Local tax, ai Comuni “libertà” di uccidere?

di MAFALDA SASSOLUNGOtasse5

Legge di Stabilità e crescita? Non c’è niente da fare, non se ne esce. E mentre a Roma i leader discutono sul come farsi eleggere sicuramente, con l’ennesima riforma bufala del porcellum, in pochi si accorgono che la rivoluzione delle tasse locali insieme a quella del catasto non promettono niente di buono. E se il mattone è stato negli anni la vera fonte di risparmio dei contribuenti, oggi e per i prossimi anni si rischia che quelle tegole posate con tanto sudore cadano – ancora una volta – sulle teste dei contribuenti.

La somma di tutte le tasse

Dopo le proteste dei sindaci sui tagli imposti dalla Legge di Stabilità, infatti, la rivoluzione fiscale sulle tasse locali, sembrano essere il grimaldello per mettere tutti d’accordo. A spese del cittadino ovviamente. La Local Tax, quella che riunisce Imu, Tari, Tasi, addizionali Irpef e altre imposte comunali, sta prendendo forma, e per la gioia dei sindaci, si sta dirigendo verso una vera e propria giungla delle aliquote. Liberalizzazione? Sempre. Soprattutto se a danno del contribuente. Permettere di stabilire in completa autonomia le regole di applicazione di imposte tanto gravose, infatti, altro non significa che si sta andando dritti dritti verso l’abolizione dei tetti di aliquota. Già nel 2015? Il tutto si gioca nelle aule parlamentari, dove si discute sulla Legge di Stabilità: gli emendamenti sono già stati presentati e c’è da scommetterci che, come sempre, anche questa volta il Governo abbia fretta di chiudere la partita e imponga l’ennesima fiducia blindando il testo. La contropartita per la finta opposizione naturalmente si chiama legge elettorale e riforma della giustizia. Comunque vada, in pratica, sarà un disastro.

 

Ai Comuni libertà di “uccidere”?

Nei giorni scorsi la CGIA di Mestre aveva già proposto i calcoli in base ai quali la Local Tax potrebbe portare nelle casse dei comuni circa 31 miliardi di euro, così ripartiti: IMU e TASI 18,8 miliardi; Tassa rifiuti (TARI) 7,3 miliardi; Addizionale IRPEF 4,3 miliardi; Imposta di scopo 14 milioni di euro; Imposta di pubblicità 426 milioni di euro; Imposta di soggiorno 105 milioni di euro; Occupazione spazi e aree pubbliche (TOSAP) 218 milioni di euro. La somma è pari a 31,2 miliardi, che rispetto all’attuale sistema di tassazione avrebbe il vantaggio di essere incassata con un’unica imposta. L’obiettivo dichiarato, però, non era certo aumentare le tasse locali ma semplificare la vita ai cittadini, come auspicato dal segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi. Non fosse però che la stretta del cordone della borsa centrale sulle casse locali non lascia spazio a molti dubbi.

Ai Comuni verrebbe poi lasciata anche la possibilità di introdurre ulteriori sgravi, basati sull’ISEE, oltre a quelli che dovrebbero essere reintrodotti. In sostanza oltre ad unificare l’imposta sugli immobili in una “local tax” si potrebbe assistere al ritorno delle aliquote standard e detrazioni fisse sulle abitazioni principali così come era stato inizialmente previsto per l’IMU (200 euro più 50 per ciascun figlio convivente con meno di 26 anni).

Il ruolo delle aliquote

Fondamentalmente la nuova imposta dovuta deriverà dalla somma delle aliquote IMU e TASI, ma ancora non si sa se verrà o meno previsto un tetto complessivo del 10,6 per mille, eventualmente incrementabile di un ulteriore 0,8 per mille, o si lascerà mano libera ai Comuni. L’aliquota standard potrebbe essere portata ad valore tra il 3,3 per mille, il massimo applicato nel 2014, ed il 4 per mille dell’IMU 2012 così da compensare la riduzione del prelievo sulle case di più basso valore catastale.

Novità anche per chi ha una casa in affitto: dal prossimo anno potrebbe essere cancellata la quota a carico degli inquilini in caso di immobili ad uso abitativo. Quota che invece resterebbe a carico di imprese ed esercenti, in caso di affitto dei locali, integrando nella “local tax” tributi minori come quelli sulle affissioni.

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One Comment

  1. Dan says:

    La libertà che il sitema ha corrisponde alla libertà che gli viene data.
    I comuni hanno libertà di uccidere attraverso il fisco ? E’ semplicemente la libertà che i cittadini pecore concedono ai comuni stessi (e allo stato).

    Il fisco riesce ad uccidere il commercio abusivo ? No, perchè gli abusivi sanno farsi rispettare http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/guerriglia-fermano-abusivo-agenti-circondati-e-aggrediti-da-africani/

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