Sondaggio: al Nord il 46% è per la secessione e il 62% pro Euro

di GIANMARCO LUCCHI

Il sito www.scenaripolitici.com di tanto in tanto testa il sentimento secessionista dell’Italia. Lo aveva fatto lo scorso gennaio con un sondaggio regione per regione (ripreso anche dal nostro giornale) dal quale era risultato che al Nord il 44% della popolazione era favorevole alla secessione, dato che scendeva al 29% nelle regioni rosse per antonomasia, per sprofondare al 18% nel Centro-Sud. In totale su tutto il territorio nazionale il dato dei favorevoli alla divisione del Paese si situava al 30%.

Ora  viene riproposta una nuova rilevazione che riguarda solo il Nord e che prende in esame la posizione rispetto alla secessione degli elettori dei vari partiti. Stando a questo sondaggio (che trovate nella tabella) il 100% degli elettori dei movimenti indipendentisti e autonomisti è per la secessione, mentre i leghisti lo sono al 95%. Una bella maggioranza di secessionisti c’è anche nel Pdl: addirittura il 65% secondo la rilevazione in oggetto. Mentre non è da trascurare una presenza del 35% di secessionisti fra gli elettori del Movimento 5 Stelle, a conferma che fra i grillini non è poca cosa la presenza di ex leghisti. In assoluto gli elettori meno secessionisti, sempre relativamente al Nord, sono quelli del Pd e della Federazione della Sinistra con il 5%. In totale al Nord gli elettori favorevoli alal secessione sarebbero il 46% contro il 44% di sei mesi orsono.

A fianco viene pubblicato anche un referendum che testa il sentimento verso l’euro. Il 62% degli elettori del Nord sono favorevoli alla moneta unica. Ma leghisti ed indipendentisti sono contrari. Il PDL è diviso.

Per il centrosinbistra l’Euro è un vero e proprio totem, punte del 90% per gli elettori PD, maggioranza schiacciante anche per gli altri partiti, SEL e IDV su tutti. Si scosta solo FDS che è contraria col 55%. Nel M5S i contrari all’Euro, 45%, sono in maggioranza rispetto ai favorevoli, 40%.

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49 Comments

  1. Max says:

    Dai dati raccolti da alcuni siti internazionali, collegando ai fatti che stanno accadendo in Italia e presso la vicina base americana di Aviano; stanno preparando la III guerra mondiale. Se avete ancora la mente libera e non programmata dai media osservate attentamente l’inaugurazione delle Olimpiadi è il preludio della guerra.
    Chi comanda il mondo guadagna sempre prima finanzia le guerre poi finanzia la ricostruzione.

  2. maurizio ratti says:

    Mi sembrano sondaggi molto ottimistici, magari ci fosse il 46% di favorevoli alla secessione

  3. Castagno12 says:

    Rispondo a liugi – 14.7.12 at 12:08 am.

    Ma lei non capisce quello che legge e non si rende conto di quello che scrive.
    Se ha letto il mio precedente commento che ho segnalato, non ha capito neanche quello.
    Lei ha scritto: “Gli si lascia intendere … “. A chi ? Intendere: che cosa ?
    Io continuo a scrivere che sono a favore della Secessione.
    Lei parla di fattori esterni. Bankitalia e le Banche italiane ? Il Signoraggio Privato mantenuto dai vari governi italiani ?
    L’autorizzazione ai sorvoli sull’italia per l’erogazione delle Scie Chimiche l’ha data Silvio nel 2002 e per la Sinistra tutto bene.

    Avevo previsto ed ho preso atto che ci mancano le maggioranze necessarie, nel Nord, per ottenere l’indipendenza ed uscire dall’Ue. Quindi, anche con dei foglietti, indico alcune malefatte che l’italia ci impone per informare chi non sa e chi vuole restare attaccato ad un Sistema in coma irreversibile.

    Lei certamente è vittima dell’azione sinergica di:
    – alimentazione scorretta (il glutine – pane, pasta, pizza e dintorni – fa disastri
    – inquinamento elettromagnetico (telefonia mobile)
    – Scie Chimiche (aerosol tossici)
    – ecc.
    Certamente subisce i suddetti senza difendersi, non ne riduce i rischi.
    Ho capito che per lei, l’importante è non fare niente di concreto, ci pensino gli altri.
    Alla prossima occasione, non le risponderò: lo spazio fornito dal quotidiano ed il tempo dei lettori, vanno rispettati.

