Inno elvetico, la Svizzera cede al politicamente corretto

inno svizzero

di ELSA FARINELLI

Basta, è forse troppo bacchettone, non più al passo con i tempi. Cantare il salmo svizzero che inneggia al territorio, al cielo, ai monti, all’identità cristiana di un popolo stride con il politicamente corretto dei tempi che cambiano, appunto. E allora, via, si cambia. Per la Svizzera potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, considerando che gli elvetici non sono così propensi a mollare l’osso di ciò che rientra nella sfera delle tradizioni identitarie.

A dare notizia del bando era stata di recente tvsvizzera.it, il portale internet della Rsi. E ora, che sono finiti i termini per la presentazione degli inni alternativi, gli interrogativi si sprecano.

Al momento ci limitiamo ad osservare e a riportare quanto scritto oltralpe e quanto criticato invece dal sito NOCRISTIANOFOBIA.ORG. Il dibattito è aperto. Di certo però una considerazione va fatta. La Svizzera, nel bene e nel male, discute sull’inno che rappresenta il territorio e un popolo, con la propria storia. In Italia, mettere in discussione Mameli è lesa maestà. Un attacco alla Costituzione, al Quirinale, ai morti delle guerre che, come la prima, hanno portato al massacro con una crudeltà che tuttavia non scuote la toponomastica attuale.

La Svizzera, almeno, discute.

 

 

Tratto da tvsvizzera.it

Il salmo svizzero sembra non più convincere: lo si accusa di avere una melodia complessa e un testo incomprensibile.

E al di là del confine, in Svizzera, è un problema che da anni divide e fa discutere. Ora pare che la soluzione sia vicina: il 30 giugno si è chiuso il concorso lanciato dalla «Società svizzera di pubblica utilità» che vuole rinnovare l’inno.

Sono più di 100 i candidati che hanno inviato una proposta.

In tedesco ne sono arrivate una settantina, una quarantina in francese e quattro in italiano, ha fatto sapere il direttore dell’ente Lukas Niederberger, ricordando che i dati definitivi saranno disponibili a breve.

Una giuria di 18 membri farà una prima scrematura entro l’autunno. I dieci scritti prescelti verranno tradotti nelle altre lingue nazionali, messi in musica (l’attuale melodia dovrà essere comunque riconoscibile) e poi sottoposti al parere del Governo.

La Società svizzera d’utilità pubblica

È una società svizzera che promuove progetti a carattere sociale in favore della comunità. Ha celebrato, il 12 giugno 2010, i suoi 200 anni di esistenza.

Fu fondata nel 1810 su iniziativa del medico della città di Zurigo Hans Caspar Hirzel per far fronte alla povertà che agli inizi del XIX secolo toccava ampi strati della popolazione.

Nel XX secolo dalla SSUP partirono gli impulsi per la creazione di organizzazioni a scopo sociale come Pro Juventute, Pro Senectute, Pro Familia, l’Aiuto svizzero ai montanari e Pro mente Sana.

La pagina internet del progetto e il bando di concorso

Al sito www.chymne.ch puoi saperne di più sul progetto e conoscere i membri della giuria, alcune personalità svizzere.

Ecco di cosa hanno dovuto tener conto i partecipanti:

Il testo del nuovo inno nazionale rispecchia il contenuto, il senso e lo spirito del preambolo della Costituzione federale in vigore dal 1999.
La melodia deve toccare spirito e cuore del popolo. Deve esprimere la cultura svizzera. Inoltre, deve essere facile da cantare, senza cadere nella banalità.
La registrazione del nuovo inno nazionale è parte integrante del dossier.

(http://www.tvsvizzera.it/qui-svizzera/In-Svizzera-si-vuole-cambiare-linno-nazionale-1285936.html) 

Settanta testi in tedesco, quaranta in francese, quattro in italiano, uno in romancio e persino uno in portoghese: venerdì 27 giugno erano 116 le proposte giunte alla Società svizzera di utilità pubblica SSUP, promotrice del concorso per un nuovo inno nazionale. Un inno che si vorrebbe più adeguato ai tempi, pur sempre con un testo ispirato al preambolo della Costituzione federale e una melodia che ricalchi o richiami quella dell’attuale Salmo.

Considerato che il concorso si chiudeva lunedì 30, potrebbero essere fino a duecento i progetti che passeranno prima al vaglio della SSUP -il testo in portoghese, ad esempio, non rispetta il bando- e in seguito di una giuria di una trentina tra musicisti, parolieri, giornalisti, rappresentanti di associazioni sportive e culturali e persone con stretti rapporti con inni nazionali o con le tradizioni svizzere.

Gli esperti dovranno scegliere le idee più interessanti valutandone anche l’adattabilità nelle altre lingue nazionali. Entro l’autunno, restringeranno la rosa a un massimo di dieci proposte che -una volta tradotte e messe in musica da professionisti- saranno presentate al Consiglio federale.

Della commissione fanno parte quattro italofoni: Franco Lurà, direttore del Centro di dialettologia ed etnografia di Bellinzona, Gianna Mina, presidente dell’Associazione dei musei svizzeri, Guido Pedrojetta, capo assistente insegnante all’Università di Friborgo, e Diana Segantini, responsabile del dipartimento Cultura della RSI. Di madre norvegese, a lungo all’estero per studio e lavoro, Segantini ha radici in più Paesi. Proprio come molti svizzeri di oggi.

