Sondaggio Demos: il 55% dei Veneti è favorevole all’indipendenza

da WWW.REPUBBLICA.IT

DI ILVO DIAMANTI

SONO state accolte con qualche sorpresa e molta perplessità — per non dire incredulità — le notizie riguardo al referendum sull’indipendenza del Veneto. Promosso e organizzato dai movimenti autonomisti, il “plebiscito” si è svolto la scorsa settimana. Secondo i promotori, vi avrebbero partecipato circa tre elettori veneti (aventi diritto) su quattro. Quasi 2 milioni e mezzo. Con un esito “plebiscitario”: 89% di “sì”. Naturalmente, i dati sono ipotetici e non verificabili. Così, in Italia, è prevalsa la tendenza a liquidare l’iniziativa con un misto di sarcasmo e di scetticismo.

A differenza degli osservatori stranieri, che hanno, invece, trattato l’evento con attenzione. Non solo per il precedente (immediato) della Crimea. Ma, ancor più, per le tensioni indipendentiste che scuotono altri Paesi europei. In Gran Bretagna, Spagna, Belgio… Così, mentre cresce l’insoddisfazione verso l’Unione Europea, si acuiscono le divisioni all’interno degli stati nazionali. Per questo conviene prendere sul serio il segnale che proviene dal Veneto. Anche perché rivela sentimenti estesi. In misura, magari, non “plebiscitaria”, come quella dichiarata dai “venetisti”, ma, tuttavia, maggioritaria.

Lo conferma un sondaggio di Demos, condotto presso un campione rappresentativo di elettori veneti nei giorni scorsi (per la precisione: il 20 e il 21 marzo). La partecipazione al referendum, dai dati, esce ridimensionata. Ma resta, comunque, molto significativa. Quasi metà degli elettori veneti, infatti, sostiene di aver votato oppure di essere intenzionato a farlo. E poco meno dell’80% di essi si dice favorevole al quesito referendario: l’indipendenza veneta. Una posizione condivisa,
d’altronde, da un terzo di coloro che dicono di non essere intenzionati a votare.

Nell’insieme, la maggioranza degli elettori (compresi nel campione) si dice d’accordo con l’ipotesi che “il Veneto diventi una repubblica indipendente e sovrana”. Circa il 55%. Mentre i contrari sono poco meno del 40%. Dunque, l’indipendenza costituisce una prospettiva attraente per la maggioranza della popolazione. Piace, soprattutto, agli imprenditori e agli operai. I lavoratori dipendenti e autonomi della piccola impresa, che costituiscono il “distintivo” economico e sociale del Veneto. Solo tra i più giovani — e, quindi, fra gli studenti — la posizione contraria all’indipendenza prevale nettamente. Oltre che fra i disoccupati. Anche dal punto di vista politico, gli orientamenti sono molto chiari. L’indipendenza veneta piace agli elettori di Destra (in particolare di FI) e, ovviamente, ai leghisti e agli “autonomisti”. Ma prevale nettamente anche fra gli elettori del M5s, dove, peraltro, negli ultimi due anni è confluito gran parte del voto leghista. Il Veneto, d’altronde, è politicamente una zona di centrodestra. Forzaleghista (come la definiva Edmondo Berselli).

La distanza dei veneti dallo Stato nazionale, dunque, è cresciuta e oggi si traduce in aperto distacco. In misura molto maggiore che in passato. Tuttavia, molte cose sono cambiate, negli ultimi anni.

La crisi, anzitutto, ha accentuato il risentimento verso lo Stato, riassunto, non solo simbolicamente, in Roma capitale. Le difficoltà economiche, infatti, hanno sollecitato maggiore sostegno e hanno reso più acuto il contrasto con il ceto politico e la burocrazia centrale.