    FRANCESCO (13.7.12 at 6:03 pm) ha scritto:
    ” … secondo me non è più del 10% della popolazione … “.

    Il suo 10% a quale sondaggio si riferisce ?
    E questo 10% è a favore o contrario ?
    Ma che scuole avete frequentato ?
    Siete voi che dovreste far ripartire l’italia ?

    Molti, troppi commenti sono del livello dei vostri.
    Che Dio ce la mandi buona !

    • liugi says:

      Pazienza, ho capito che con certi elementi non è possibile il dialogo. Ma tanto certi commenti si commentano da soli.
      Nel frattempo inviti i lettori a farsi qualche sana risata presso le fonti di tutte queste panzane sulle scie chimiche.
      Vorrei capire cosa dovrei fare per difendermi da tutte queste azioni sinergiche. Devo forse mettermi un cappello di stagnola in testa?

      • GeertWilders4president says:

        Ben detto. Non capisco come certa gente, con la pretesa di essere assolutamente ‘liberi’ e ‘fuori dal coro’ a 360 gradi, va a credere a storielle scritte male e che si contraddicono non solo tra loro, ma anche da sole.

  4. Jesse James says:

    I partiti più contrari all’autodeterminazione dei popoli sono quelli delle sinistre. Un ‘ altra triste anomalia itagliana visto che nei parsi baschi, in Catalogna, in Irlanda i movimenti nazionalisti indipendentisti hanno matrici di sinistra. Queste sinist italiane fanno schifo più che in ogni altro paese.

  5. silvia garbelli says:

    Sarebbe semplice rendersi conto attuando il referendum di autodeterminazione, ma sarebbe una procedura troppo democratica.

    ‘In compenso’, e con ‘ironia amara’ , sottolineo come ci sia già ‘chi pensa per noi’ o si arroga la libertà di poterlo fare nel frattempo… ed ecco quindi le conclusioni :

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-08/attuare-subito-accordo-antispread-144928.shtml?uuid=AbbSak4F

    Ma si può pensare sia una strada ‘a senso unico’? Quindi mi piace anche citare il filosofo Parmenide : ‘Chi non s’aspetta l’inaspettato, non saprà mai la verità’.

  6. Francesco says:

    ma ci credete a sti sondaggi??? Sembra che viviate in un altro mondo….secondo me non è più del 10% dela popolazione che vive al nord.

  7. Gino says:

    In Austria c’è un partito, piccolo per ora, che intende restaurare la monarchia Asburgica creando un Impero con Austria, Slovenia, Croazia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca.
    Se nel resto dell’Alta Italia non ne vogliono sapere di secessione, ce ne andiamo noi del Lombardo-Veneto e ci uniamo agli altri che ho elencato sopra!

  8. LS4giovanni says:

    Agli scettici. Il risultato non è da poco. Se in un sondaggio ad una domanda impegnativa il 46% risponde senza esitazione va bene vuole dire che di fronte ad una rottura arriva anche parte del restante. E non si creda che non si debba passare da una rottura, Per via bonaria non si arriverà mai. E la rottura altro non è che Euro SI, euro NO. Alla creazione delle 2 monete euro forte euro debole (per semplificare) il momento di rottura arriva. Sopratutto nelle Regioni che hanno già una loro buona capacità gestionale operativa del rapporto con Brux come lo sono quelle del Nord.

  9. Stefano Gamberoni says:

    Secessione e surplus di bilancio (in euro) è la nostra unica soluzione. Secessione, svalutazione, pareggio di bilancio è l’unica soluzione per il resto d’Italia. Ci smena solo la casta romana.

  10. Castagno12 says:

    I dati del sondaggio sono abbondantemente negativi, ma non sorprendono.
    Le persone informate sanno da tempo in quale contesto incivile e demenziale ci troviamo: la realtà ci sforna conferme quotidiane.
    Riguardo al dato del 46% (nel Nord) a favore della Secessione, vedi mio commento in coda all’articolo di ieri di Fabrizio Dal Col, “L’indipendenza verrà solo se i Cittadini saranno protagonisti”.

    Se ben il 62% dei residenti al Nord gradisce ancora l’Euro che, fra l’altro, ci ha dimezzato il potere d’acquisto, significa che le possibilità di salvezza si allontanano.
    Le menti di questi sprovveduti sono inattaccabili dagli acidi e dagli alcali.

    Io faccio comunque un tentativo disperato e, all’occasione, informo, anche se la speranza di successo è scarsa. Mi spiego.
    Porto con me dei biglietti, che ho preparato con il pc, e quando mi capita l’occasione, lascio una copia alla persona che ho incontrato. Suggerisco di fare altrettanto.
    Questo è il testo.

