SORPRESA RAI: PRESIDENTE ANNA MARIA TARANTOLA (BANKITALIA)

di REDAZIONE

Nella complessa partita del rinnovo del vertice Rai il premier Mario Monti gioca finalmente le sue carte: indica Anna Maria Tarantola, attuale vice dg di Bankitalia, per la presidenza, Luigi Gubitosi, ex ad di Wind, per la direzione generale, Marco Pinto, vicecapo di gabinetto del Tesoro, come consigliere rappresentante dello stesso azionista. Nomi a sorpresa, rispetto a quelli circolati nelle ultime settimane, probabilmente a testimoniare la volontà del capo del governo di uno ‘strappò sui nodi ancora da sciogliere. Monti dopo un colloquio con il Colle, in serata in conferenza stampa annuncia anche modifiche alla governance dell’azienda, nel segno di un rafforzamento dei poteri del presidente. Rispettate invece le indiscrezioni della vigilia per l’Agcom: come presidente il premier indica Angelo Marcello Cardani, bocconiano di lungo corso e già suo vice capo di gabinetto a Bruxelles.

Alla neonata Autorità dei Trasporti arrivano invece Mario Sebastiani come presidente, Pasquale De Lise e Barbara Marinali.

La mossa del premier giunge dopo diversi rinvii e soprattutto dopo le polemiche convulse sulle nomine dei componenti dell’Authority, lo scontro sul decreto sviluppo, i maldipancia nella maggioranza. Obiettivo, spiega lo stesso Monti, «rendere più efficace ed efficiente la gestione della Rai», avvicinandola al modello delle grandi aziende europee e mondiali. Di qui alcune «limitate ma essenziali» modifiche alla governance, senza toccare la legge Gasparri: d’ora in poi il presidente della Rai potrà «approvare su proposta del dg atti e contratti aziendali che comportino una spesa superiore ai 2,5 milioni, fino a 10 milioni, e di nominare, su proposta, del dg, dirigenti non editoriali di primo e secondo livello».

Per le nomine editoriali, ci tiene a precisare Monti, «continuerà ad avere competenza il cda e questo consentirà il pieno rispetto delle esigenze del pluralismo». Poi i nomi: per la successione a Paolo Garimberti il premier sceglie Tarantola, la lady di ferro che arriva dal direttorio di Bankitalia, per la direzione generale Gubitosi, poco più che 50 anni, che arriva da Bank of America-Merryll Linch dopo una vita nel gruppo Fiat e l’esperienza come amministratore delegato di Wind. Alla base della scelta, sottolinea, «criteri di competenza» e «neutralità dal punto di vista politico».

Niente figure, come in passato, provenienti dal mondo della cultura, del giornalismo e della tv perchè, dice il premier, «la Rai è ricchissima in proprio di talenti da questo punto di vista» e piuttosto «bisognosa di una solidità di gestione e di una tranquillità da perturbazioni alle quali può essere sposta, sensibile com’è al mondo circostante». E allora ecco Tarantola, «perchè ha dato molte prove nella sua vita di avere un senso di garanzia istituzionale molto spiccato: è una persona molto equilibrata e vigile, pensiamo che abbia tutte le caratteristiche per dare sicurezza, tranquillità e orientamento alla vita dell’azienda e dell’istituzione Rai». Quanto a Gubitosi, è «una figura di manager molto riconosciuta sul piano italiano e internazionale». Monti ringrazia il vertice uscente («il fatto che non ne abbiamo proposto la conferma non significa affatto una non valutazione importanza loro contributo») e manda un messaggio ai partiti: «Auspico che le forze politiche, il Parlamento adottino criteri elevati di professionalità, di indipendenza, per l’individuazione degli altri membri del cda».

La macchina è in moto: l’ufficio di presidenza della Vigilanza deciderà martedì i tempi per l’apertura del seggio destinato ad eleggere gli altri sette membri del cda e per ratificare il presidente indicato, che dovrà ottenere una maggioranza di due terzi. E chissà che le modifiche alla governance non siano il segnale attesa dal Pd per scendere dall’Aventino – posizione ancora oggi ribadita dal segretario Pier Luigi Bersani – e votare i consiglieri in base alle norme della Gasparri. Dal fronte politico, invece, il più critico è Antonio Di Pietro, che parla di «nomine espressione di poteri forti».

Opposta la valutazione del segretario Udc Lorenzo Cesa che definisce «ottime, di assoluta terziet… e riconosciuta competenza» le scelte di Monti, mentre dal Pd Paolo Gentiloni affida il suo commento a Twitter: «Bella idea Anna Maria Tarantola a Viale Mazzini: per anni abbiamo detto che volevamo una Rai come la Banca d’Italia». Dal Pdl Alessio Butti parla di «nomine bancarie», pur nel «rispetto per i profili», ma bolla come «irrituale» l’indicazione del dg. Dall’interno dell’azienda, il presidente uscente Garimberti si dice «sollevato che finalmente si vada delineando con certezza il futuro della Rai. C’era bisogno di chiarezza e rapidità e c’è ancora bisogno di tenere l’azienda lontana e al riparo da giochi politici». Sarcastica invece la posizione di Carlo Freccero («Tarantola e Gubitosi due alieni a Viale Mazzini») e Michele Santoro («Mi pare che Monti abbia una banca al posto del cervello»).

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3 Comments

  1. Maciknight says:

    Quale ganglio del potere di controllo politico economico sociale e culturale rimane ancora da occupare da parte dei banchieri? I camerieri (politici) dei banchieri hanno talmente deluso che ormai vengono sostituiti sistematicamente dagli esecutori tecnici dei banchieri …

  2. Domenico says:

    competenza prima di tutto

  3. Unione Cisalpina says:

    tarantola è già indikativo … laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Nel 1969 … altro pretume ke a nulla ci gioverà …

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