Spagna: stampa, “l’operazione dialogo” non funziona, Catalogna pronta all’indipendenza

formiche catalane

Il governo spagnolo non puo’ decidere sulla sovranita’ di un pezzo del territorio nazionale. Ma l’amministrazione della Catalogna non intende chiedere il permesso a Madrid per convocare un referendum sulla sua indipendenza. Si e’ chiuso cosi’, scrive il quotidiano “El Pais”, il primo e atteso incontro tra la vicepresidente del governo Soraya Saenz de Santamaria e il suo omologo catalano Oriol Junqueras. I due dovevano vedersi per discutere di una lista di 46 richieste avanzate dalla “Genaralitat”, il governo della Catalogna, su questioni economiche e riforme legislative. Ma uno di questi si e’ confermato essere quello piu’ sensibile, lo stesso che da mesi apre l’agenda delle relazioni tra Madrid e Barcellona: la capitale economica del paese insiste per portare la sua regione fuori dalla Spagna, e per farlo vuole convocare la sua gente alle urne.

media concordano nel dire che i due hanno un rapporto cordiale e tali sono stati i toni dell’incontro durato circa due ore. Ma le posizioni non possono essere piu’ distanti. De Santamaria si appoggia alla recente sentenza con cui il tribunale di Karlsruhe, Germania, ha negato alla Baviera il diritto di promuovere un referendum dal momento che la sovranita’ appartiene a tutti i tedeschi e non ai land. “I tribunali di diversi stati dell’Ue hanno spiegato molto bene cosa si puo’ fare e cosa non si puo’ fare con un referendum sull’autodeterminazione”, ha detto la numero due dell’esecutivo. La quale, assicura Junquera, torna a Madrid con la idea ben chiara che “ci sara’ un referendum in Catalogna, perche’ noi faremo il possibile” per celebrarlo. Sembra cosi’ perdere abbrivio quella che il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy aveva chiamato “operazione dialogo”, una strategia per liberare il rapporto con Barcellona dalle ruggini accumulate negli anni scorsi.

Il governo popolare, in minoranza in parlamento, prova a fare del dialogo con le altre parti sociali e politiche del paese un asse centrale. Ma non intende girare la chiave della porta del referendum e in ultima analisi, assicurano fonti interne, confida sul fatto che alla fine i catalani troveranno piu’ conveniente collaborare. Su diversi altri capitoli – tra cui finanziamento alle autonomie, provvedimenti sulle spese per l’energia – Madrid ha gia’ mostrato di poter soddisfare le richieste di Barcellona, ha spiegato la vicepresidente. Ma anche su questi “sono mancate proposte concrete”, fanno sapere dalla Generalitat.

(fonte Nova)

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One Comment

  1. giancarlo says:

    Auguriamoci che la Catalogna riesca nel suo intento.
    Ormai gli stati nazionali dell’800 sono miseramente falliti sotto molti punti di vista e l’Europa di oggi e la reincarnazione di un super stato nazionale di stampo ottocentesco, cioè non democratico.
    Il paragone potrebbe sembrare improprio ma invece è assolutamente confacente alle esigenze deglis tati nazionali dell’800 mantenere uno status quo a loro comodo…mi riferisco sempre ai politici di turno.
    Loro prima di tutto, poi i Popoli se ne avanza !!!!!
    E’ ora di finirla con queste politiche demenziali che pensano più ai burocrati che al Popolo.
    Un esempio lampante è la scuola italiana.
    Si pensa sempre ai docenti, ai dirigenti, ai presidi e mai all’interesse degli studenti.
    Avrete notato, ogni riforma parla essenzialmente di risorse finanziarie per gli stipendi, per gli aggiornamenti dei docenti, dei precari, dei bidelli, dei provveditorati, etc…etc.. mai che si parli degli studenti e di loro possibili poteri per giudicare la scuola e i docenti, Questa sarebbe democrazia, invece niente !!
    Allora di cosa stiamo parlando ?………..
    WSM

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