    Scrivere su Google:

    1) Soci Banca d’Italia
    poi click sul blog “I soci privati delle Banche centrali (private)”

    2) rivoluzionemonetaria.wordpress.com
    poi click sull’illustrazione della banconota da 100 euro, per ingrandire la scritta.

    3) Scie Chimiche
    blog a scelta

    4) Progetto H.A.A.R.P.
    blog a scelta.

    C’è un detto brianzolo, ne fornisco la libera traduzione in italiano:
    “Quando un problema non entra in testa, poi entra, cioè si inserisce, attraverso un altro accesso”.
    Sì, ma quando è troppo tardi !

    Quelli che ancora hanno fiducia nell’italia unita, nell’Ue e nell’Euro dovrebbero cercare di capire, per evitare quell’entrata, certamente dolorosa.

    • liugi says:

      Cioè gli si lascia intendere che il secessionismo è una panzana complottista? Meglio stampare volantini con scritto “W l’Italia”, si confanno meglio ai megacomplottoni, che oggi tra l’altro vanno di moda nel paese di Pulcinella dove la colpa dei problemi dell’Italia viene sempre data a fattori esterni (le banche, la Merkel, l’Unione Europea, le agenzie di rating… certamente non è colpa di un paese che si basa sul parassitismo statale, sull’ignoranza e sulla corruzione!).

  11. solo 46% ? mah….
    nel ‘segreto dell’urna’, quanti Lombardi, Veneti, Piemontesi, Altoatesini, Fiuliani, che pubblicamente ritengono opportuno dichiararsi contrari alla pacifica secessione dall’Italia non ‘cambieranno idea’?
    Ricordiamo che solo qualche lustro fa, la Democrazia Cristiana raccoglieva alle elezioni politiche il 40% dei voti, ma poi a trovare qualcuno che ammetteva di averla votata…
    E poi, per provocazione, sarebbe giusto far votare i dipendenti statali? Non sarebbe ‘confilitto di interessi’, o ‘interesse privato in atti di ufficio’?
    Se poi, nel mentre il votante dovesse apporre la croce, si ricordasse che ad ogni lavoratore lombardo, OGNI ANNO, resterebbero 11.000 Euro in più, se solo la Lombardia non fosse in Italia….

  12. Filippo83 says:

    @Domenico: è anche tutto da dimostrare che ce la saremmo cavata meglio con la Lira.
    Ovvero: con la Lira stavano meglio le zone a forte “partecipazione statale” (Nord Ovest, Sud) dove le grandi industrie, inefficienti ma protette, vivevano grazie sia al mercato interno che ai sussidi statali. Invece, zone come il Nord Est (perdonate la schematizzazione italiana) sono cresciute e si sono rafforzate col mercato comune e col crollo della Cortina di Ferro. Le grandi imprese, statali, para-statali, o statalmente assistite, sono crollate di fronte alla competizione internazionale; le PMI del Nord Est, ed i grandi gruppi privati ma innovativi, sono invece arrivati generalmente rafforzati all’Euro, ed anche i dati di crescita 2000-2010 confermano che va bene il Triveneto, benino Lombardia ed Emilia-Romagna, male Piemonte e Liguria (ma sapete chi cresce più di tutti? Il Lazio, che non è che esporti molto, anzi produce anche poco come industria…)
    Insomma, gli ottusi viziati di famiglia si son rotti le ossa a contatto col mondo esterno; la Cenerentola, ed i familiari più pratici ed adattabili, hanno invece saputo sfruttarne molte opportunità.

  13. Tommaso la prostata says:

    Siete sicuri che i cittadini conoscano il significato di “secessione” ? Purtroppo devo certificare, per antica professione, che la quasi totalità della popolazione da me avvicinata, nel nord delle Lombardia , non distingue neppure tra federazione, confederazione, macroregione etc !!!
    Non diamo troppo credito ai sondaggi, soprattutto quando si basanoi su preferenze elettorali fantasiose…perché stravecchie!

