Esclusivo: i temi dei presidi bocciati e poi promossi in Lombardia. “Conoscienza, efficenza, prima inte prare”… “Lo zoccolo dei saperi” del preside “che scandesce i tempi”…!

di ENZO MICHELANGELIburocaticamente e prima inte prare

Non passa giorno in cui, sprezzanti del ridicolo, quasi tutti i tromboni mediatici del paese non tessano le lodi del nostro magnifico premier e del suo magnifico governo. Assistiamo ad una vera gara nel magnificare l’operato di Renzi e dei suoi ministri. Per i miei evidenti  limiti,  che non intendo oltrepassare, non voglio  occuparmi né tantomeno giudicare le “riforme” che il governo sta attuando. Ma, lavorando nella scuola pubblica come insegnante, vorrei riflettere  sui cambiamenti che si vorrebbero introdurre nella progressione di carriera dei docenti.

In un recente servizio, Il sole 24 ore proponeva questo articolo sull’ introduzione del merito come parametro per la progressione della loro carriera.

http://www.ilsole24ore.com/psu/notizie/2015-02-24/scuola-indennizzo-i-precari-081644.shtml?uuid=ABj8BjzC&fromSearch

Ora, è già abbastanza insopportabile lo stucchevole “paraculismo” della quasi totalità dei  media italioti, pronti ad celebrare il premier/messia di turno. Ma che lo faccia l’organo di Confindustria che, come non vederlo, ha dettato sin dal suo insediamento  l’agenda di questo governo, oltre ad essere insopportabile è, francamente, irritante.

La progressione dei docenti

Dunque, nel decreto scuola dovrebbe essere inserito il tema della progressione dei docenti, non più interamente legata  all’anzianità di servizio. Tutt’altro, l’anzianità peserà soltanto per il 30%, mentre il rimanente 70% sarà determinato  dal merito.

A parte il fatto che decidere gli stipendi di una categoria di lavoratori  e il loro status giuridico con un decreto legge  è una follia, non si capisce quale necessità e/o urgenza spinga in questo senso. Per fortuna lo ha capito pure Renzi che, dopo il CdM del 3 marzo pare voglia presentare un ddl sulla questione.

Il blocco illegittimo

A parte il fatto che sul quotidiano si  dimenticano di scrivere che il contratto della scuola è scaduto da 6 anni e che la progressione di carriera di moltissimi insegnanti è stata interrotta con il blocco, illegittimo perché contrattualmente stabilito, delle annualità 2010-2011-2012-2013 (in parte, successivamente, ripristinate)…

A parte quanto detto, gli entusiasti  non affrontano, così come non lo affrontano il ministro  e i suoi sottosegretari, il nodo centrale della questione.  Chi deciderà e sulla base di quali criteri stabilirà se un docente merita o no?

E’ sacrosanto premiare i più meritevoli, ma è altrettanto onesto  stabilire subito chi e come giudicherà il merito.

E allora, spontaneamente viene da pensare al dirigente scolastico. Ma, mi domando e vi domando, esistono oggi in Italia le condizioni che permettano ad un dirigente scolastico di svolgere questo gravoso compito? Siamo sicuri che i dirigenti scolastici posseggano quella solida competenza che consenta loro un così delicato compito?

Vediamo un po’ il concorso dei “meritevoli”…

A giudicare dalla lettura degli elaborati di parecchi candidati, prima bocciati e, successivamente,  resuscitati, dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici svoltosi in Lombardia sembrerebbe di no.

I presidi promossi: sucessivi, somersa, necesità..

A prima vista le prove seguenti non appaiono terribili. Ma, francamente,  come è possibile che la seconda commissione del Concorso per dirigenti scolastici DDG 13 luglio 2011, nominata a seguito della sentenza n. 3747/2013 del Consiglio di Stato abbia sorvolato su un’infinità di errori ortografici e non solo ribaltando il giudizio della prima.

