Spesa pubblica: c’è chi la taglia davvero. Ma non è l’Italia

di GIORGIO CALABRESI

Da noi la spesa pubblica non si riesce a tagliare, ma altri Paesi, che pure stanno messi meno peggio dell’Italia, la riducono. Così la ‘mannaia’ dell’austerita’ si e’ abbattuta nuovamente sulla spesa pubblica britannica. Il ministro del Tesoro, George Osborne, ha annunciato ieri di fronte alla Camera dei Comuni una spending review per l’anno 2015-2016 da 11,5 miliardi di sterline che prevede tagli a gran parte dei ministeri, la fine degli aumenti automatici di stipendio per i dipendenti pubblici e un ‘tetto’ al costo dei sussidi. Il Cancelliere dello Scacchiere ha anche promesso investimenti in infrastrutture per 300 miliardi di sterline entro il 2020. Osborne ha definito tutto questo indispensabile per ridurre il debito pubblico, come gia’ fatto in passato dal governo a guida conservatrice. ”L’economia britannica e’ stata salvata sull’orlo della bancarotta e ora si sta passando dalla fase di emergenza a quella di ripresa”, ha aggiunto il ministro. Una per una ha poi snocciolato le riduzioni di budget che hanno destato forti polemiche fra l’opposizione laburista e i sindacati. Escono fortemente penalizzati i dipendenti pubblici. Medici, insegnanti e funzionari devono dire addio agli scatti annuali automatici che facevano salire il loro salario.

Sul fronte dei ministeri sono stati risparmiati la sanita’, l’istruzione e gli aiuti internazionali. Soffre comunque la Cultura, col budget ridotto del 7% e i musei che perderanno il 5% di stanziamenti. A sorpresa, invece, Osborne ha assicurato il restauro del campo di battaglia di Waterloo, in Belgio, in previsione del 200esimo anniversario della vittoria su Napoleone. Ridotto dell’8% anche il budget del Foreign Office, sebbene il ministro del Tesoro abbia sottolineato che si investira’ sulle ambasciate nei Paesi emergenti. Colpite anche le autorita’ locali: il ministero competente subira’ un taglio del 10% che si aggiunge a quelli precedenti gia’ massicci. Chi invece guadagna da questa spending review sono le agenzie di intelligence, fra cui la Gchq, al centro del Datagate per aver ‘spiato’, secondo l’informatore Edward Snowden, telefonate e attivita’ internet di milioni di persone. La Gchq, l’MI5 e l’MI6 riceveranno il 3,6% in piu’ dal governo a partire dal 2015. Attualmente possono contare su un budget totale di 1,9 miliardi di sterline. ”Sono indispensabili per difendere il nostro stile di vita”, ha affermato Osborne.

Cambiamenti in vista, invece, per il sistema di welfare, che permetteranno di risparmiare 4 miliardi di sterline l’anno. Sono previste regole molto piu’ stringenti per chi chiede i sussidi pubblici. Gli stranieri, ad esempio, dovranno dimostrare di parlare la lingua inglese prima di riceverli. Sul fronte degli investimenti ci sara’ il piu’ grande programma di ricostruzione della rete stradale negli ultimi 50 anni. Questo non ha evitato lo scontro in Parlamento. I laburisti hanno duramente criticato tutto il pacchetto del governo di David Cameron e promesso che se vinceranno le elezioni nel 2015 gli impegni presi verranno annullati. Molto chiara l’opinione dei sindacati sulla spending review. ”E’ un calcio nei denti”, ha detto un portavoce di Prospect.

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3 Comments

  1. ivan says:

    una cosa impossibile nel nostro paese!

  2. Dan says:

    Evidentemente questo Osborne, il posto che occupa, non lo deve al voto dei personaggi ai quali taglia lo stipendio ma, cosa assurda alle nostre latitudini, alle proprie capacità

  3. Giacomo Consalez says:

    Chi taglia l’iTaglia non sbaglia ®

    (altro che tagliare la spesa pubblica).

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