SPIONAGGIO INDUSTRIALE, GRANA ATOMICA FRANCIA-SVIZZERA

di CLAUDIO PREVOSTI
Le rivelazioni circa presunti casi di spionaggio che coinvolgono il colosso nucleare francese Areva e una società d’investigazione svizzera ha attirato l’attenzione sulle attività di “intelligenza economica”. Attività che si trovano in forte crescita, soprattutto a Ginevra.
In Svizzera, il piccolo, ma discreto, mondo delle agenzie specializzate nell’investigazione e nell’intelligenza economica si concentra principalmente a Ginevra. Nella città sul Lemano ha sede anche la società Alp Services, accusata di essere al centro di un’intricata vicenda di spionaggio aziendale, che vede coinvolto in primo piano anche il gruppo nucleare Areva, detenuto all’80% dallo Stato francese.

Secondo la stampa francese, l’agenzia d’investigazioni ginevrina è stata incaricata da alcuni dirigenti di Areva di condurre un inchiesta nei confronti di Anne Lauvergeon, presidente del gruppo nucleare fino al giugno dell’anno scorso, e suo marito, Olivier Fric, consulente nel settore energetico.

L’inchiesta era stata commissionata per appurare il ruolo svolto da Olivier Fric nel quadro dell’acquisizione di Uramin, un’impresa che gestisce una mina di uranio in Namibia. Per rilevare la società mineraria, Areva aveva sborsato 2,5 miliardi di euro nel 2007, una somma che si è rivelata in seguito sproporzionata.

Olivier Fric, sospettato di aver contribuito a gonfiare il valore di Uramin, era stato posto sotto sorveglianza dagli investigatori di Alp Services, i quali avrebbero utilizzati metodi illegali per condurre la loro inchiesta. Nel gennaio scorso, Anne Lauvergeon (nella foto) e suo marito hanno quindi sporto denuncia nei confronti della società d’investigazioni ginevrina.
L’ex presidente di Areva accusa ora alcuni suoi ex quadri dirigenti di spionaggio nei suoi confronti e afferma di essere stata vittima di un complotto, volto a farle perdere il suo incarico. Anne Lauvergeon, soprannominata “Atomic Anne”, era stata licenziata nel giugno 2011 dal governo francese.
Recentemente il capo della divisione mineraria di Areva, Sébastian de Montessus, ha confermato di aver ingaggiato Alp Services per indagare sull’esorbitante acquisizione di Uranim. Il dirigente del gruppo nulcleare ha tuttavia dichiarato di non aver concordato l’impiego di metodi illegali, quali le intercettazioni telefoniche.
Secondo il Journal du Dimance, Alp Services è inoltre sospettata di aver proposto ad Areva di infiltrare Greenpeace, Transparency International e Worldwatch, tre organizzazioni non governative (ong), che si battono in favore dell’ambiente e contro gli abusi sociali. Le ong hanno sporto a loro volta denuncia contro ignoti al procuratore di Parigi per far luce su questa vicenda.
Nel frattempo, l’avvocato di Alp Services, David Bitton, ha respinto le accuse, affermando che l’agenzia non ha pedinato nessuno e non ha eseguito intercettazioni telefoniche illegali.
Il caso Areva ha attirato l’attenzione sulle attività svolte dalle agenzie attive nel settore dell’investigazione e dell’intelligenza economica. Sempre più diffusa in Francia, Germania e nei paesi anglosassoni, l’intelligenza economica serve in particolare a tutelare le conoscenze tecnologiche della propria azienda o ad ottenere informazioni sulla concorrenza e sui mercati.
Sul territorio svizzero, in particolare nella regione ginevrina, vi sono attualmente una dozzina di agenzie che offrono servizi di questo tipo. “Sono piuttosto discrete, ma si tratta di un settore in crescita”, osserva Hélène Madinier, professore presso l’Alta scuola di gestione a Ginevra, che ha avviato un corso sull’intelligenza economica, o competitiva, nel 2010.
Secondo lo specialista Stéphane Koch, la concentrazione di queste agenzie a Ginevra è legata allo statuto internazionale della città sul Lemano, e alla folta presenza di ong e multinazionali. Ma anche ad una legislazione meno restrittiva. “Rispetto alla vicina Francia, in Svizzera vi è un quadro giuridico meno restrittivo per regolare questa professione. Gli attori del settore sono quindi più liberi di agire”.

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