Passa alla Camera la prima revisione delle spese dello Stato

di REDAZIONE

Ok della Camera alla conversione in legge del dl sulla spending review. Il provvedimento, che scade il 7 luglio, ora torna in Senato per il via libera definitivo Sono stati 387 i voti favorevoli, quelli contrari 20, gli astenuti 47.

Quella sulla spending review non è una nuova manovra e non c’è necessità di fare una manovra aggiuntiva. E’ quanto sottolinea il premier Mario Monti prima al tavolo con gli enti locali, poi nell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. E spiega che l’intervento sulla spesa è diviso in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio e al Tesoro. La seconda sta per partire con il dl in discussione. La terza arrivera’ tra qualche settimana con un altro dl per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. Il governo, precisa il premier, è contrario a tagli lineari fatti con l’accetta.

Nella spending review sarebbe previsto anche il taglio del 20% dell’organico dei dirigenti della P.A. e del 10% dei dipendenti. Lo riferisce dal viceministro all’Economia Vittorio Grilli ai rappresentanti degli enti locali nel corso della riunione a Palazzo Chigi con il governo. Agli esponenti delle parti sociali il ministro della Pubblica amministrazione spiega poi che la riduzione degli organici sarà fatta dopo la verifica delle piante organiche. Solo dopo sarà infatti possibile selezionare e modulare l’intervento di riduzione attraverso la mobilità di due anni.

VERSO INTERVENTI PER 3 MLD IN SANITA’ – In sanità si va verso un intervento per 3-3,5 miliardi da qui al 2014, che diventano 8-8,5 miliardi se si sommano ai 5 miliardi di tagli già previsti per il prossimo biennio dalla manovra di luglio 2011. Secondo quanto si apprende, le misure per ottenere questi ulteriori risparmi si starebbero ancora limando e potrebbero puntare, oltre che sulla stretta sull’acquisto di beni e servizi, già prevista e che verrebbe in parte anticipata già al 2012, anche sul sistema di sconti sui farmaci acquistati dal Ssn.

MONTI, NON E’ UNA NUOVA MANOVRA – L’operazione di spendig review non è una nuova manovra di finanza pubblica ma un’operazione strutturale per evitare che tra ottobre e dicembre si debba aumentare l’Iva, e per fare questo servono 4,2 miliardi. E’ quanto afferma Monti nel corso dell’incontro con le Regioni e gli enti locali. Nessuna manovra ulteriore: non c’é la necessità di fare una manovra aggiuntiva. Lo aggiunge il premier aprendo il tavolo con le parti sociali.

La spending review servirà a eliminare gli sprechi senza ridurre i servizi, aggiunge il presidente del Consiglio. Secondo il premier la logica della spending review si contrappone ai tagli lineari, guardando alla priorità più alte. Per evitare che tra ottobre e dicembre si debba aumentare l’Iva servono 4,2 miliardi, spiega il presidente del Consiglio, aggiungendo subito dopo che però si sono aggiunte due esigenze: il tema degli esodati e il terremoto che rendono la cifra di 4,2 miliardi molto più alta.

ANGELETTI,SE SOLO TAGLI SARA’ SCIOPERO GENERALE – “Non credo si possa evitare lo sciopero generale se ci saranno solo tagli lineari” come quelli annunciati sui pubblici dipendenti. Lo afferma il segretario della Uil, Luigi Angeletti, uscendo da Palazzo Chigi. Siete soddisfatti? “No”, replica.

Angeletti, al termine del confronto con il Governo, spiega che “hanno annunciato anche intenzioni che condividiamo, tipo accorpare le province oppure rivedere i costi per gli acquisti. Ma sono solo buone intenzioni, non dicono come lo faranno”. E sul taglio dei dipendenti della P.a. il leader della Uil aggiunge: “noi abbiamo detto che che siamo disposti a discutere ma loro si sono rifiutati di farlo. Temiamo che alla fine, banalmente, saranno solo tagli lineari”. Sulla tempistica dell’intervento sul pubblico impiego aggiunge: “ci hanno detto che faranno valutazioni sulle varie amministrazioni e poi ci sarà l’esito. Ma è talmente complicato che alla fine la cosa più semplice sarà fare i tagli lineari”.

CAMUSSO, GOVERNO RETICENTE E CRIPTICO – “Abbiamo trovato un governo reticente e criptico nel dire cosa intende mettere nel provvedimento che farà venerdì. Questo ci ha preoccupato”. Così il leader Cgil, Susanna Camusso, al termine del tavolo sulla spending review, dando un “giudizio negativo” sul metodo e sul merito. E sottolineando il taglio lineare al pubblico impiego.

“E’ evidente che se il governo pensa di procedere al taglio degli organici e alla riduzione dei servizi getta benzina su una situazione molto difficile”, aveva detto la leader della Cgil poco prima dell’incontro con il governo, avvertendo: attenzione al “conflitto sociale”. “Stiamo procedendo ad una mobilitazione unitaria, che deve continuare. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti che pensiamo che bisogna usare anche lo sciopero generale e pensiamo il tema di quello sciopero si chiami lavoro e creazione di lavoro perché questa è la risposta di cui ha bisogno il Paese”.