  14. Crisvi says:

    Come volevasi dimostrare.
    Mentre a destra si tende a evolvere, prendendo in esame sostanzialmente la radicalità secessionista, per cambiare questo marasma immondo in cui ci hanno scagliati politici e banchieri, i centralisti, privilegiati statalisti massoni di sinistra, sono totalmente contrari alla secessione, assieme a quel ” partito-fetecchia ” ( a destra li chiamano “rinnegati” ) chiamato FLI.
    Formato per volontà di questa donna e di un semisconosciuto avvocato parlamentare ” nomen omen “.

    http://www.youtube.com/watch?v=Rbeh4orXQjE

  15. Maurizio says:

    quoto filippo83. E’ la via più veloce da percorrere; e il capofila deve essere il Veneto, che ha i numeri per prendere e andarsene. La Lombardia lo seguirà a ruota e tanti saluti ai parassiti.

  16. giacomo says:

    C’è una spartizione per aree geografiche?

  17. Filippo83 says:

    Francamente, sarò minoritario, ma vorrei una Venetia/Lombardo-Venetia agganciata alla zona Euro. Non solo per essere agganciati alla parte più ricca e civile dell’Europa (con l’auspicabile soluzione di un Euro1 per l’Europa Centrale e Settentrionale, quindi anche noi, ed un Euro2 per l’Europa Mediterranea e Balcanica), ma anche per garantirsi sul piano internazionale contro il revanscismo italiano.
    D’altra parte, se intanto Triveneto e (almeno parte della) Lombardia cominciassero ad andarsene, l’Italia subirebbe un tracollo, dato che mancherebbe gran parte del residuo fiscale che oggi la sostiene (ed il restante Nord Italia avrebbe la scelta tra staccarsi ed entrare nell’Euro1, o passare ad un Euro2 fortemente svalutato assieme a Roma ed al Sud).

    • Dan says:

      Si ricordi che la ricchezza nasce dal lavoro non da dei pezzi di carta. Quella che lei chiama parte ricca dell’europa è solo un’illusione. Nel momento in cui dovesse saltare l’unione sarebbe sì ricco ma per poco tempo: finirebbe spolpato dall’importazione selvaggia e dall’esportazione del lavoro verso le zone povere è più libere economicamente

      • Filippo83 says:

        Mi sembra che la cultura del lavoro e dell’impresa sia comune a tutta l’Europa centro-settentrionale. Molti erano ricchi già prima dell’Euro, altri si stanno arricchendo ora.
        Vorrei ricordarLe che sotto la beneamata Lira il (Tri)Veneto era dietro al resto del Nord, ed il vero “boom” arrivò solo grazie ad un mix tra il duro lavoro e la progressiva apertura dei mercati europei. Senza il mercato europeo, da est ad ovest, cosa faremmo? Comprare pessime auto prodotte a Torino e Napoli perché sono “nazionali”? Tornare a dire “comandi” in qualità di servette ed emigrati? Si ricordi che la ricchezza del Veneto arriva sia dall’interno che dall’Europa, e che l’unico pezzo di carta senza valore era la Lira: quando eravamo noi la zona povera, ma libera mica tanto.
        No Europa = Sì Italia, sarebbe meglio ricordarlo.

        • Filippo83 says:

          P.S. Certo l’Europa dovrà essere diversa: non più l’Unione Sovietica Europea di Bruxelles (comunque migliore dell’Unione della Repubblica Sovietica Italiana) ma gli Stati Uniti d’Europa, ovvero una Confederazione Euro-Germanica.

  18. claudio novello says:

    contro la secessione interna, e contro l’europa delle banche

  19. Albert says:

    Ma se tutti sono favorevoli perchè non ne parla mai nessuno del problema in questione? mahh…sondaggi, speriamo migliori di quelli del Berlusca.

    • liugi says:

      Perché è un tema tabù. Appena uno apre la bocca e parla di dividere l’italia, gli rispondono della laurea del Trota, delle corna di Borghezio e dei riti del sacro Po. Non sanno che è proprio grazie a Bossi&co. se l’Italia è ancora unita. Se non ci fosse stata la Lega, in una situazione simile penso proprio che la zavorra italiana sarebbe stata mollata a furor di popolo.

  20. Longobardo says:

    è necessario che la lega nord nelle regioni dove ha il presidente/governatore indica un referendum regionale per la indipendenza delle singole regioni altrimenti roma e italia ci tireranno in una spirale di debiti, guerre e miserie che non abbiamo mai visto….

  21. Dan says:

    Da una parte la democrazia è una gran cosa, dall’altra permette a cani e porci di comandare ed essendo questi sempre la maggioranza il futuro non può che essere di condanna.
    Il 46% furbo deve cominciare a menare gli altri e fagli capire che il vento deve cambiare.

