Speciale Referendum 5/ Bernardelli: Maroni non vuole farci votare, pensa troppo a Roma

 

di ROBERTO BERNARDELLI – Sono entrato in albergo e l’addetto alla sicurezza mi ha avvertito: ci sono due della Digos alla conferenza stampa di presentazione del Comitato referendario per l’autonomia lombarda. Due rappresentanti dello stato che tranquillizzo. Non distribuiamo armi, carri armati, possono tornare dal prefetto per dire che qui non si sta organizzando la rivoluzione armata.foto 1

Scherzi a parte, l’indipendentismo è una malattia grave, incurabile, non c’è medicina. E come degli untori dobbiamo attaccare questa malattia al maggior numero di persone. Quando si è posseduti da questo sogno, non lo perdi più, anch se abbiamo visto passare tanta gente che diceva di averlo, questo sogno, poi addirittura hanno saltato il fosso e sono passati dall’altra parte, senza mezze misure. Ricordo giuramenti…  Ci sono personaggi che siedono in Parlamento da quasi 30 anni… e noi contribuenti paghiamo il loro stipendio. Personaggi che non hanno più un senso, che non difendono i nostri interessi e che sarebbe ora che andassero a casa.

Il meccanismo dello Stato italiano vuole che una casta politica, attraverso leggi elettorali che non esistono altrove, conservi il potere per tutta la vita e ai loro eredi. Perché aderire a questo Comitato referendario? Ma è ovvio: l’adesione non può che essere per svegliare le coscienze dei lombardi. Come è possibile che un milione e mezzo di catalani vada in piazza – considerando che la Catalogna sta meglio della Lombardia – e che invece i lombardi non alzino un dito e non va in piazza nessuno? I catalani hanno le palle, mentre noi non abbiamo il coraggio di bloccare neanche un casello dell’autostrada!

Non siamo capaci, abbiamo paura… Ma quale migliore opportunità quindi di un referendum per risvegliarci?

Sono poi convinto di un fatto, e cioè che il governatore Maroni non convocherà il referendum.

I nostri cugini hanno evoluto il loro movimento: lepeniano, no Europa poi pro Europa… uniamo il Nord al Sud… Il contrario dell’autonomia lombarda.

Ma io ho un sospetto: chi sogna la presidenza del consiglio è Maroni. E’ stato ministro degli Interni, il capo dei prefetti. Come possono venirci a parlare di autonomia col capo dei prefetti? Basta vedere cosa ha portato a casa per il Sud la classe politica del Sud rispetto a quella del Nord per la gente del Nord. Maroni nella misura in cui potrebbe essere interessato a fare il premier, non credo abbia interesse a far sì che la Lombardia si esprima sulla sua autonomia. Un presidente del consiglio in pectore non può essere il portatore della richiesta di autonomia di una Regione. Il progetto è un altro: uniamo l’Italia in una sorta di partito unico lepeniano. Non è questa la nostra meta.

  testo liberamente tratto dall’intervento del 26 settembre 2015 alla presentazione del Comitato referendario InSieme per la Lombardia all’hotel Cavalieri a Milano

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One Comment

  1. GPaolo says:

    Questo signore dovrebbe ritornare alla vita civile assieme al suo ex comandante. 20 anni di nulla. Questo é il risultato, ma la poltrona stiate sicuri non la lascerà!

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