A differenza del passato, inoltre, la rivendicazione indipendentista, oggi, non evoca patrie immaginarie, come la Padania, ma neppure aree poco definite e, internamente, differenziate, come il Nord. Com’è divenuto lo stesso Nordest. Richiama, invece,
il Veneto. La Regione. Considerata l’ambito che suscita maggiore appartenenza da circa il 25% dei Veneti (Oss. Nordest per Il Gazzettino, settembre 2012). Non a caso, la Lega (Padana), inizialmente tiepida verso l’iniziativa, l’ha, in seguito, sostenuta. Il governatore, Luca Zaia, in particolare. Che si prepara, a sua volta, a far votare al Consiglio veneto una proposta di legge per indire un referendum “formale” per l’indipendenza. Anche se incostituzionale, costituirebbe, comunque, per Zaia, il manifesto per una Lista civica (personale) in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo. Per compensare la debolezza della Lega.
D’altronde, la Liga Veneta è “la madre di tutte le leghe”, come ebbe a definirla uno dei fondatori, Franco Rocchetta. Che venerdì sera era in piazza, a Treviso, a festeggiare il referendum e il mito dell’indipendenza veneta.

Bisogna, dunque, prendere sul serio il segnale che proviene dal referendum. Al di là delle misure — ipotetiche — della partecipazione e del consenso dichiarate dagli organizzatori, la rivendicazione autonomista appare fondata e largamente maggioritaria. Al tempo stesso, bisogna interpretarne correttamente il significato. In-dipendenza significa, infatti, “non dipendenza”. E, dunque, autonomia. Autogoverno. Non necessariamente “secessione”. Ne danno conferma le opinioni circa il modo migliore “per sostenere gli interessi del Veneto”. La “piena indipendenza del Veneto”, infatti, è sostenuta da una quota ampia, ma non superiore al 30%. Meno di quanti riterrebbero più utile “eleggere parlamentari migliori” (dunque, capaci di esercitare maggiore pressione “su Roma”). Mentre appaiono ampie anche le componenti “federaliste”. È significativo come, fra gli stessi sostenitori dell’indipendenza veneta al referendum, quanti vedono nell’indipendenza “piena” la via maestra per affermare gli interessi regionali siano una maggioranza larga. Ma non assoluta: il 45%.

L’indipendenza, dunque, costituisce per i veneti e il Veneto un modo per denunciare, in modo estremo, il disagio nei confronti dello Stato centrale. L’insoddisfazione contro la classe politica e di governo. Non solo nazionale, ma anche regionale.

Da ciò, un’altra indicazione significativa. Soprattutto se si pensa al diverso impatto ottenuto dal referendum dei giorni scorsi rispetto alla manifestazione per l’indipendenza padana, promossa nel settembre 1996. Quando, in marcia lungo il Po per marcare la frontiera del Nord, si recarono pochi leghisti, spaesati e sparsi. Per rappresentare il sentimento e il risentimento territoriale, oggi, conviene rinunciare a patrie immaginarie, come la Padania. Ma anche alle macroregioni oppure ad aree ampie — e differenziate. Come il Nord e lo stesso Nordest. Per storia, economia, identità e interessi, infatti, è sempre più difficile tenere insieme il Veneto con il Piemonte, la Lombardia e lo stesso Trentino Alto Adige. Treviso con Milano e Bolzano. La “questione Veneto”, oggi, conta più di quella “settentrionale”. E affievolisce il Nordest.

 

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47 Comments

  1. giuliano says:

    Complimenti al sig. Breenhin bella dimostrazione di superiorita veneta e civilta’, io sono orgoglioso di essere italiano, non conosco la mafia ho sempre lavorato , e sono stato educato al rispetto piu che mai per chi la pensa diversamente .

  2. Valerio Costenaro says:

    ecco qui uno specialista nel prevedere il passato

  3. Trasea Peto says:

    Sembra che Ilvo Diamanti con questo articolo sia corso in aiuto a Zaia…

    Io ho votato per l’indipendenza…anche da Zaia!