  22. Domenico says:

    Quindi al Nord c’è un 54% di imbecilli ed un 62% di teste di rapa che si rifiuta di capire anche di fronte all’evidenza. E che le due categorie siano composte prevalentemente dai trinariciuti è una piena conferma della bontà delle tesi opposte. Però 46 contro 54, con la rabbia che hanno i 46…. e con il nuovo rating del paeusucolo….

    • sciadurel says:

      vedila così, la gente ha capito che se ci fosse stata la lira avremmo fatto una fine ancora peggiore (inflazione e tassi alle stelle da annullare anche il limitato potere d’acquisto attuale)

      quindi il problema principale è l’itaglia che annienta la nostra economia e la nostra voglia di fare qualsiasi moneta ci sia

      se invece ti riferisci all’Euro = perdita della sovranità nazionale, ecco, se non te ne sei accorto, quella l’abbiamo GIA’ PERSA NEL 1861

      • Domenico says:

        E’ tutto da dimostrare che con la lira non ce la saremmo cavata meglio! Guarda caso le economie che vanno meglio sono quelle che si sono tenute strette le loro monete: Svezia, Danimarca, Norvegia…. Concordo del tutto invece che l’italia è la fonte di tutti i mali..
        Tra poco crollerà anche l’italia..

        • Stefano Gamberoni says:

          Se oggi si abbandonasse l’euro avremmo tassi di interessi su c/c, mutui e debiti privati ben sopra il 12%. Non parlo del debito pubblico, ma dei crediti che servono per fare impresa o famiglia. Citi 3 nazioni che ben prima di tenersi la loro valuta hanno tenuto ben saldi i cordoni della borsa dei loro bilanci statali. Ritornare alla lira significa distruggere la nostra ricchezza (in raffronto agli altri paesi), inflazione e riduzione del potere d’acquisto. Se non fossimo entrati nell’euro il paventato default del debito sarebbe avvenuto già 12 anni fa. Secessione e surplus di bilancio (in euro) è la nostra unica soluzione. Secessione, svalutazione, pareggio di bilancio è l’unica soluzione per il resto d’Italia. Ci smena solo la casta romana.

          • Domenico says:

            Mi sembrano previsioni come quelle catastrofiche dei guru del riscaldamento globale del pianeta. Smentite in pieno dai fatti….
            Sono sicuro che se avessimo mantenuto la lira molte cose, forse tutte, sarebbero andate meglio. E comunque l’italia non avrebbe dovuto entrare nell’euro perchè i conti erano falsi, come quelli greci.
            Parliamo di cose concrete: l’eurocaccola CI HA PORTATO inflazione e riduzione del potere d’acquisto: se qualcuno non se ne è accorto, nel 2001 con 10.000 lire si comprava un paio di scarpe da ginnastica, mentre oggi con 5 euromrd si compra un paio di stringhe per le suddette scarpe… Danni maggiori di così un cambio di moneta non può fare. Ma poi non è detto che si torni alla lira. Per la Lombardia è di sicuro meglio entrare nell’area del franco svizzero… Poi per la soluzione secessione e surplus di bilancio, sottoscrivo in pieno per il Lombardo Veneto (in CHF e non in € però). Del resto della penisola, dopo averlo mantenuto per 1 secolo e mezzo, scusami, ma me ne f8!

        • sciadurel says:

          ma come fai a paragonare la stabilità di monete come quelle SCANDINAVE (o della Sterlina) con la “liretta” che prima dell’Euro era costretta a svalutazioni FOLLI per poter tenere a galla la secolare voragine itagliota

          • liugi says:

            Dobbiamo ringraziare Amato che, nonostante quella faccia inquietante da lemure malgascio, ci ha salvato dal fallimento nel 1992, a costo di una svalutazione che già prima era mostruosa (in Europa, messa peggio c’era solo la Turchia) e una stagnazione economica che dura ormai da vent’anni.
            Mi viene da ridere a pensare cosa sarebbe successo con questa crisi se avessimo avuto ancora la lira italiana. Probabilmente avremmo avuto stipendi medi come nel 2000, a circa 2 milioni di lire. Peccato che per comprare un paio di scarpe da ginnastica come minimo ce ne sarebbero serviti 500.000!