Prendiamo ad esempio il candidato 1: ha sbagliato quasi tutte le doppie: “sucessivi, somersa, necesità”, la chiarezza espositiva è da terza media e scrive “prima inte prare” invece di “primus inter pares”. A fianco, alcuni errori tratti dalla scheda redatta dai docenti promossi e poi bocciati alla seconda correzione dei testi.prova2

Ebbene, il suo voto da 5/21 è schizzato a 21/21 e, oggi, è dirigente scolastico in Lombardia.prova1

Ed ecco altri errori che sono stati schedati e catalogati nello stesso componimento del candidato promosso a preside lombardo.prova3

Il candidato 2, da parte sua,  scrive “conoscienza, efficenza” e vaneggia di “zoccolo dei saperi”. Il suo voto da 10/21 è passato a 21/21. Il candidato è collocato nella graduatoria di merito è, probabilmente, a settembre, sarà dirigente scolastico.prova4

Ma allora, hanno un senso tutti questi vaneggiamenti sulla meritocrazia? Tutti questi soloni che sproloquiano per professione hanno contezza del fatto che nel bel paese  assistiamo quotidianamente all’abolizione della meritocrazia, che la selezione per meriti è stata definitivamente  sostituita da quella per cooptazione collusiva, dal nepotismo e dal familismo lasciando strada aperta a sudditi, cortigiani e giullari e che a tutti gli altri tutto è precluso?

Lascio a voi la risposta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

di STEFANIA PIAZZO

Prima li bocciano allo scritto del concorso per dirigenti scolastici nel 2011 e poi, dopo ricorsi e controricorsi, facendo appello contro una presunta trasparenza delle buste, si insedia una nuova commissione. E nel 2013, ben 96 dei promossi vengono bocciati, al loro posto entrano nuovi promossi… Abbiamo la posssibilità, grazie allo scrupoloso lavoro di ricerca e ricorrezione degli esclusi, di mostrare i passaggi esilaranti di due tra le tante prove finite nei dossier degli esclusi.

Questi due candidati stati promossi, 21/21. Uno è già preside, l’altro lo sarà a breve. Commettono errori per i quali in terza media non si supererebbe la prova d’esame. E allora, come mai sono stati promossi? Forse le  prove dei 96 esclusi erano peggiori?

Questi due nuovi presidi, secondo la riforma Renzi, dovranno valutare il lavoro degli insegnanti. Ma vi immaginate che razza di rapporti scriveranno per spiegare che è stata raggiunta la “conoscienza” in “matera d’istruzione”, visto che il dirigente scolastico “scandesce” i tempi della scuola?

Nessuno si indigna? Magari il governatore lombardo? O il ministro Giannini? O lo stesso Renzi che invoca la meritocrazia? O, magari, il provveditore regionale lombardo? La commissione esaminatrice indicata con DDG 13 luglio 2011, nominata a seguito della sentenza n. 3747/2013 del Consiglio di Stato ha nulla da dire? Ce li spiega questi errori passati in cavalleria?

Ed ecco alcuni stralci dall’originale del candidato 1…. Compito “in bella”, si noti bene!

In materia di… si scrive: “in matera di”:in matera di...

La Comunità europea per il preside bocciato e poi promosso è la “Comunità Europera”:comunità europera

Ad un certo punto del componimento promosso, appare (lo si vede cerchiato, come gli altri errori che seguono)  tra le prime righe un “per cui” buttalo lì… A seguire c’è un bel “improvisamente”, più già ancora un bel “che l’Europa venisse somersa”… e, più giù ancora, uno strepitoso “la necesità”…necesità

Infine…. learnig! Seguito da un posiamo e succesivi…:learnig..posiamo..succesivi

E poi l’esame diventa il gergale “R’esame di”…:

r'esame di...