  4. giuliano says:

    E’ solo un voto di protesta non vi montate la testa. Un po di autonomia e’giusta ma l’indipendenza non l’avrete mai non vi sara’ concessa ne da l’Italia neanche dall’Europa e non avrete l’appoggio degli usa. Non avete materie prime e con un mese di boicottagio dei vostri prodotti con sopra il tricolore siete finiti e di conseguenza non vi seguiranno neanche i vostri industriali.

    • lorenzo says:

      hai ragione… la disgregazione d’Italia avverrà non per via politica, ma per motivi economici… sempre meno aziende, sempre meno lavoratori (veri), costretti a mantenere con sempre più tasse sempre più “non lavoratori”… lo capirai anche tu che non può reggere…

    • Aquele Abraço says:

      Abbiamo il marchio Venezia e ci toglieremo dalle palle il binomio Itali-Mafia

      • Pietro Caldiera says:

        Esatto! Ci libereremo dallo stigma mafio-tricolorito. Noi un marchio internazionale ce l’abbiamo gia’. Abbiamo commerciato e prosperato come veneti per secoli. Non ci manchera’ il marchio Italia come non ci manchera’ il dominio italiano. Giuliano, fattene una ragione.

    • ALTEREGO says:

      L’italia è già disgregata, non è nevessario aspettare un bel niente, è penoso vedere come gli italiani non vogliano accettare una realtà che è nelle cose.
      Renzi non riuscirà mai a riformare questo paese alla frutta.

  5. ALTEREGO says:

    Ci sono due aspetti fondamentali che devono essere considerati:
    In primo luogo che è indispensabile cercare appoggi alla causa venetista a livello internazionale, non solo da altri movimenti indipendentisti (Catalogna e Scozia) ma anche a livello di altre nazioni europee ed oltre.
    Secondo, deve essere molto chiaro che se si arriva alla conclusione che il Veneto possa diventare indipendente sul serio, si scatenerà un’effetto domino e il baraccone italiano crollerà.
    Lo stato italiano conosce bene questa situazione e non tarderà a mettere in gioco tutte le armi di difesa possibili, che vanno dall’infiltrazione di agenti dei servizi segreti, sino all’abbraccio mortale (vedi lega nord).
    Credo che Busato debba fare molta attenzione a questi aspetti.

    • Valerio Costenaro says:

      per cortesia finitela di usare la parola “venetista” che è stata inventata da certa stampa e certi politici per denigrare i Veneti. Ma se preferite diversificarvi dal Popolo Veneto per qualche vostra caratteristica peculiare….allora non metto becco…

      • ALTEREGO says:

        Non vedo cosa ci sia di denigrante, nell’usare il termine venetismo, per cortesia non cominciamo a litigare sulle quisquiglie.

  6. Eugenio says:

    Finalmente le cose cominciano a schiarirsi,allora da Risultati piu’ Concreti (e su certe cose non si scherza) IL 55%del Popolo Veneto E’ FAVOREVOLE all’INDIPENDENZA…Ma io personalmente mi chiedo siamo sicuri che questo 55% Vogliano TUTTI L’Indipendenza ,e non che magari una parte a votato per Protesta contro lo Stato Italiano?Queste sono due cose differenti..la protesta è un messaggio allo stato x dire ho le cose canbiano o diventiamo veramente Indipendentisti.Comunque seppure il 55% è teoricamente favorevole di lavoro c’è nè ancora tanto da fare ,specie con quegli strati sociali che vogliono cambiare lo Stato italiano.Lo Stato italiano Non si puo’ Cambiare..e l’unica alternativa dei vari Popoli è L’INDIPENDENZA …

    • Alfag01 says:

      No, il 55% che vuole l’indipendenza è solo un sondaggio. Nel caso di referendum ufficiale la percentuale sarebbe molto più alta.

  7. Dan says:

    >> Al tempo stesso, bisogna interpretarne correttamente il significato. In-dipendenza significa, infatti, “non dipendenza”. E, dunque, autonomia. Autogoverno. Non necessariamente “secessione”.

    Mamma mia che scalatore di vetrate…
    Forse il prossimo referendum non bisogna chiamarlo plebiscito ma italia raus (si dice raus in austriaco ? una traduzione veneta senza le bal ?)

