Sovrani al seggio solo nell’indipendenza

di ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINI*

Nessuno ricorda il 2009, quando si tennero le scorse elezioni europee. Il quadro politico era questo: Forza Italia 35,3%, Lega Nord 10,2; Pd 26,1; Idv 8,0%; Udc 6,5%; Prc 3,4%; Sinistra e libertà 3,1%; Lista Pannella 2,4%. Sembra un secolo fa.

Nel 2014 viene eletto anche il presidente della Commissione Europea, argomento ignoto a 9,9 elettori su 10 in Italia. Infatti i partiti eletti a loro volta dovranno eleggere il prossimo presidente della Commissione. Come fosse il capo dello Stato europeo. Insomma, una cosa da poco. Ma ignota.

Come è ignoto che gli eletti dei partiti a loro volta convoglieranno a nozze in altri gruppi. Ecco i partiti che hanno composto fino ad ora il Parlamento: Partito Popolare europeo; Party of european socialist; Alleanza dei democratici e dei liberali per l’Europa; Verdi; Alliance of european conservativen and reformist; Partito della sinistra europea; Movimento per un’Europa della libertà e della democrazia; Partito democratico europeo; Alleanza libera Europa; Alleanza Europa per la libertà; Alleanza europea dei movimenti nazionali; Movimento politico cristiano europeo; Democratici dell’Ue.

Che bordello… E andiamo avanti. Sul sito del Parlamento europeo una ridondante pubblicità elettorale declama:

“Esercita il tuo potere. Scegli chi guiderà l’Europa”. E, ancora: “Agire, reagire, decidere”.

Il punto è questo: quale potere? Cosa c’è di sovrano in questo passaggio elettorale?

L’Europa è libertà e democrazia quando, come avvenuto nel marzo scorso, è unione e forza dei diritti dell’indipendenza dei popoli europei: una patria comune, di diritti, non di caste, come abbiamo ribadito anche noi di Indipendenza Lombarda alla grande manifestazione di Bruxelles. Di quell’Europa non c’è stata traccia in questa campagna elettorale. Anche per questo abbiamo dato impulso sul territorio, con le nostre liste, nei Comuni, con i nostri candidati, ad un’alternativa che si deve percorrere.

Perché la domanda resta la stessa: la legalità della sovranità. In Italia per una sequenza di crisi eccezionali, due governi si sono sostituiti al voto, con la guida del Quirinale. E con un comitato di saggi che pescava da tutti i partiti, anche quelli d’opposizione, per avere le riforme. Di sicuro quelle per riformare magari le percentuali di attribuzione delle nomine e dei poteri forti nel sistema. Maggioranza e opposizione non hanno dato segnale né di rispetto della sovranità né di legittimità della loro azione.

Sicché siamo governati da un esecutivo illegittimo, abbiamo leggi votate da un Parlamento illegittimo e le segreterie dei partiti illegittimamente al potere, hanno deciso chi inviare in Europa.

Il potere, quindi, lo esercitano ancora loro, in nome e per conto di.

Silenziare chi è diverso, chi non la racconta come gli altri, agevolare le opposizioni consenzienti oliate dentro il sistema… Questa è stata la campagna elettorale che abbiamo visto, senza sovranità. Con dei sovrani, non i cittadini, a vendere la mercanzia delle promesse. Nessuno che abbia parlato di quella indipendenza del Nord che accomuna la lotta di tanti altri popoli europei. Nessuna vera voce fuori dal coro. Tranne quella di chi ha come meta l’indipendenza.

 

*Presidente e segretario Indipendenza Lombarda

 

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