Ci sorprende anche con “dellinate le conoscenze”:dellinate le conoscenze

E anche con la “difusione delle lingue”:

difusione delle lingue

Ma si legge anche di “programi per lealizzare”… anziché programmi per realizzare…:programi per lealizzare

Ma forse l’apoteosi c’è nel leggere…. “burocaticamente”, “il cui il preside” e “prima inte prare”, anziché primus inter pares. Stupefacente! Un trittico:

burocaticamente e prima inte prare

Seguito da “excursus storiche”:excursus storiche

Non mancano le funzioni “dellegate” e “l’offerta normativa”…:dellegate

Poi ci sono “in maniera di” anziché in materia di.. e anche “istituzioni scolastice”:

istituzioni scolastice

Dal “punto di vista finaziario”:dal punto di vista finaziario

“Modalità di programazione”:modalità di programazione

“Sopratutto…”  e degli inspiegabili “cittadini nazionali”:sopratutto e cittadini nazionali

“I programi ministeriali”: i programi ministeriali

“Cuturale” e… “sigole istituzioni”…:cuturale e sigole istituzioni

“dei quadi di riferimento”:dei quadi di riferimento

L’istituto scolastico con “indirizo amministrativo…”:istituto con indirizo

Da “riusito” a … “stakehoder”: riusito... stakehoder

Poi… “risuta fondamentale”: risuta fondamentale

… “agli altri istituto”: agli altri istituto

E questa volta da sopratutto si passa a “soprattuto”: soprattuto

Passiamo al candidato numero 2 preso in esame….

Subito, la prima riga dello scritto promosso all’esame, ci stupisce con effetti speciali: “le conoscienze”! Ecco qua, come esordio non è male:conoscienze

Ma poi c’è straordinaria intuizione dello….”zoccolo dei saperi”:

zoccolodeisaperi2

zoccolo dei saperi

Ma la recidività su alcuni dittonghi fa di nuovo capolino nel tema vincente: e così si legge che… “L’obiettivo più significativo e (verbo essere non accentato) condurre gli alunni ad acquisire (manca l’articolo “un”) metodo di studio autonomo e flessibile che conduca alla conoscienza”. Ecco il corsivo stralciato dallo scritto bocciato al primo giro e promosso con 21/21 al secondo giro dalla nuova commissione. Complimenti: l'obiettivo più significativo e... conoscienza

Ma non mancano le sorprese, le connessioni singolare-plurale sono un optional:

“All’interno delle conoscenze disciplinari si dovrà  delineare le competenze attese ….”: All'interno delle conoscenze

Nuovi colpi di scena, qui manca la “i” di efficienza, però il dirigente “socializza… lo schema”!: “Il Dirigente scolastico nel rispetto di criteri di efficacia, efficenza,  trasparenza ed economicità prepara, propone, condivide e socializza il seguente schema di progettazione del POF…”: Il dirigente scolastico...efficenza

Ma si va oltre: “Il dirigente scandesce tempi e …modalità di attuazione del POF attraverso sia l’organigramma che il calendario specifico delle attività didattiche”: Il dirigente scandesce...

E che dire dei “documenti contabili obligatori”? l'inserimento... obligatori

E, per chiudere, una banale ripetizione. “I dati devono essere resi pubblici in modo chiaro in modo da rispettare”. Massì, che volete che sia, basta ribadire il concetto…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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19 Comments

  1. Guido Boncristiani says:

    Sono le conoscenze all’interno delle commissioni che permettono di superare le prove; buste trasparenti o meno. La spiegazione è semplice. Bocciato la prima volta e promosso la seconda, perchè aveva l’amico nella nuova commissione; promosso la prima volte e bocciato la seconda, perchè aveva l’amico nella prima, ma non nella seconda. Più fortunati coloro che avevano l’amico sia la prima che la seconda volta. Il merito non esiste. Carlo Rubbia, premio nobel per la Fisica, è stato bocciato al concorso per ricercatore universitario di Fisica all’Università di Lecce.

