Viviamo in un paese per zingari. La legge del disordine

di MARCELLO RICCIzingari
Non c’è libertà senza ordine. La sporcizia nelle strade offende il diritto all’igiene. I mendicanti in strada sono un’ offesa al decoro e certificano il fallimento della socialità. Questo è diventato un paese per zingari.
La moda che lancia capi d’abbigliamento con strappi e rattoppi simulati scimmiotta altri costumi…. La gente che sui mezzi pubblici cittadini mangia durante il viaggio, pone i piedi sui sedili, scende da dove si sale e sale dove si scende, rende certo il quadro di una diffusa offesa all’ordine e la violazione del diritto a viverci, sola garanzia di libertà. Normale vedere persone sedute sui marciapiedi a mangiare, altre a lavarsi i piedi nelle vasche di storiche fontane, il tutto sotto gli occhi indifferenti di chi dovrebbe impedirlo. Meglio ignorare gli abusi tolleratissimi, dei veicoli.
Il tracollo è certificato dalle maglie larghe delle pene per i condannati e dalle maglie strette per chi è in attesa di giudizio. Mettere in libertà i ladri equivale a dargli licenza di rubare e agli assassini di uccidere.
Sorge a qualcuno il dubbio che l’attuale crisi abbia anche ragioni diverse dalle sole motivazioni economiche?
Considerare l’ordine come dettame costituzionale è il compito che qualcuno dovrà responsabilmente assumersi per difendere la democrazia ovvero i diritti dei cittadini, oggi visibilmente e continuamente disattesi, proprio in nome della stessa.

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