La Somalia prova a darsi nuove istituzioni: Addio Somaliland

di REDAZIONE

Le autorità di transizione somale sostenute dalla comunità internazionale saranno sciolte domani, lunedì 20 agosto, per cedere il posto a nuove istituzioni, nel rispetto di un accordo raggiunto con la mediazione dell’Onu. Una Costituzione è stata già adottata il 1 agosto scorso, ma potrà essere modificata dal nuovo parlamento e diventerà definitiva solo una volta ratificata attraverso referendum. La Carta dovrebbe essere applicata in tutte le regioni somale, compresa il Somaliland* autoproclamatosi indipendente nel 1991, che si è rifiutata finora di partecipare al processo istituzionale in corso.

CHI FA COSA: Una comitato tecnico di selezione ha scelto un gruppo di leader locali che, a sua volta, ha nominato i membri di un’Assemblea costituente. Quest’ultima ha adottato la nuova costituzione, senza apportare alcuna modifica al testo presentato. Gli stessi leader locali, con l’aiuto del comitato tecnico di selezione, stanno attualmente designando i membri del Parlamento, chiamati a eleggere il Presidente del paese, il Presidente del Parlamento e i suoi due vice. Il capo dello Stato designerà a sua volta il primo ministro, che formerà il Consiglio dei ministri.

IL COMITATO TECNICO DI SELEZIONE: E’ composto da 27 membri, tra cui almeno nove donne, scelti dai principali clan somali e confermati dalla classe dirigente somala, compresi i rappresentanti di tutte le regioni somali, ad eccezione del Somaliland. Due posti di consiglieri, senza diritto di voto, sono occupati da rappresentanti dell’Ufficio politico delle Nazioni Unite per la Somalia. Il comitato conta anche sette osservatori stranieri.

LEADER LOCALI: Scelti dal comitato di selezione, i 135 dirigenti sono stati designati da tutti i clan del Paese: 120 rappresentano i quattro principali clan somali (Darod, Hawiye, Dir e Rahanweyn) e i restanti 15 formano una coalizione dei clan minoritari.

L’ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE: Composta da oltre 800 membri, compresi rappresentanti dei giovani, dei leader religiosi, dei dirigenti locali, dei membri della comunità imprenditoriale, dell’Università e della diaspora.

IL PARLAMENTO: Bicamerale, con la Camera bassa chiamata ‘Camera del popolo’ composta da 275 membri, di cui il 30% donne, e la Camera Alta, con un massimo di 54 membri. Un mandato parlamentare dura quattro anni. Il Parlamento di transizione uscente è composto da 550 membri.

IL PRESIDENTE DEL PAESE, IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO E I SUOI DUE VICE: Devono essere eletti entro lunedì 20 agosto. Sono diversi i candidati in corsa per le cariche.

IL PRIMO MINISTRO: Dovrà essere nominato dal Capo dello Stato entro 30 giorni. IL CONSIGLIO DEI MINISTRI Sarà formato dal primo ministro, che lo sottoporrà al voto del Parlamento.

*La Repubblica del Somaliland è stata conosciuta come Somalia Britannica sotto l’Impero Britannico dal 1884 fino al 26 giugno 1960, quando ha ottenuto la propria indipendenza dalla Gran Bretagna. Il 1º luglio 1960 si è unita all’ex Somalia Italiana per formare la Repubblica di Somalia. L’unione non ha funzionato secondo le aspirazioni di questa regione e lo scoppio di una feroce guerra civile che dal 1980 in poi ha portato al completo collasso della Repubblica Somala ha permesso al Somaliland di dichiarare la propria indipendenza: dopo il crollo della Repubblica Somala, la popolazione del Somaliland ha tenuto un congresso con il quale ha deciso di ritirarsi dall’unione con la Somalia e ricreare una sovranità autonoma.

Abdirahman Mohamed Ali fu il primo presidente del Somaliland e Mohamed Ibrahim Egal fu il suo successore nel 1993 a Boorama. Egal fu rinominato nel 1998 e rimase al potere fino alla sua morte, il 3 marzo 2002. Il vice presidente Dahir Rayale Kahin giurò e diventò presidente per un breve periodo e nel 2003 Kahin divenne il primo presidente del Somaliland ad essere eletto in libere e giuste elezioni.

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