  2. michele says:

    …o a chi non ce l’ha fatta perchè non se lo meritava di avere diritto ad averne uno… ripeto: anche tra i 96 ci sono immeritevoli
    nessun livore, sono solo un docente che ama la scuola
    volevo solo dare un contributo per presentare tutta la vicenda: un grande schifo
    la legge, alla fine, per evitare che si continui all’infinito con ricorsi e controricorsi, farà entrare tutti, anche quelli non meritevoli
    ma i non meritevoli si trovano sia tra i promossi alla prima correzione e poi bocciati (i famosi 96), sia tra i bocciati alla prima e poi promossi, come voi mostrate
    e i responsabili di questo schifo non pagheranno mai… chi mai saprà chi ha scelto e ordinato quelle maledette buste? chi mai pagherà per quei cambi poco chiari di sede per l’apertura e il reimbustamento degli eleborati che giustamente voi denunciate? chi pagherà per le spese di questi processi? chi rifonderà i danni morali ed economici dei meritevoli esclusi?
    intanto la scuola va male… e noi docenti saremo nelle mani di questi ignoranti
    grazie per lo spazio che mi avete accordato

  3. michele says:

    e cmq visto le poche entrature dei 96 nel ddl sulla scuola l’art. 7bis dà la possibilità al ministro di ripescare anche gli esclusi in base ad una sentenza amministrativa
    il che vuol dire che se i 96 ricorrenti avranno ragione dal tar e poi dal cds i nuovi esclusi saranno ripescati, ma se invece tar o cds daranno loro torto, saranno i 96 ad essere ripescati
    alla fine tutti saranno dentro (ah, già, perchè non ci sono solo i 96 a fare ricorso…)
    ma non c’entrano le entrature, no, è vero: è per autotutela…

    • Stefania says:

      Mentre per gli asini promossi solo una verifica di fine anno, dice la legge. Come dire, non è successo niente. Ma non è la stessa cosa…. Proprio le entrature consentono a chi ce l’ha fatta senza merito di restare al proprio posto.

  4. michele says:

    io mi rifaccio ad una sentenza, che fino a prova contraria fa testo: le buste erano trasparenti
    e se qui si sta dicendo che in Italia c’è del marcio, non vedo perchè chi ha passato la prova alla prima correzione con le buste trasparenti dovrebbe essere considerato assolutamente nel giusto
    qualche dubbio anche su di lui non ci potrebbe essere?
    io ho visto una prova di una candidata passata alla prima correzione e poi bocciata, che non sapeva neppure il nome dei vari ordini di scuola…
    di questa, che fa parte dei 96 cosa dovrei dire? voi cosa direste? non è al pari di quei candidati di cui pubblicate gli scandalosi errori?

  5. michele says:

    a me invece viene da chiedere: va bene con l’accesso agli atti avere i compiti dei promossi alla seconda correzione, con tanto di relativa griglia di correzione/valutazione
    ma la griglia della prima correzione com’è che e in possesso di chi scrive?
    forse per qualche conoscenza in certi uffici? e se è così: quale credibilità avrebbe uno che si lamenta (giustamente) dello scandalo di chi viene promosso senza merito, ma per farlo utilizza le proprie entrature? se uno del genere fosse stato promosso io penserei male… se usa metodi poco puliti per denunciare gli altri figuriamoci cosa serebbe capace di fare per passare il concorso…
    ricordiamoci che i 96 promossi srano stati giudicati da commissari che potevano sapere chi erano perchè le buste erano trasparenti…
    se uno ha certe entrature che gli passano le griglie della prima correzione potrebbe avere le stesse entrature che spingono i commissari a fare altro

    • Stefania says:

      Nessun mistero, amico “Michele”. Tutti e i 96 esclusi hanno in mano le prove avendo fatto accesso agli atti. Non sono “entrature”, è la legge sulla trasparenza. Pensi quante “entrature” invece chi passa senza conoscere la grammatica. Se le “entrature” fossero state così importanti da parte di chi è stato escluso, secondo lei avrebbero rifatto le correzioni con nuovi criteri? Infine, amico “Michele”, lei è così certo che le buste fossero trasparenti? Ha letto le perizie dei tecnici del tribunale? Infine, ma non ultimo, molto ci sarà da dire, e ancora non è stato scritto, sulle sedi in cui è avvenuta la riapertura delle buste con gli elaborati. Non una sede, macchè. Più sedi. Prima si è iniziato in una sede poi alla presenza di alcuni dirigenti, poi “scusate, c’abbiamo ripensato”… Di nuovo l’operazione in un’altra sede ritenuta forse più idonea. Pensi quindi che entrature…. per quelli che volevano, chissà… assicurarsi che tutto andasse per il meglio! E che dire sulla legge che, se passerà, consentirà anche a chi vince il ricorso, di non vedere espulso chi immeritatamente lo ha passato? Si rilegga l’indipendenzanuova. Lei questa come la chiama, “entratura” o logistica ministeriale?

  6. alfercap says:

    Sembrerebbero tutti…..non altoatesini…..spero che i gabbati si rivolgano alla magistratura. E’ ora di estirpare questo cancro. Al sud gli studenti vengono omaggiati di voti gonfiati…..poi diventano insegnanti e fregano i posti qui al nord. Improvvisamente diventano severi e stangano gli studenti. Così il ciclo si può ripetere all’infinito. DA VOMITARE

    • Stefania says:

      Caro amico, questa volta non si può parlare di questo fenomeno. Tutto si è svolto al Nord, tra insegnanti del Nord. La vicenda insomma mette in discussione altri principi.

  7. Giancarlo Pagliarini says:

    Incredibile. Pazzesco!

  8. Enrico says:

    Vera l’ipotesi che la quasi totalità dei concorsi italiani venga taroccata e che nel caso ciò, malauguratamente, non si verifichi, vi sono vari modi per un aggiustamento succcessivo, ne deriva che un intero organigramma dirigenziale (partendo dalle più alte cariche istituzionali ad arrivare al più infimo dei passacarte amministrativi) dovrebbe essere sovvertito ed azzerato per avere una seppur minima possibilità di uscita da questo letamaio.
    Chi mai, selezionato con questo sistema distorto, saprà mettere in opera comportamenti virtuosi che contrastino la volontà e l’ideologia del burattinaio che sta sopra? Da aggiungere che una tale cooptazione non è mai destinata alle menti migliori, ma solo alla mezzecalzette, a coloro che sono dotati di un QI di poco superiore al limite del subumano, o che scientemente hanno venduto il culo e l’anima all’altrui convenienza. Per i soldi e per un’illusione di potere si farebbe qualsiasi cosa: anche vendere la mamma e i figli.
    Ergo dal letamaio sono si uscirà mai: tutti omologati (chi adepto ad una parrocchia, chi all’altra, chi ad un libro ottocentesco e chi ad un grambiule, ….)
    Nessuna “ipotesi di un’isola”, nessuna “porta girevole” che ci possano offrire un’uscita all’aria aperta, liberandoci del fetore di questa Italia, nata male nell’800 e cresciuta ancor più stortignaccola e malaticcia nel ‘900, affetta di numerosi morbi e assediata da spregevoli parassiti, che la scabbia al loro confronto appare una deliziosa compagnia! Essere onesti, in questa terra di mezzo, è solo sinonimo di coglioni

  9. Rosa Vallone says:

    Questi dovrebbero essere i futuri dirigenti destinati a scegliere gli insegnanti !!!!

  10. Francesco says:

    E chi risarcire i danni causati ai 96 eslusi che dopo aver vinto il concorso sono stati superati dagli asini?

  11. Paola says:

    Vergogna, vergogna , vergogna. Queste sono persone che hanno rubato il posto a dei meritevoli………che Italia di M……..

  12. Dan says:

    Beh dai, “Europera” ci può anche stare. Per essere felici di stare nell’euro bisogna essere quanto meno dei consumatori abituali di pere, non il frutto…

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