  8. Aquele Abraço says:

    Il Veneto in senso lato è un territorio con mentalità liberista, laboriosa, imprenditrice, mercantile, individualista, anche nella solidarietà (al primo posto nel donare il sangue) non aspetta gli aiuti di Stato, si rimbocca le maniche, diffida dei facinorosi, i giovani quando crescono si spogliano dell’incrostazione ideologica impartita alle Statali e riscoprono le loro radici. I veneti quando non c’è alta via emigrano, ma ora c’è una speranza.

  9. luigi says:

    Come fara’ adesso Benetton che intasca i soldi dei napoletani della tangenziale di Napoli?

  10. Marco Green says:

    Era la conferma, seppur “alla grossa”, che ci voleva.
    Riscontrati l’elevato livello di partecipazione (quasi il 50% nei giorni 20 e 21 quando la consultazione era ANCORA IN CORSO) e, tra i partecipanti, vittoria schiacciante (quasi l’80%) dei favorevoli all’indipendenza.

    Si il sondaggio si fosse svolto il 22 marzo le cifre si sarebbero ulteriormente avvicinate.

  11. leandro says:

    Se ci danno un vero referendum alle urne, in modo che nessuno possa contestarne i voti, il SI’ sarà sicuramente al 70%. Purtroppo per 3 o 4 terroni che risiedono nel Consiglio Regionale Veneto, questo ci viene continuamente negato. Io non ho mai capito cosa ci facciano dei meridionali al comando della Regione Veneto. Anche se fossero migliori dei nostri rappresentanti, noi Veneti mal sopportiamo di essere governati da foresti. Questo sia ben chiaro.

    • ermanno says:

      si ma quelli il referendum ce lo daranno di domenica mattina dalle 5.45 alle 5.46 …

      • Maurizio Bedin says:

        …e noi ci andremo a quell’ora! WSM

        • pierino says:

          mi ha bannato da plebiscito2013 opo che ho insistentemente rotto le biip scrivendo che votare solo di domenica era una puttanata. e infatti di domenica han votato in 400mila. gli altri due milioni degli altri 6 giorni,

          i Veneti ci sono, un po pigri ma ci sono. un referendum a matita solo di domenica sarò un fallimento. e organizzarlo una settimana la regione non puo

  12. leandro says:

    X Marcaurelio.—-
    —————-
    Lasciando stare la fondatezza dei 2milioni di SI’, fatti un bel mesetto qui da noi e vedrai che aria che tira, non solo per l’indipendenza ma anche verso voi terroni, che meno vi vediamo e più contenti siamo.

    • ermanno says:

      quelli che Lavorano e ce ne sono (POCHI) sono ben accetti.
      i fancazzisti via tutti senza distinzione di razza 😀

    • Riccardo says:

      Continuate ad insultare e vedrete come l’Europa finirà per considerarvi una manica di razzisti che non possono vivere nella comunità europea. Vi state suicidando con le vostre stesse mani, con questi insulti nei confronti dei meridionali. Abbassate la cresta! Se volete avere un minimo di speranza di essere accettati dall’EU come stato indipendente, smettetela di dare di voi un’immagine becera e schifosamente razzista. Altrimenti siete finiti.

      • Alfag01 says:

        Non riponiamo la speranza del futuro negli altri. Il futuro è nelle nostre mani.
        Ma quale EU, ti risulta che la Svizzera sia in EU ?
        Ti risulta che la Svizzera abbia materie prime ?
        Sai qual’ è la differenza tra un Veneto indipendente e la Svizzera ?
        NESSUNA

      • Pietro Caldiera says:

        E voi che immagine date? Forse quella di mafiosi mandolinari che ci ritroviamo appiccicata addosso quando andiamo all’estero?

