nell’ombra, molto prima che venisse resa palese la necessità per il Berlusconi di ritirarsi.
La cosa spassosa è il modo come il Tassator Cortese si presentò ai cittadini italiani. Monti si presentò come un uomo il cui quotidiano era muoversi nelle alte sfere dell’economia mondiale e delle banche traendone enormi soddisfazioni ma che, di fronte al “richiamo della patria in pericolo”, decise di accettare il ruolo di Presidente del Consiglio. Esattamente come un novello Lucio Quinzio Cincinnato che nel 458 a.C. , supplicato dai senatori, come racconta lo storico Livio, abbandonò il lavoro dei campi, dove sembra si divertisse tanto, per assumere il ruolo di dittatore a Roma al fine di risolvere una brutta situazione.
Questa rinuncia al brillante mondo dell’economia mondiale è stato ben ricompensato con la nomina a senatore a vita e relativa retribuzione a cui questo “Lancillotto dal cuore puro” ha ritenuto più conveniente non rinunciare nonostante, già nel periodo della sua nomina, le famiglie in difficoltà stavano crescendo in modo esponenziale insieme alla disoccupazione. Fulgido esempio di serietà, di etica e di sobrietà.
Dopo un anno di Governo Monti e della sua “terapia”, sembra che la situazione dello stato italiano sia significativamente peggiorata: disoccupazione in crescendo, aumento delle imprese che chiudono i battenti o si trasferiscono in Stati dove la tassazione non è da strozzini/rapinatori, aumento consistente delle tasse (IMU con nuova valutazione estimi catastali, IVA) ecc. ecc. Il debito pubblico è schizzato a quota 2014 mld di euro rispetto ai 1943 del gennaio 2012 e gli interessi sul debito, che lo stato italione dovrà pagare annualmente, con un trend in costante crescita, sono cosa da fare accapponare le pelle. Francamente non si comprende come, a fronte dell’elevatissimo numero di imprese che chiudono i battenti licenziando il personale, il Tassator Cortese possa continuare a parlare di “piani di sviluppo”. Anche chi non si spaccia per economista ma non è un somaro ha coscienza che, mentre le distruzioni si praticano in un giorno, la creazione di aziende/imprese richiede anni.
Non essendo un esperto ed attenendomi al vecchio andante milanese: “Offellee fa il tò mestee” (offellaio = fabbricante di offelle: schiacciatine fa il tuo mestiere) non mi dilungo sugli effetti negativi del Governo Monti perché questi sono ampiamente e quotidianamente trattati dalla stampa nostrana ed estera.
Aggiungo solamente che autorevoli economisti, riconosciuti tali a livello mondiale si sono espressi in modo assolutamente negativo verso l’operato di Monti. Cito solo un paio si esempi.
Il grande giornalista economico, che scrive sul Britannico Telegraph, Ambrose Evans-Pritchard, dopo una accurata analisi della situazione italiona ha dichiarato:”L’unico grande ostacolo è il Premier Monti che si è messo a capo di un gruppo di tecnocrati col golpe del 2011 dal cancelliere tedesco Merkel e dalla Banca centrale europea, tra gli applausi dei media e della classe politica d’Europa. Prima se ne va e prima l’Italia può fermare il declino verso la depressione cronica”.
Mentre il Premio Nobel 2008 per l’economia Paul Robin Krugman, professore alla’Università di Princeton, consigliere economico della Casa Bianca nel 1982-83 e che è qualcosa in più di un ex rettore della Bocconi scrive che: “la cura Monti ricorda i salassi del Medioevo, che invece di curare mandavano al creatore i pazienti”.
Ritornando a quanto accennato all’inizio sorge spontanea una domanda. Perché i media non organizzano tavole rotonde a cui invitare riconosciuti esperti di economia, a livello mondiale, magari con la partecipazione del Tassator Cortese, invece di raccogliere negli studi televisive cialtroni e ciarlatani che parlano a vanvera?
D’altra parte, come risulta chiarissimo per l’uomo della strada, quando in un ospedale si deve decidere se tagliare o meno una gamba ad un paziente affetto da grave patologia, si riunisce una equipe di chirurghi che esaminano il caso e prendono una decisione conseguente. Non mi risulta che siano interpellati: la portinaia, il postino, l’operaio metalmeccanico, la commessa del supermercato, la ballerina, il politicante semianalfabeta ecc. ecc.

*Segreteria Provinciale Milano- Unione Padana

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6 Comments

  1. Castagno12 says:

    Il quesito posto nella parte finale dell’articolo, trova una risposta scontata in base agli eventi e alla situazione dell’italia, un Paese “Agli Ordini”.

    Mario Monti è stato imposto, quale premier, in quanto persona priva di un elettorato che avrebbe potuto condizionarlo e limitargli l’entità e la varietà di tassazioni.
    Quindi Monti ha potuto impunemente procedere più spedito rispetto a quanto avevano fatto in precedenza Berlusconi e Prodi.

    I vari suggerimenti degli economisti e dei giornali stranieri (magari filo mondialisti) non vanno presi in considerazione.
    E’ tecnicamente impossibile aggiustare il sistema economico-finanziario dell’italia, cercando persone competenti e capaci.
    Neppure un GENIO dell’economia, nell’attuale contesto, potrebbe ottenere risultati positivi

    E’ urgente smantellare il sistema italia e la sua struttura balorda. Poi si potrà procedere di conseguenza.
    Per seguire questa via i più dovrebbero smettere di sostenere e di aiutare l’attuale Sistema del quale si lamentano.
    Che fare, in pratica ?
    Ho fornito dei suggerimenti anche l’altro ieri con un mio commento in coda all’articolo del 14.12. 2012 di Fabrizio Dal Col: “Nuovo record del debito pubblico: 2014 miliardi”.

    Abbiamo già parlato e scritto tanto.
    E’ il popolo che deve agire nel quotidiano.
    Tavole rotonde e anche quadrate ?
    Sì, con persone informate della TRUFFA: l’Avv. Marco Della Luna, Maurizio Blondet, Nino Galloni, Bruno Tarquini, Savino Frigiola, Macello Pamio, Salvatore Tamburo, Marco Pizzuti.
    Tutti questi conoscono perfettamente la vera fonte di ogni male. Al riguardo hanno scritto e pubblicato
    .
    Abbiamo un popolo disinformato che non ha voglia di agire e di cambiare le sue abitudini sbagliate.
    C’è un filo di speranza: SBATTERE IN FACCIA AL POPOLO LA VERITA’ !

  2. mr1981 says:

    Per il debito pubblico mi rifarei al valore del 31 dicembre 2011, che è poi anche quello del primo gennaio 2012: 1906.737 miliardi di euro. Così l’aumento in 10 mesi è di oltre 100 miliardi di euro…

  3. FrancescoPD says:

    ..la risposta?? finchè invitano a starnazzare i politicanti analfabeti per criticare l’operato del governo, qualunque idiota al governo sarà sempe visto come una cima.

  4. Vittore Vantini says:

    Da incorniciare !!!

  5. renato says:

    a voi che importa? state nella beata, ed inesistente, padagna

    • Rodolfo Piva says:

      Intervento da un lettore competente e ben documentato. Speriamo che durante le feste natalizie trovi il tempo di studiare un pochino ma, sopratutto, di capire ciò che legge

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