Sondaggio Ue: più vivi a Sudest peggio sei governato. Calabria in testa

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di Roberto Bernardelli – Uno degli ultimi infodata, si chiamano così i servizi giornalistici che riportano dati importanti spesso istituzionali per definire un nuovo evento e leggerlo in prospettiva, ci dicono che nell’Europa che indaga sulla qualità della vita dei propri cittadini, ci sono regioni che se la passano peggio di altre. Quali sono i parametri? La corruzione politica, le azioni di contrasto, quanto sia di vetro il palazzo dove si governa, cioè la trasparenza, i tempi per aprire una attività, e quindi la burocrazia, la durata degli esecutivi e via dicendo. L’altro giorno il Sole24Ore ha reso noti alcuni dati raccolti da Eurostat nell’ambito  dell’European Regional Competitiveness Index 2019.

I valori vanno da 1 a 100, la media comunitaria scrive il Sole è di 49,5. “Sulla mappa i territori rappresentati in azzurro sono quelli in cui il valore è superiore alla media. Il punteggio più alto, pari a 100, lo ottengono le Isole Åland, una provincia indipendente finlandese. Le aree in arancione, invece, sono quelle che si trovano al di sotto della media. La regione bulgara del Severozapaden ottiene un punteggio pari a zero”.

Ma accanto alla Bulgaria l’Italia tiene testa con il 5,08 della Calabria. Risultato invidiabile. “Più in generale, la qualità delle istituzioni è peggiore nei Paesi dell’ex Patto di Varsavia e in quelli dell’Europa meridionale, tra i quali rientra anche l’Italia”.

La mappa dice che  tutte le regioni italiane sono colorate di arancione. Si salvano per il rotto della cuffia Trento e Bolzano con  27,56. Un pezzettino di Nord è in Europa, il resto è completamente fuori. Lo sappiamo da tempo.

Volete leggervi il documento integrale? Eccolo qua: 2019_03_rci2019

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1 Comment

  1. …ma se siamo fuori dall’Europa, prendiamone atto, e vediamo in piena responsabilità di tirarci su…intanto non mandando una barca di soldi per tener in piedi il carrozzone che alla fine ci costa due volte il parlamento nostrano…il nostro gemellare nelle camere, il loro gemellare nelle sedi…e forse, dato che non ci manca né fantasia né capacità, potremmo più agevolmente risalire la china perché aumenterebbe il senso di responsabilità e sapremmo mettere a frutto in una sfida costante sia la fantasia che le capacità che abbiamo sempre dimostrato di possedere nel corso dei secoli andati… prima che cominciassero gl’intellettuali nostrani a preferire la Francia che ghigliottinava i re per instaurare il terrore, o a subire le manovre della perfida Albione….Esperienze ne abbiamo fatte nel corso degli ultimi secoli…perché non è che il declino dell’Italia sia nato oggi…prendiamone atto! è dalla cosiddetta nostra unità che cominciò l’innarestabile deriva…

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