  13. Annibale says:

    Bisogna dare una concretezza a questo risultato per turare la bocca a chi dice che il plebiscito sarebbe una bufala. L’unico modo per farlo è candidarsi. La Klotz, Busato e Movimento Trieste Libera avrebbero le forze per raccogliere le firme per presentare alle prossime europee nella circoscrizione est una lista schiettamente secessionista, a cui potrebbero poi aggiungersi friulani, emiliani, trentini, romagnoli. Se i popoli padani usciranno dalla fascinazione della “Lega” e dei suoi slogans accattoni da saltimbanchi e se la metteranno definitivamente alle spalle potranno avvenire cose meravigliose: nuovi movimenti, nuovi referendum, le piazze di nuovo piene com’era una volta o come oggi è a Barcellona, Kiev, Edimburgo.

  14. Riccardo says:

    RINGRAZIAMO LE SCUOLE IDEOLOGICHE ITALICHE CHE STANNO DISTRUGGENDO L ANIMO VENETO PER CONFORMARLO A QUELLO MEDITERRANEO…..
    Ma vi rendete conto di quello che scrivete!

  15. Filippo83 says:

    Insomma, abbiamo avuto una conferma neutrale dei numeri del referendum (anzi, pure di parte avversa).
    Tanto per dire: il problema inizia se i numeri ci sono davvero, non il contrario. Perche’ se i numeri ci sono davvero, vuol dire che il popolo veneto ha votato davvero, e non puo’ che essere ascoltato!

  16. mmarco says:

    strane le percentuali nel titolo, perchè nel testo si legge :

    “poco meno dell’80% di essi si dice favorevole al quesito referendario: l’indipendenza veneta. ”

    e poi da quel che segue il 55% è chi crede si arrivi all indipendenza, cosa ben diversa da scrivere il 55% è favorevole A :
    “la maggioranza degli elettori si dice d’accordo con l’ipotesi che “il Veneto diventi una repubblica indipendente e sovrana”. Circa il 55%.”

  17. marco svel says:

    “Solo tra i più giovani — e, quindi, fra gli studenti — la posizione contraria all’indipendenza prevale nettamente” RINGRAZIAMO LE SCUOLE IDEOLOGICHE ITALICHE CHE STANNO DISTRUGGENDO L ANIMO VENETO PER CONFORMARLO A QUELLO MEDITERRANEO

  18. ginobricco says:

    Questo sondaggio ha sicuramente più valore di quello di plebiscito, quello che dispiace è leggere di quanti venetisti sono presi da vera e propria gelosia verso alri venetisti e si capisce perchè litigano sempre…sono tanti e sono totalmente stupidi, devono farsi da parte per lasciare il campo libero a quelle tre o quatro persone umili e intelligenti che possono realmente fare del bene alla causa Veneta.

  19. articolo inutile alla causa

  20. Thomas says:

    Adesso lo “certifica” anche “Repubblica”… ma forse il gruppo “Espresso” è guidato subliminarmente dal genio del male Lodo e dal fido luogotenente Giane che senza avere neanche 1000 voti sono riusciti a diffondere le nostre istanze in tutto il mondo!

    SMETTETELA DI METTERE IN DUBBIO IL PLEBISCITO, CHIUNQUE VIVA IN VENETO SA QUAL’E’ IL SENTIMENTO DELLA GENTE… E DERIDERCI NON FA CHE AUMENTARE LA NOSTRA CONVINZIONE!

    Tornaremo a esare naxion… xe soeo question de tempo.

    PER ASPERA AD ASTRA

  21. Marcaurelio says:

    E’ un’altra sola come il voto digitale dell’altro giorno.
    Tutti ignorantoni e contadini che nun sanno usà manco er telefonino riescono a digita il voto su internet….(2 milioni e 300 mila)
    Ahahahahahahahaha!!!
    A questa manco pinocchio cè crede.
    In tutto er veneto ce saranno manco 500 mila computer.
    A buciardi, a quaquaraqua..
    A indipendentisti biscottari , a ‘soloni sete nati subalterni nun ve inventate niente.subalterni morirete…
    Rinnovo l’appello per Colono Padano e per tutti quelli come lui ex Leghisti pentiti, chiamate quelli cor camice bianco, nun scherzate chiamateli davero….

