Sondaggi: “grande ammucchiata” forse unica possibilità di governo

di REDAZIONE

Si fa sempre più ridotto il distacco tra centrosinistra e centrodestra, in particolare in 6 regioni decisive per gli equilibri in Senato. E prende corpo perfino l’ipotesi secondo la quale l’unico governo possibile passa per un accordo post elettorale tra Pd-Sel e Pdl-Lega. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato da Tecnè per SkyTg24, che oggi punta l’attenzione in particolare sul Senato, mentre alla Camera si rileva un vantaggio di Pd e Sel del 4,1% (33,1) su Pdl-Lega (29). “L’avvicinamento delle due colazioni – si spiega in una nota – ha riaperto la partita in molte regioni italiane. Sei sono le regioni dove la distanza tra centrosinistra e centrodestra è sotto il 5%. In particolare: in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Campania la distanza è inferiore ai 3 punti percentuali. In Puglia e Molise il divario è pari al 4%”. Un quadro di grande incertezza, dunque, che fa ipotizzare diversi scenari. Il primo prevede l’affermazione del centrosinistra in Lombardia: in questo caso, la maggioranza dipenderebbe dai seggi esteri ottenuti per il Senato. Al contrario, se in Lombardia vincesse il centrodestra, resterebbe in piedi l’ipotesi di un’alleanza del centrosinistra con Monti per riuscire a formare una maggioranza. Tuttavia, nl caso in cui il centrodestra conquistasse il premio di maggioranza in Lombardia, Piemonte e Campania, “l’unico governo possibile, al netto dei senatori eletti nelle circoscrizione estere, sarebbe quello di un’ampia coalizione centrodestra-centro-centrosinistra”.

Questo il dettaglio delle sei Regioni in cui il distacco è inferiore al 5%. In Piemonte, centrosinistra avanti col 31,2% contro il 29 del centrodestra, con Grillo al 15,1, Monti al 14,8, Ingroia al 5,1. In Lombardia, la situazione è di perfetta parità sul 31,7%, con Grillo e Monti entrambi al 14 e Ingroia al 4,4%. In Friuli Venezia Giulia, avanti il centrodestra col 32,4% contro il 31,8% del centrosinistra. Monti al 15,5%, Grillo al 12,4, Ingoria al 4,1. In Campania, centrosinistra avanti col 30%, Pdl-Lega al 29,6%, Grillo al 17,5, Monti al 13,3, Ingroia (trainato da De Magistris) al 7,2. In Molise avanti Pd-Sel al 31,5, Pdl-Lega al 17,5, Grillo al 18, Monti al 12,1, Ingroia al 6,7. In Puglia, ancora avanti il centrosinistra col 30,4, centrodestra al 27,2, Grillo al 17,7, Monti al 16,1, Ingroia al 4,7. Oltre alle 6 regioni citate, quelle che vedono differenze più marcate sono così ripartite: il centrosinistra è avanti in Liguria, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sardegna. Centrodestra invece largamente avanti solo in Veneto e in Sicilia.

Un Monti debole al Senato, ma probabilmente determinante per le future maggioranze, una Camera dove irrompono, oltre ai montiani, Grillo e Ingroia mettendo in crisi l’immagine del bipolarismo. E’  questa invece la fotografia che emerge dall’ultimo sondaggio messo online dalla Swg. Questa la distribuzione dei seggi alla Camera (dove la maggioranza e’ 316) e al Senato (maggioranza 158), con l’esclusione dei 12 deputati e dei 6 senatori eletti all’estero:

CAMERA                       SENATO

Centrosinistra         340                                       144

Centrodestra           121                                        102

M 5 Stelle                    78                                          39

Lista Monti                57                                           22

Rivoluzione Civile   21                                            0

Le stime di voto si riferiscono ai dati rilevati nei giorni 1-4 febbraio 2013, tramite integrazione di interviste telefoniche con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interview) e interviste online con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview). L’indagine e’ stata realizzata su un campione di 2.000 soggetti rappresentativi della popolazione dei maggiorenni residenti in Italia, rispetto ai parametri di zona geografica, sesso, eta’, livello scolare e comportamento di voto alle ultime elezioni. I metodi utilizzati per l’individuazione delle unita’ finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici. Tutti i parametri sono uniformati ai piu’ recenti dati forniti dall’ISTAT. Il margine d’errore statistico dei dati riportati e’ del 2,2% al livello di confidenza del 95%.

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One Comment

  1. Dan says:

    Sì evviva la grande ammucchiata !!!

    Li prendiamo tutti, li ammucchiamo in piazza, ci buttiamo il kerosene sopra, un fiammifero e via

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