SPECIALE CAMPANILE – Tutti assolti!

VENEZIA 02/04/14 – Venezia, 9/05/1997. I “Serenissimi” assaltano il campanile di San Marco. ©Andrea Pattaro/Vision – Venezia, 9/05/1997. I “Serenissimi” assaltano il campanile di San Marco. ©Andrea Pattaro/Vision – fotografo: ©ANDREA PATTARO/VISION

rassegna stampa

Da Il Giornale di Vicenza del 6 luglio 2011

ROMA
Non erano terroristi e non erano pericolosi per lo Stato. Il proscioglimento di tre militanti del “Veneto Serenissimo Governo” dall’accusa di terrorismo eversivo per aver fornito armi all’organizzazione secessionista in questione, è stato confermato dalla Cassazione perchè l’organizzazione era «strutturalmente» non idonea «al perseguimento dello scopo eversivo, data l’assoluta carenza di disponibilità strumentali che tale programma potessero attuare». Per questo la Sesta sezione penale della Cassazione, con la sentenza 26151 depositata ieri, spiega perchè – all’udienza dello scorso 16 marzo 2011 – ha respinto il ricorso della Procura della Corte d’Appello di Venezia contro l’assoluzione di Gilberto Buson e di Cristian e Flavio Contin, pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Venezia il 9 giugno 2008.
L’assoluzione era stata decisa anche in primo grado dalla Corte di Assise di Padova il 13 marzo 2007. Secondo la Cassazione, dunque, i due trattori (i cosiddetti “tank”), trasformato l’uno in un rudimentale veicolo lanciafiamme e l’altro da utilizzare «in non meglio precisate azioni dimostrative con uso di esplosivo» non erano adatti a realizzare un programma eversivo, anche se fino al maggio del 1997 l’organizzazione dei “Serenissimi” aveva compiuto un’azione dimostrativa sul Campanile di San Marco, a Venezia, con abbordaggio e occupazione di un vaporetto.

«Mi domando in quale Paese democratico i processi e le condanne per azioni politiche come quelle attuate dai “Serenissimi” possano aver assunto il connotato di vera e propria persecuzione come quella che, per alcuni, ha avuto termine con la sentenza della Cassazione. E si pensi che la Procura della Corte d’appello di Venezia aveva presentato ricorso contro l’assoluzione pronunciata dalla Corte d’Assise!’». È il commento diffuso in una nota dal senatore della Lega nord Paolo Franco. Per Franco questi atteggiamenti, come appunto quelli della Procura della Corte d’Appello di Venezia, «stanno tutti nelle parole dell’inno d’Italia quando recita “che schiava di Roma Iddio la creò”. Certa politica e certa magistratura preferiscono le violenze dei Black Block e dei centri sociali alle pacifiche dimostrazioni e rivendicazioni di indipendenza che ogni popolo ha diritto di reclamare».

E l’assessore veneto Roberto Ciambetti sottolinea: «Disarmati? No, i Serenissimi erano armati di ideali e di valori, armi temute dagli oppressori e dai tiranni di ogni epoca, perché non generano dolore e sangue ma seminano idee e principi che parlano alla mente e a cuore facendo proseliti e non vittime. Penso con affetto e commozione a Luigi Faccio e Giuseppe Segato. Nel ’97 il gesto dimostrativo dei Serenissimi fu trattato alla stregua di un attentato criminale ma Cristian e Flavio Contin assieme a Gilberto Buson a Faccio e Segato non potevano essere in alcun modo essere considerati eversori o criminali».

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