CAMUSSO, PER PA DEROGA FORNERO A 2013 – “Si è detto che si può mantenere la norma precedente per un periodo che va fino al 2013”: così il leader della Cgil, Susanna Camusso, riferisce della possibilità di deroga alla riforma Fornero per gli esuberi della Pa che matureranno entro il 31 dicembre 2013 i requisiti per andare in pensione con le vecchie regole.

GRILLI, ITALIA SORVEGLIATA SPECIALE UE – La decisione sulla spending review è urgente e dovrà essere portata a termine entro questa settimana, anche per l’attesa da parte di Bruxelles e in questo senso l’Italia è sempre sorvegliata speciale a livello europeo. E’ quanto ha detto il viceministro all’Economia Vittorio Grilli, durante l’incontro con gli enti locali.

BONDI, SI VUOL FARE DI PIU’ SPENDENDO MENO – Con la spending review si vuol fare di più spendendo meno: lo ha riferito il commissario Enrico Bondi nel corso dell’incontro tra Governo e Enti locali. La revisione di spesa sarà parametrata a linee mediane di virtuosità, ha aggiunto, e frontiere di efficienza basate su spese pro-capite e e servizi con prezzi benchmark. E’ poi anche necessario fare leva su centrali di acquisto locali.

GRILLI, NECESSARIA PROFONDA REVISIONE P.A. – “Data la scarsità delle risorse è innegabile che l’amministrazione pubblica necessiti di un profondo lavoro di efficientamento e di razionalizzazione”. Così il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera. “Se il governo ha agito attraverso un decreto legge” nella riorganizzazione delle agenzie fiscali e complessivamente delle articolazioni territoriali del ministero dell’Economia “é perché ritiene che ci sia una vera emergenza nel ridisegnare la macchina dello Stato”, spiega il vice ministro. “E’ necessario un servizio superiore con un utilizzo di risorse minori. E’ una spending review di lungo periodo”.

TARIFFE: MONTI, VERIFICA INVESTIMENTI INFRASTRUTTURE – ”Verificare in che modo i meccanismi di determinazione delle tariffe incentivino l’effettiva realizzazione degli investimenti da parte dei gestori”. Lo scrive, a quanto apprende l’ANSA, Mario Monti in una lettera inviata a ministeri competenti e Authority in merito alle ”tariffe per i servizi erogati” nei servizi.

“Il governo non intende impingere nel merito delle scelte tecniche dei vari organismi ma limitarsi a indicare gli obiettivi e le priorità delle politiche industriali che intende perseguire”. E’ un altro passo della lettera.

BERSANI INSISTE, NO TAGLI AL SOCIALE – “Non conosco ancora i contenuti dell’operazione ma ho chiaro il criterio: sono d’accordo sulla spending review, ma non sui tagli al sociale…la differenza sta in questo: è giusto abbassare costi di una siringa ma non tagliare il posto di un infermiere. E’ un beneficio tagliare i costi ma non sono d’accordo sui tagli al sociale”. Pier Luigi Bersani, in diretta su ‘Webtalk’ su Youtube, insiste sulla necessità che la spending review non preveda tagli sociali.

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4 Comments

  1. Giacomo Consalez says:

    salteranno prima i boiardi di stato bancarottieri con lo stipendio di un milione di euro l’anno oppure i “dirigenti” da 2000 euro al mese, che magari si fanno anche il culo in quel verminaio che è la pubblica amministrazione? Si salveranno i professionisti o i portaborse di partito? Da ammiratore del patriota Buffon vi dico: si accettano scommesse…

  2. Albert1 says:

    …dopo la verifica delle piante organiche… i parassiti continuino pure a dormire sonni tranquilli!

  3. Albert Nextein says:

    Default,default delle mie brame,
    quand’è che disfi ‘sto reame?

  4. Franco says:

    Questi sindacati che hanno fatto realizzare da politci collusi una serie di leggi e leggine che tutelano isolo la loro burocrazia; che hanno reso conveniente alle aziende delocalizzare; che sono i coautorii dei 2.000 miliardi di € di debito che affossa la nostra economia
    ( quella Padana, intendo); quelli che in 5 anni hanno proclamato 7 milioni di ore di sciopero (nello stesso periodo i sindacati tedeschi hanno fatto sciopero per 500.000 ore); quelli che fanno ancora la “lotta di classe” senza aver capito (o fanno finta di non capire) niente della storia; quelli che hanno privilegi inconcepibili tipo il “sostituto d’imposta”, i Caf, i permessi sindacali (per i 700.000 “sindacalisti”), bilanci non pubblici ecc.ecc.), vanno ridimensionati e non devono più trovare sponde politiche, Si devono eliminare i loro privilegi, soprattutto nella P.A., Eliminarli non costerebbe nulla ai cittadini e si recupererebbero miliardi di €. che dovrebbero essere ridati ai legittimi proprietari cioè ai lavoratori come aumenti retributivi..La minaccia dello sciopero generale è il solito ricatto, che ci sarebbe comunque e sempre Non sanno fare altro questi sindacati del “non lavoro”. Lascimoglielo fare,magari per una settimana!.

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