(http://www.tvsvizzera.it/qui-svizzera/Nuovo-inno-svizzero-parola-alla-giuria-1314811.html)

 

 

 

di NOCRISTIANOFOBIA.ORG

Bisogna cambiare. E in fretta. L’annuncio è stato dato dalla SSUP-Società Svizzera di Pubblica Utilità, incaricata di riscrivere niente meno che l’inno nazionale. Per questo – come riferito dall’emittente on line DieuTV – ha promosso addirittura un concorso, cui han partecipato ben 200 aspiranti parolieri. D’ora in poi – ha ammonito – il punto di partenza sarà il «testo del Preambolo della Costituzione federale elvetica, in vigore dal 1999 e che evoca i valori della democrazia, della diversità, della libertà, della pace e della solidarietà». Col rischio che, a farla da padrone, sia il conformismo più bieco a colpi di pacifismo, solidarismo, liberismo, nonché dell’immancabile ed imperante ideologia gender. E’ il politicamente corretto, che vuol mandare in pensione, col 2015, l’antico «Salmo svizzero». Per lasciar spazio alla melassa laicista.

Ma perché, dopo tanto tempo, tutta questa fretta e quest’ansia di cambiamento? Perché il vecchio inno è stato improvvisamente ritenuto «difficile da ricordare, pesante nello stile e superato dalla realtà. La Svizzera non vi si rispecchia più». Almeno secondo le motivazioni ufficiali, riportate dall’agenzia Actu-Chretienne.Net. Intere generazioni lo hanno intonato senza problemi per quasi due secoli, eppure oggi sembra d’un colpo esser divenuto impronunciabile… Ma è proprio questo il vero obiettivo? Cosa dice di tanto arcaico l’attuale inno, composto da Alberich Zwyssig nel 1841? Leggiamo alcuni passi del testo: «Al cielo salgon più gioiosi gli accenti d’un cuore pio», «il cuore si sente più felice vicino a Dio», «l’anima in pace è più serena», «i nostri cuori sollecitano ancora il Dio potente/ Nella tempesta e nell’angoscia Egli è la nostra forza;/ offriamoGli i cuori pii/ Dio ci benedirà dai Cieli,/ Dio ci benedirà dall’alto dei Cieli/ Di grandi monti giunge il soccorso;/ Svizzera, io confido sempre in Dio». Ed ancora: «Sull’altare della Patria/ poni i tuoi beni, il tuo cuore, la tua vita!/ E’ il tesoro prezioso/ che Dio benedirà dai Cieli,/ che Dio benedirà dall’alto dei Cieli».Il sospetto è che, in realtà, il vero obiettivo degli “innovatori” sia quello, molto più sottile e machiavellico, di eliminare con un pretesto qualsiasi dall’inno nazionale ogni riferimento a Dio, di cui viceversa oggi si canta la gloria.

Né la Chiesa Cattolica, né le comunità protestanti si sono finora pronunciate formalmente in merito, ma i giovani dell’Udc elvetico sì. Ed, in un proprio comunicato, hanno affermato che «il Salmo Svizzero proclama la bellezza della nostra terra, ricorrendo ad un sano patriottismo e ricordando le radici cristiane della Confederazione». Per questo, hanno affermato a chiare lettere di voler respingere al mittente tutta questa foga revisionista, proponendosi anzi di «mantenere ed insegnare» l’inno di sempre. Che va benissimo così com’è…

http://www.nocristianofobia.org/quegli-scomodi-riferimenti-a-dio-dellinno-svizzero/

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4 Comments

  1. separatismo lumbard says:

    Ricordiamo che fra le associazioni di punta del neoleghismo salviniano c`e` il Circolo Il Talebano di Vincenzo Sofo, ex leader dei giovani di Storace.

  2. xyzxyz44 says:

    Il prossimo passo sarà quello di cambiare la bandiera svizzera.
    Dalla croce bianca in campo rosso a una bella mezza luna islamica
    🙂

  3. Biagio says:

    Col rischio che, a farla da padrone, sia il conformismo più bieco a colpi di pacifismo, solidarismo, liberismo, nonché dell’immancabile ed imperante ideologia gender.
    Ai cristiani piace la guerra, rifiutano la solidarietà tra le genti appartenenti allo stesso popolo, non vogliono il liberismo ma un sanissimo comunismo e sono pure omofobi, poi non penso che c’è quest’imperante ideologia gender, è una cazzata. Miegghiu ca si stanu muti ‘sti cattolici, un vuonu capiri ca ‘u putìri ‘u piersiru e u medioevu si finìu.

  4. Dan says:

    Vince questo inno qui:

    Com’è bella,
    come luma,
    e la montagna con la mezza luna
    E la capra,
    e la pecora,
    la giriam ad allah con uno spiedo nele ciap…
    e la moie,
    e la fija,
    ce la pasiam con tutti i maschi del califfah
    e se picola
    e se cita
    la infibuliam prima che compia un ann
    ala la laaa
    ala la laaa

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