Torna la speculazione dello spread. Così le banche ci spolpano

di DEMETRIO RELAspread-large

E’ bastato che i dati sul Pil di mezzo mondo segnassero la recessione a tappeto ed ecco che le banche riprendono fiato, lo spread torna a salire, arriva a quota 200. Borse giù, panico globale, vendite. Speculazione come sempre. Lo spread ha poi chiuso a 170.

Questo non può non avere implicazioni sul DEF e sui margini di manovra del deficit. Renzi è stato molto fortunato sul timing su molte cose fino ad adesso – scrive Grillo sul suo blog -. Ora la fortuna gli sta girando le spalle. E’ la giusta punizione per chi ha scalzato Letta per intestarsi la ripresa economica (ricordiamoci quando strombazzava che il suo 0.8% di crescita del pil per quest’anno era una stima prudente? Siamo ripiombati in recessione con lui e Padoan che fanno i vaghi) e si ritrova in un brusco risveglio in cui il timing del suo DEF arriva nel mezzo di una nuova tempesta dei mercati. MPS puo’ essere il colpo di grazia”.

Vediamo i fatti:  nel giorno del Jobs act mercati giù aveva del 2%. Affermare “vi do i dettagli dei decreti attuativi tra sei mesi” non è stato un figurone.

“Il DEF finanziato a debito e oggi crolla tutto. Un terzo circa degli 11 miliardi di extra deficit sono dovuti al calo dello spread di questi ultimi 18 mesi. Con lo spread di nuovo all’attacco negli ultimi giorni una buona parte di quel deficit spending non esiste più. 
La Commissione Europea non autorizzerà mai tagli di tasse a debito a maggior ragione in questo mercato tornato iper negativo”. Belle cose insomma. Che autunno.

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