            • Domenico says:

              Oserei dire che nel 92 amato rubò letteralmente i soldi dalle nostre tasche, non per salvarci dal fallimento, ma perchè lui e la sua casta schifosa potessero continuare a far carne di porco alle nostre spalle e coi nostri soldi. Infatti una classe politica meno ladra e appena un pochino attenta non avrebbe raggiunto l’orlo dell’abisso e, successivamente, giusto per dimostrare di aver capito la lezione, non avrebbe continuato a gozzovigliare oscenamente come invece ha fatto; avrebbe dovuto amministrare non dico con genio, ma con un minimo di buon senso. Non l’hanno fatto e ancora una volta fanno pagare a noi il conto della loro dissolutezza ed incapacità.
              Su come sarebbe andata se avessimo mantenuto la lira, non c’è controprova nè alla mia ne alla vostra ipotesi, ma francamente peggio di come è andata davvero mi sembra impossibile che potesse andare. Quanto al lemure, sarò grato al Padreterno quando ce lo avrà tolto definitivamente dai piedi, insieme a tutti i suoi compagni di merende. E’ un vero peccato che non ci sia più Zeus sull’Olimpo, perchè non possiamo chiedergli di fulminarli tutti in riunione plenaria :-(. Un popolo meno pecorone di quello italiota li avrebbe già linciati, mentre molti italioni continuano a incensarli: soprattutto questo fa disperare del futuro, anche del Lombardo Veneto

    • lancillotto says:

      La futura Venezia è già abbondantemente sopra. Ma arrivano anche gli altri. Lasciate le porte aperte, che man mano che si chiuderanno le valvole e si asciugheranno i portafogli, arriveranno uno dopo l’altro. Ci sarà un’impennata improvvisa il giorno del default.

      Peccato che da qui ad allora, avremo perso del tempo preziosissimo, e una bella fetta di tessuto produttivo sarà bruciata.

  23. Diego Tagliabue says:

    Non mi meraviglia.

    Senza l’assegno cronico per gli scrocconi scendicane-incassavaglia (e le assunzioni nella PA al Sud sono in costante aumento), regioni-contribuenti come la Lombardia non avrebbero problemi con una moneta stabile, sia essa l’Euro o una propria, sul modello del Franco Svizzero o del vecchio Marco.

  24. Lucafly says:

    Per fare la secessione ci vogliono i COGLIONI !!!!!!!!!

    • Domenico says:

      di quelli in italia ce ne sono anche troppi! Bisogna averli, quegli affari lì, e molti italioni non sanno neanche che cosa vuol dire

  25. Filippo83 says:

    Comunque, il 46% è un valore lievemente superiore ai sondaggi 2010 e 2011. Non credo che sia tanto cambiata la distribuzione spaziale, quindi azzarderei:
    – secessionisti praticamente in maggioranza nel Triveneto, soprattutto Veneto;
    – secessionisti in maggioranza in gran parte della Lombardia, meno che a Milano e nella Bassa pianura;
    – secessionisti in minoranza, talvolta netta, in Piemonte-Liguria-Vallée.
    Insomma, via libera alla Serenissima/Lombardo-Veneto/Austria Meridionale.

  26. Filippo83 says:

    Non capisco bene il computo finale: il 30%-50%-20% a spanne mi sembra sbagliato, e poi comunque si trasforma in un 46% vs. 54% invece che in 60% vs. 40%. Bisognerà chiedere spiegazioni all’autore del sondaggio (la blogger GPG, immagino).

  27. Giacomo says:

    Mi domando dove hanno fatto finire il nord. Pescara?

    • Filippo83 says:

      In teoria, se ben ricordo:
      – Nord: Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Triveneto;
      – Regioni Rosse: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria.

  28. DOLFINI BRUNO says:

    Sorry !

  29. DOLFINI BRUNO says:

    Forse una “Secessione”non è poi cosi’ necessaria a questo punto. Ormai il Sig.r Presidente della Repubblica unitamente al Sig.r Presidente dell’attuale Governo hanno definitivamente cancellato la Repubblica Italiana della Costituzione del 1948. Quella Repubblica è diventata obsoleta : è un ricordo. La disgregazione ormai è evidente.
    “Napolitano e Monti” applicano ostinatamente dei rimedi ad un malato che non esiste piu’. L’Italia,per tanto che si voglia,a livello di Governo è,a dirla con Moliere,un malato immaginario,un malato che addirittura non esiste,un malato virtuale. Il nostro popolo non ha pane sulla tavola,il pane reale per saziare la fame e questa esigenza insopprimibile porta il popolo a non poter riconoscere piu’ un titolo di “Nazione Italiana” che non riesce a dargli da mangiare .Per questo ritengo che la “secessione” sia ormai un fatto compiuto : si dovra’ pensare soltanto ad “aggregazioni” per la sopravvivenza materiale della gente. Saluti e lacrime.

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