    • marco svel says:

      Marcaurelio tu consideri ignoranti gente che dal nulla ha creato imprese e lavoro e ha dato significato alla propria esistenza. Tu chi sei? Sei uno dei gladiatori abusivi del Colosseo? Io vedo solo un omuncolo che appartiene ad un popolo che si é dimostrato il peggiore d’Europa che non accetta di vedere un’intera regione sentirsi diversa da una banda di accattoni e briganti. Più offendi più fai il nostro gioco. Non sei in grado di ammettere che voi avete una marcia in meno del veneto e del nord. Vi appellate a giulio Cesare e marco Aurelio alla cultura quando in realtà siete una subcultura fatta di richiami alla matriciana e ar pupone. RIPETO CONTINUA A PROVOCARE E FA SENTIRE I VENETI DIVERSI DA VOI MEDITERRANEI

    • lorenzo says:

      ah ‘fancazzista, ma chè stai sempre in “pausa-lavoro”..? dai torna alla macchinetta del caffè, Alberto Sordi dei poveri..

    • ermanno says:

      grazie del suo pensiero , sig figlio della lupa.
      l

    • Rodolfo Piva says:

      Va a laurà pirlapass

    • Nick says:

      CREPA ROMANO DI MERDA

    • Breenhin says:

      La sola sei tu ciociaro dei miei coglioni, tu e la tua miserabile vita da insetto ahahahahahaha!!!!
      Uno sfigato come te é raro a trovarsi, uno che si costringe a leggere tutti i giorni di quanto é un rifiuto umano, lui e la sua etnia di zecche, accattoni e mantenuti ahahahahah!!!!

      Bella vita da miserrabile che c’hai povero disgraziato ahahahahah…non ti dico nemmeno “trovati una donna” perché di sicuro ti schifano pure le mignotte ahahahahahah!!!

      Magari sei pure di quei rubastipendio che timbrano e poi se ne vanno in giro per quei truffatori morti di fame che sono, gentaglia senza dignitá, fate schifo, siete un insulto per la razza umana ahahahahah!!!

      Torna nel tuo brodo primordiale, ameba! Ahahahaha….

      L’unico baluardo tra il vostro villaggio ed il terzo mondo sono i quattrini che il vostro stato ladro e mafioso si fotte in Lombardia e Veneto.
      Ma il giochetto non dura per sempre banda di accattoni e morti di fame ahahahahaha!!!

      Sprofondi roma, grogevia der pattume ahahahahah!!!

      GUARDATE TUTTI CHE RAZZA DI BESTIE SONO QUESTI QUI CHE SI PERMETTONO DI INSULTARE CHI LI MANTIENE AHAHAHAHAHAHAHAH!!!

      http://www.romafaschifo.com/2014/03/dopo-i-maiali-boccea-le-caprette-dentro.html

      A te povero disgraziato ti devono internare ahahahah….addio zingaro ahahahahaha!!!

      Sprofondi roma.

      Risorga Venezia

  22. Mauro Gargaglione says:

    Diamanti e Repubblica sono certamente dei sostenitori dell’attuale sistema da cui traggono sussidi non indifferenti, però devo dire che è un articolo serio, finalmente.

    • lorenzo says:

      Concordo, a parte la minchiata gratuita su “i pochi, spaesati e sparsi leghisti che si recarono alle manifestazioni sul Po nel 1996..” . Minchiata gratuita per chi (come me) c’era e sa come andò allora…
      Ma tant’è, come hai detto tu, il bravo opinionista di un giornale di regime, sussidiato dal sistema, come Repubblica, deve riuscire a dare il segnale (anche con una sola frase dentro un articolo sostanzialmente neutrale e onesto intellettualmente) di continuare ad essere fedele alla linea politica ed editoriale di chi lo paga. E Diamanti per me è riuscito in questo.
      Accontentiamoci per cui di quello che ha scritto nel complesso.

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