Le ragioni di Mas viste dalla stampa spagnola

di REDAZIONESPAGNA CRISI

Il leader del partito catalano Sinistra Repubblicana (Erc), Oriol Junqueras, ha accusato il presidente della Generalitat, Artur Mas, di aver spezzato “unilateralmente” l’unita’ dei partiti secessionisti revocando il referendum sull’indipendenza del 9 novembre, e ha pubblicamente deplorato la sua proposta di indire un voto alternativo sostenendo che adesso “e’ difficile fidarsi di chi non mantiene gli accordi”. Lo riferisce “El Mundo”. L’intervento di Junqueras – il piu’ atteso dopo che la Generalitat ha rinunciato ufficialmente a celebrare la consultazione referendaria – e’ servito al leader repubblicano per chiedere a Mas di recuperare la consultazione originale oppure di convocare nuove elezioni “per raggiungere l’indipendenza”. La perdita di fiducia tra Erc e il governo catalano, riferisce il quotidiano, mette a rischio anche “il patto di stabilita’” a lungo termine tra repubblicani e Convergenza e Unione (Ciu). Come ha sottolineato Junqueras, il suo supporto al Parlamento catalano sara’ condizionato dalla celebrazione del referendum il prossimo 9 novembre cosi’ come era stato concordato il 12 dicembre scorso tra Ciu, Erc, Iniziativa per una Catalogna verde (Icv), Sinistra unita e alternativa (Euia) e Candidatura di Unita’ popolare (Cup). “Dopo il fallimento dell’iniziativa per il referendum sull’indipendenza catalana, il presidente catalano Artur Mas tenta di riconquistare la leadership del fronte indipendentista in rivalita’ con Oriol Junqueras e Sinistra Repubblicana (Erc)”, spiega il vice direttore del quotidiano “El Pais”, Lluis Bassets, in un’analisi nella quale sostiene anche che il presidente della Generalitat “ha iniziato la sua campagna elettorale, pur senza annunciarlo esplicitamente”.

Bassets osserva che Mas ha annunciato per il 9 novembre una “consultazione anticipata” per poi aggiungere che successivamente si terra’ una “consultazione definitiva”: si trattera’, spiega Bassets, di elezioni anticipate cui Mas vuole conferire la valenza di “un referendum di autodeterminazione”. La sconfitta del referendum indipendentista del 9 novembre e la mancanza di unita’ nel blocco secessionista, dunque, “non equivalgono ancora a una vittoria per il premier spagnolo Mariano Rajoy”, avverte Bassets. Secondo un editoriale del quotidiano “El Pais”, Mas “incassa una sconfitta, mentre lancia una nuova sfida” che richiede da parte del governo centrale risposte non solo legali ma anche “politiche, proporzionate e utili per il popolo catalano e i cittadini spagnoli”.

La sfida della nuova convocazione e’ multipla: da un lato, spiega l’editoriale, sconvolgera’ molti catalani per la “precarieta’”, se non totale assenza, “di garanzie democratiche” ; dall’altro, il suo apparente radicalismo trascina anche Sinistra Repubblicana (Erc) nella “composizione di liste comunali per delle elezioni di presunto carattere plebiscitario”. Tuttavia, scrive il quotidiano, elezioni di questo tipo non sono ne’ elezioni ne’ referendum ma accumulano, per gli elettori, “gli svantaggi di entrambi”. In una situazione come questa, sostiene l’editoriale, “urge la politica”. Se molti catalani non hanno ancora rotto con la corrente secessionista, nonostante la fragilita’ del metodo e l’atteggiamento apparentemente insurrezionalista delle forze che la sostengono, e’ perche’ questa mantiene vivo un diffuso desiderio di partecipazione diretta dei cittadini. Il problema, dunque, verra’ risolto solo “votando”, ma in modo “responsabile e inconfutabile, legale e concordato”. Il come, il quando, l’oggetto del voto, il conteggio e l’approvazione, tutto cio’ rientrera’ nel campo di applicazione di un “accordo politico”. O il governo centrale della Spagna si decidera’ ad assumere l’iniziativa in questo ambito, o sara’ trascinato via dalle incongruenze delle correnti visionarie piu’ disparate.

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